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Il dollaro si stabilizza: i Non Farm Payrolls aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi Fed, con il CPI atteso a guidare il DXY

by VT Markets
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Sep 7, 2026

I payroll USA più robusti hanno fornito un certo supporto al Dollaro e hanno spinto brevemente al rialzo l’indice del dollaro (DXY), ma una crescita dei salari più debole e una riprezzatura della Federal Reserve solo modesta hanno limitato l’estensione del movimento in vista del CPI di questa settimana. Le aspettative sulla Fed si sono rafforzate dopo il dato, con la probabilità implicita di un rialzo a settembre salita a circa il 65% dal 55%, prima di ritracciare verso il 62%. Ora i mercati guardano all’inflazione per avere una direzione: una sorpresa al rialzo del CPI potrebbe riaccendere la forza del dollaro, mentre una lettura più debole potrebbe mantenere le contrattazioni irregolari.

Sul fronte grafico, il DXY è stato visto per l’ultima volta intorno a 99,20 e mantiene un lieve momentum rialzista sul timeframe giornaliero, mentre l’RSI è piatto. La resistenza si colloca a 99,40, in corrispondenza della media mobile a 21 giorni (21DMA) e del livello di Fibonacci al 38,2%, con un’ulteriore barriera a 99,75 in prossimità della media mobile a 100 giorni (100DMA). Il supporto è indicato a 98,60–98,70, in linea con il ritracciamento di Fibonacci al 50% del movimento dai minimi ai massimi del 2026, e poi a 98,00 sul livello di Fibonacci al 61,8%.

Livelli tecnici del Dollar Index e contesto di trading

Dobbiamo monitorare con attenzione l’US Dollar Index (DXY) mentre oscilla attorno a 99,20 dopo gli ultimi dati sul mercato del lavoro. Sebbene il mercato occupazionale resti sorprendentemente resiliente, la crescita più lenta dei salari ha frenato qualsiasi breakout significativo del dollaro. Questo suggerisce di prepararsi, nel brevissimo, a una fase di trading in range piuttosto che inseguire un’improvvisa rottura direzionale.

Aspettative Fed, CPI e strategia operativa

Le aspettative di mercato per un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve questo mese sono balzate temporaneamente al 65% prima di stabilizzarsi nuovamente intorno al 62%. Questo sposta l’attenzione sul prossimo dato dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI), che sarà l’elemento decisivo per la prossima mossa della Fed. Storicamente, quando le probabilità sui tassi si collocano in quest’area intermedia in vista della riunione di settembre, la volatilità del DXY può aumentare di oltre l’1,2% alla pubblicazione del dato.

Raccomandiamo ai trader su derivati di utilizzare strategie in opzioni come straddle o strangle per catturare la probabile espansione dei prezzi legata alla stampa del CPI. Una sorpresa inflazionistica al rialzo dovrebbe spingere il DXY oltre la resistenza immediata a 99,40, con obiettivo la media mobile a 100 giorni a 99,75. Al contrario, un dato di inflazione più morbido potrebbe trascinare l’indice verso i supporti chiave tra 98,60 e 98,70.

Considerato l’RSI piatto, che segnala un momentum neutrale, è preferibile un approccio a doppio senso in trading di range finché non verrà pubblicato il dato sull’inflazione. Stop-loss stretti sono essenziali, soprattutto con un supporto solido più in basso in area 98,00. Una gestione del rischio attorno a questi livelli tecnici può proteggere i portafogli da improvvise inversioni guidate dai dati.

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