Un report sull’occupazione USA migliore delle attese ha ricalibrato il pricing di mercato sulla politica monetaria e ha pesato sugli asset rischiosi. Le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre sono salite al 60%, quanto basta per mettere sotto pressione azioni e crypto, pur restando sotto la soglia dei due terzi. La vendita iniziale è stata ampia, ma i pattern di leadership sono risultati disomogenei, con il tech che venerdì ha tenuto meglio nonostante il rialzo dei rendimenti dei Treasury.
L’attenzione si è spostata sull’ampiezza del mercato e sulle reazioni cross-asset, più che sul dato di testa in sé. Il mercato del lavoro è stato descritto come stabile, con la dinamica delle retribuzioni orarie che ha retto, mentre l’aumento dei prezzi dell’energia è stato visto come un fattore che si trasmette all’economia e mantiene in primo piano i rischi di inflazione, rafforzando l’incentivo della Fed a stringere. In trading, ES e BTC sono stati indicati come più pronti a scendere rispetto a NQ, mentre l’oro non è riuscito ad ampliare il calo iniziale oltre la prima ora; il Russell 2000 è stato definito resiliente da mercoledì.
Forza del mercato del lavoro e aspettative di rialzo dei tassi della Fed
Abbiamo appena visto una sorpresa significativa nel report sull’occupazione di agosto, che ha mostrato un incremento robusto di 215.000 posti di lavoro, contro una stima consensuale di 145.000. Questa improvvisa forza del mercato del lavoro ha spinto la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a settembre al 60%, un aumento netto rispetto a inizio settimana. I trader sui derivati devono adeguarsi rapidamente a un mercato che sta prezzando una politica monetaria molto più restrittiva nelle prossime settimane.
Con il WTI in risalita verso 85 dollari al barile, per effetto di politiche geopolitiche più restrittive sulle petroliere, l’inflazione trainata dall’energia sta diventando una realtà persistente. Ci aspettiamo che questi maggiori costi dei carburanti si diffondano nell’economia e mantengano la Federal Reserve fortemente incentivata ad alzare i tassi. I trader dovrebbero prepararsi utilizzando opzioni per coprirsi da pressioni inflazionistiche più persistenti.
Reazioni tra asset class e strategie di trading
È interessante notare che l’indice Russell 2000 ha mostrato una resilienza notevole nelle ultime sedute, rifiutandosi di cedere nonostante l’impennata dei rendimenti dei Treasury. Allo stesso tempo, i futures sull’S&P 500 e Bitcoin hanno subito i colpi più duri, mentre il Nasdaq è riuscito a fare da traino e a tenere. Nelle prossime settimane, raccomandiamo di privilegiare la forza relativa di small cap e tecnologia rispetto a posizioni short sull’indice in senso lato.
Anche l’oro si è rivelato difficile da shortare venerdì, poiché il calo iniziale ha rapidamente trovato compratori e si è stabilizzato. Sconsigliamo di inseguire posizioni short aggressive sui metalli preziosi in questa fase, dato che si stanno comportando come una copertura resiliente. Meglio concentrarsi su spread trade tattici che sfruttino la chiara divergenza tra settori più solidi e quelli più vulnerabili.
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