Nordea prevede che l’inflazione headline dell’Eurozona resterà sopra il target della Banca centrale europea almeno fino alla primavera del 2027. Le letture recenti al netto dell’energia sono risultate leggermente più deboli rispetto alle proiezioni BCE di giugno, un andamento che la banca collega in parte a un rallentamento dell’inflazione alimentare. Di conseguenza, Nordea si attende revisioni al ribasso delle stime BCE sull’inflazione headline per il 2026 e il 2027, pur prevedendo che gli aggiustamenti saranno contenuti.
La banca vede l’inflazione core muoversi grosso modo in linea con le proiezioni di giugno e, pertanto, si aspetta che il profilo del core resti in larga misura invariato. Su questa base, l’inflazione core è stimata rimanere sopra il 2% fino alla fine del 2028. La lettura di Nordea implica uno scenario di politica monetaria che terrebbe aperto il dossier di ulteriori rialzi dei tassi da parte della BCE.
Inflazione persistente e implicazioni per la politica monetaria
Stiamo affrontando un’inflazione persistente in tutta l’Eurozona, che dovrebbe mantenere l’inflazione headline al di sopra del target del 2% della BCE fino alla primavera del 2027. Con l’inflazione core prevista restare sopra il 2% fino al 2028, la banca centrale ha solide ragioni per mantenere i tassi elevati o persino aumentarli ulteriormente. I trader sui derivati dovrebbero prepararsi a un periodo di politica monetaria restrittiva più lungo di quanto il mercato attualmente si aspetti.
Strategie di trading in un contesto di tassi elevati
Suggeriamo di andare short sui future Euribor con scadenza dicembre 2026 e su quelli di metà 2027 per beneficiare di tassi “più alti più a lungo”. Questa operazione è supportata dai dati storici; ad esempio, quando l’inflazione dei servizi nell’Eurozona è rimasta ostinatamente al 4,2% a fine 2024, ha mostrato quanto sia difficile raffreddare le pressioni sui prezzi core. Se il mercato fosse costretto a rimuovere dai prezzi i tagli dei tassi attesi, questi contratti future scenderebbero di valore, generando rendimenti elevati per chi è posizionato al ribasso.
Sul mercato valutario, privilegiamo l’acquisto di opzioni call sull’euro contro il dollaro USA (EUR/USD). Una BCE più “hawkish” a fronte di una Federal Reserve orientata all’allentamento dovrebbe spingere l’euro al rialzo nelle prossime settimane. Si può tornare ad agosto 2024, quando l’euro è salito al massimo annuale di 1,12 USD in presenza di differenze di policy simili, a conferma di quanto la valuta sia sensibile ai differenziali di rendimento legati ai tassi.
Raccomandiamo inoltre l’acquisto di opzioni put sull’indice Euro Stoxx 50 per proteggere i portafogli azionari dalla volatilità in arrivo. Un’inflazione core vischiosa e tassi elevati prolungati metteranno sotto pressione gli utili aziendali e comprimeranno i multipli di valutazione. Acquistare queste put mentre gli indici di volatilità restano bassi offre una copertura a costo contenuto contro un brusco ribasso del mercato.
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