L’oro è sceso venerdì, con XAU/USD in calo di circa lo 0,80% nella giornata dopo aver ceduto oltre il 2% in seguito a un dato solido sui Nonfarm Payrolls USA. Il metallo è stato scambiato a 4.437 dollari mentre il dollaro è rimasto sostenuto e le attese sui tassi si sono spostate verso una Federal Reserve più “hawkish” qualora i dati sull’inflazione della prossima settimana sorprendano al rialzo. I payrolls di agosto sono aumentati di 162.000 unità contro stime di 56.000, mentre luglio è stato rivisto a 21.000 da -23.000; il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%. I mercati monetari sono passati a prezzare una probabilità del 61% di un rialzo dei tassi a settembre, dal 54% del giorno precedente, secondo Prime Terminal.
I rendimenti USA a 10 anni hanno toccato il 4,81% prima di ripiegare al 4,768%, mentre il Dollar Index è salito dello 0,13% a 99,13. L’attenzione ora si sposta sulle pubblicazioni della prossima settimana di PPI e CPI, insieme alle richieste di sussidi di disoccupazione, al Monthly Budget Statement USA e al dato di settembre sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. Sul piano tecnico, l’oro resta in range tra la SMA a 100 giorni a 4.354 dollari e la SMA a 200 giorni a 4.534; una rottura espone al rischio di 4.400, poi 4.282, mentre le resistenze si collocano a 4.450, 4.500 e al massimo di agosto a 4.697.
Strategie Derivative per la Volatilità in Vista delle Pubblicazioni Macroeconomiche
Con l’oro in ripiegamento a 4.437 dollari dopo un report sul lavoro sorprendentemente forte, riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a un picco di volatilità in vista dei dati sull’inflazione della prossima settimana. L’impennata dei nonfarm payrolls di agosto a 162.000 ha portato la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre al 61%. Per sfruttare questa incertezza, consigliamo l’uso di straddle o strangle su opzioni per beneficiare di un breakout marcato in entrambe le direzioni.
Se i report su CPI e PPI della prossima settimana dovessero risultare più “caldi” delle attese, la Federal Reserve probabilmente adotterebbe un orientamento più restrittivo, trascinando l’oro al ribasso. In questo scenario ribassista, suggeriamo l’acquisto di opzioni put con obiettivo l’area 4.400 dollari, con ulteriore target al ribasso in corrispondenza della media mobile semplice a 100 giorni a 4.354. Storicamente, pressioni macro analoghe—come gli scatti dei tassi a fine 2023 quando il rendimento del Treasury decennale sfiorò il 5%—hanno innescato sell-off dell’oro del 5% o più in un arco di tempo breve.
Livelli Tecnici Chiave e Correlazioni di Mercato
Al contrario, se i dati sull’inflazione dovessero confermare un processo di disinflazione persistente, la Fed potrebbe prendersi una pausa, innescando un rapido rally da ricoperture di short. Invitiamo i trader a monitorare da vicino la resistenza a 4.450 dollari, poiché una rottura netta sopra questo livello potrebbe aprire la strada a una strategia su opzioni call con target la media mobile semplice a 200 giorni a 4.534. Un superamento di quest’area potrebbe riportare rapidamente in test il massimo di agosto a 4.697, soprattutto se il Dollar Index dovesse arretrare dall’attuale livello di 99,13.
Va inoltre monitorato con attenzione il rendimento del Treasury USA a 10 anni, che ha toccato di recente il 4,81% prima di assestarsi al 4,768%. Rendimenti più alti aumentano il costo opportunità di detenere asset privi di rendimento: storicamente l’oro mostra una forte correlazione negativa di circa -0,40 con l’aumento dei rendimenti reali. I trader su futures potrebbero valutare lo short su micro gold contracts sui rimbalzi temporanei in area 4.450, mantenendo stop-loss stretti appena sopra tale livello di resistenza.
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