USD/CAD è rimasto pressoché invariato in area 1,3830 negli scambi asiatici di lunedì dopo i modesti rialzi del giorno precedente, ma l’aumento dei prezzi del greggio potrebbe sostenere il CAD legato alle materie prime, dato il ruolo del Canada come grande esportatore. Il WTI è rimbalzato verso 90,00 dollari al barile dopo l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con Washington che ha preso di mira tre petroliere iraniane in seguito ad attacchi missilistici contro navi da guerra americane e Teheran che ha dichiarato una nuova zona a navigazione limitata attorno allo Stretto di Hormuz.
I dati sul mercato del lavoro transfrontaliero hanno spostato l’attenzione sul momentum relativo della crescita: i Nonfarm Payrolls USA sono aumentati di 162.000 in agosto contro attese di 56.000, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%. Lo strumento CME FedWatch ha prezzato una probabilità del 58,3% di un rialzo dei tassi della Fed di 25 punti base a settembre, anche se il dollaro è rimasto debole in vista del CPI USA. Sul piano tecnico, la coppia è rimasta sotto le EMA a 9 e 50 giorni, con resistenze in area 1,3845 e 1,3931, mentre l’RSI a 14 giorni intorno a 43 ha indicato un momentum ribassista contenuto.
Strategie per la volatilità su USD/CAD
Riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a una volatilità più elevata sulla coppia USD/CAD utilizzando strategie opzionali di breve termine come straddle o bear put spread. Con il prezzo spot in area 1,3830, appena sotto la resistenza chiave della Media Mobile Esponenziale (EMA) a 9 giorni a 1,3845, il mercato appare “compresso” e pronto a un breakout. Storicamente, quando il greggio West Texas Intermediate (WTI) accelera verso quota 90 dollari a causa di colli di bottiglia geopolitici come lo Stretto di Hormuz, il dollaro canadese, legato alle commodity, acquisisce un significativo slancio rialzista.
Bilanciare i fondamentali e gestire il rischio
Tuttavia, questa forza delle materie prime va bilanciata con la divergenza dei dati macro, in particolare l’aumento inatteso di 162.000 posti di lavoro negli Stati Uniti in agosto mentre il mercato del lavoro canadese ha deluso. Questo divario ha spinto lo strumento CME FedWatch a prezzare una probabilità del 58,3% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve già questo mese, elemento che mantiene sostenuto il dollaro USA. Per sfruttare questa tensione, consigliamo l’acquisto di opzioni put a breve scadenza su USD/CAD per intercettare eventuali discese improvvise qualora il petrolio proseguisse la sua risalita.
Guardando ai dati storici, i conflitti geopolitici nelle principali aree di transito del petrolio in genere innescano un incremento del 10%-15% della volatilità implicita per valute esposte al settore energia come il dollaro canadese. Poiché l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 14 giorni è su un livello contenuto di 43, conferma che il momentum ribassista sta aumentando in modo graduale senza entrare in territorio di ipervenduto. Suggeriamo ai trader di utilizzare l’EMA a 50 giorni in area 1,3931 come livello di invalidazione rigoroso per eventuali strutture ribassiste su derivati nelle prossime settimane.
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