L’oro (XAU/USD) è sceso a circa 4.395 dollari nelle prime contrattazioni asiatiche di lunedì, mentre i solidi dati sul mercato del lavoro statunitense hanno rafforzato le aspettative di una politica più restrittiva da parte della Federal Reserve. Ad agosto i Nonfarm Payrolls sono aumentati di 162 mila unità, dopo il +21 mila di luglio, superando il consenso a 56 mila e penalizzando così il metallo prezioso, che non offre rendimento. Le probabilità implicite di un rialzo dei tassi a settembre sono salite a circa il 58,3% rispetto a un 50/50 di venerdì, secondo il tool CME FedWatch, mentre l’attenzione si sposta ora sulle pubblicazioni di PPI e CPI di questa settimana per indicazioni di direzione.
Resta alta anche l’attenzione sul rischio geopolitico dopo che Bloomberg ha riferito che l’Iran avrebbe preso di mira tre petroliere utilizzando una rotta non autorizzata attraverso lo Stretto di Hormuz, insieme ad alcune navi collegate agli Stati Uniti, alimentando timori di inflazione legata al petrolio. Separatamente, Commerzbank ha affermato che il recente rialzo dell’oro rifletteva crescenti dubbi su una mossa a settembre dopo i commenti del governatore della Fed Christopher Waller. Sul piano tecnico, il metallo è rimasto sopra la SMA a 100 giorni, con resistenze in area 4.465 e 4.675 dollari, mentre i supporti sono stati indicati a circa 4.405, 4.350 e 4.260 dollari; l’RSI (14) si attestava intorno a 51.
Strategia ribassista di breve termine sui futures dell’oro
Raccomandiamo ai trader di derivati di adottare un approccio difensivo e ribassista di breve periodo sui futures dell’oro (XAU/USD), entrando in una finestra di negoziazione ad alta volatilità. Con il CME FedWatch Tool che mostra probabilità di rialzo dei tassi balzate al 58,3% dopo l’imponente report NFP a +162 mila posti, la pressione immediata sugli asset privi di rendimento è notevole. Storicamente, durante il ciclo aggressivo di rialzi della Fed nel 2022, i prezzi dell’oro sono scesi di oltre il 12% in un periodo di sei mesi, a dimostrazione di quanto il metallo sia sensibile a cambiamenti improvvisi della politica monetaria.
In vista delle prossime pubblicazioni di CPI e PPI negli Stati Uniti, suggeriamo di utilizzare straddle su opzioni per cogliere gli inevitabili movimenti bruschi dei prezzi senza assumere un bias direzionale rigido. La volatilità implicita è destinata a salire mentre i trader macro valutano se l’inflazione stia aumentando insieme a un mercato del lavoro sorprendentemente forte. Se i dati sull’inflazione dovessero risultare più caldi delle attese, ci si può aspettare che l’oro rompa rapidamente al ribasso il supporto immediato a 4.350 dollari.
Strategie di copertura e livelli tecnici chiave
Allo stesso tempo, non bisogna ignorare l’escalation dei rischi geopolitici in Medio Oriente, che potrebbe innescare improvvisi flussi “safe haven” verso il metallo. Per coprirsi da questo rischio, i trader possono acquistare opzioni call out-of-the-money in prossimità della resistenza a 4.465 dollari per proteggere posizioni short sui futures. Questo approccio bilanciato garantisce protezione nel caso in cui i timori di inflazione trainata dal petrolio inneschino improvvisamente un rally dell’oro alimentato da short covering.
Per i trader di futures, il punto di pivot chiave da monitorare nei prossimi giorni è la media mobile semplice a 100 giorni in area 4.350 dollari. Sarebbe opportuno valutare l’apertura di posizioni short su eventuali rimbalzi temporanei verso la banda centrale delle Bollinger a 20 giorni a 4.465 dollari. Una chiusura giornaliera sostenuta sotto 4.350 dollari probabilmente aprirebbe la strada a una discesa più profonda verso l’area di supporto a 4.260 dollari.
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