OPEC+ ha concordato domenica di lasciare invariata per ottobre la propria politica di produzione, mentre il gruppo attende di definire nuove quote prima di stabilire eventuali ulteriori passi sul fronte dell’offerta. La decisione segue l’accordo di agosto per aumentare la produzione a settembre, completando la graduale rimozione di un taglio dell’offerta pari a 1,65 milioni di barili al giorno (bpd) deciso per la prima volta nel 2023.
Anche con gli incrementi pianificati, OPEC+ resta ben al di sotto dei propri obiettivi produttivi a causa della guerra. Sul mercato petrolifero, il West Texas Intermediate (WTI) segnava un rialzo dello 0,87% nella giornata, a 92,57 dollari al momento in cui scriviamo.
Posizionamento strategico sui derivati del petrolio
Riteniamo che i trader sui derivati debbano posizionarsi per una prosecuzione del momentum rialzista dei prezzi del petrolio nelle prossime settimane. Con OPEC+ che mantiene invariata la produzione per ottobre e il WTI già oltre 92,50 dollari, il “pavimento” dell’offerta rimane estremamente solido. Questa struttura di mercato tesa suggerisce che l’acquisto di opzioni call a breve scadenza sul WTI sia una strategia altamente praticabile.
Tensione di mercato e volatilità delle opzioni
Storicamente, quando OPEC+ produce al di sotto dei propri target ufficiali, il deficit di offerta risultante erode rapidamente le scorte globali. I recenti dati energetici mostrano che le scorte commerciali di greggio nelle principali economie sono scese a circa il 5% sotto la media stagionale degli ultimi cinque anni. Ci aspettiamo che questo deficit persistente mantenga i mercati fisici estremamente “tirati”, favorendo bull call spread per catturare il potenziale rialzo limitando al contempo il rischio.
Mentre il gruppo avvia le trattative sulle nuove quote per gli ultimi mesi dell’anno, dobbiamo anche prepararci a un aumento della volatilità implicita sulle catene di opzioni. I trader dovrebbero valutare la vendita di put a breve termine per incassare premio, sfruttando il forte livello di supporto ormai stabilito in area 90 dollari al barile. Monitorare i report settimanali sulle scorte sarà cruciale per temporizzare questi punti d’ingresso mentre il mercato assorbe il congelamento della produzione di ottobre.
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