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L’indice del dollaro riduce i guadagni mentre tornano le speculazioni su un rialzo dei tassi da parte della BoJ; l’attenzione si sposta sui dati dell’inflazione USA

by VT Markets
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Sep 5, 2026

Il Dollaro USA ha restituito gran parte del rialzo della settimana precedente, con il DXY avvicinatosi a quota 100,00 prima di arretrare, mentre tornavano a circolare speculazioni su un possibile aumento del tasso di riferimento da parte della BoJ. I rendimenti dei Treasury sono rimasti nella parte alta del recente range nonostante movimenti contrastati, e le Nonfarm Payrolls di agosto si sono attestate a 162 mila unità, sostenendo per breve tempo l’indice prima di un ritorno verso i livelli pre-dato. Le condizioni di trading si sono inoltre assottigliate in vista della pausa per il Labor Day, mentre la Federal Reserve è entrata nel periodo di blackout e i mercati hanno spostato l’attenzione verso le prossime pubblicazioni sull’inflazione.

I dati di posizionamento indicavano un affievolimento del momentum più che un’inversione netta. Le rilevazioni CFTC per la settimana al 25 agosto mostrano i net long speculativi in calo di 397 contratti a circa 18,7 mila, mentre la variazione su quattro settimane ha rallentato a +1.485 da +3.465. L’open interest è rimasto quasi invariato intorno a 48 mila, con l’esposizione speculativa scesa al 38,96% dal 39,81%; il percentile dell’esposizione è rimasto a 57, mentre il percentile della posizione netta è sceso a 67,4 da 68,5. Il mercato prezzava quasi 35 punti base di tightening entro fine anno, e per la riunione del 16 settembre era favorita una mossa da 25 punti base, con l’attenzione rivolta al CPI di agosto insieme alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, ai prezzi alla produzione e alla lettura flash del sentiment dei consumatori U-Mich.

Livelli tecnici chiave e strategie di trading

Suggeriamo ai trader su derivati di monitorare con attenzione il supporto psicologico di 100,00 sul Dollar Index (DXY), mentre il biglietto verde fatica a mantenere le posizioni. Nonostante un rimbalzo favorito dal dato sulle nonfarm payrolls (162 mila) superiore alle attese, l’indice ha rapidamente ritracciato, segnalando un ritorno graduale del sentiment ribassista. Riteniamo che questa fase di consolidamento offra un punto d’ingresso strategico per gli operatori in opzioni interessati a sfruttare un breakout o un rimbalzo deciso da questo livello chiave.

Con la Federal Reserve ora nel periodo di blackout, la prossima pubblicazione del Consumer Price Index (CPI) sarà il principale driver della volatilità di breve termine. I dati recenti mostrano che l’inflazione core resta “sticky”, limitando la capacità della Fed di allentare la politica monetaria con la rapidità attualmente attesa dal mercato. Raccomandiamo l’utilizzo di straddle o strangle sulle principali coppie in USD per catturare i movimenti bruschi che verosimilmente seguiranno questo dato cruciale.

La minaccia di una svolta più hawkish della Bank of Japan continua a limitare il potenziale rialzista del dollaro, mentre acquistano trazione le speculazioni su un nuovo rialzo dei tassi. Questo contrasto nelle aspettative sulle banche centrali implica che le put su USD/JPY potrebbero diventare particolarmente redditizie se lo yen proseguisse il suo recupero. Consigliamo di coprire posizioni lunghe in dollari con un’esposizione selettiva allo yen, per mitigare il rischio di improvvisi cambi di policy a Tokyo.

Dati di posizionamento e sentiment di mercato

Osservando gli ultimi dati CFTC sul posizionamento, i contratti net long speculativi sono scesi marginalmente a circa 18,7 mila, indicando che la spinta rialzista sta rallentando ma non si sta invertendo completamente. L’open interest resta stabile a quasi 48 mila contratti, segnalando che gli operatori stanno consolidando più che incrementare aggressivamente posizioni short sul biglietto verde. Possiamo interpretarlo come un segnale che il mercato è in attesa di un catalizzatore chiaro prima di impegnarsi in un’inversione di trend di ampia portata.

Anche se i rendimenti dei Treasury restano vicini alla parte alta del range recente, il dollaro non è riuscito a capitalizzare questo vantaggio di rendimento. I funzionari della Fed hanno avvertito che un’inflazione persistente potrebbe costringere i tassi a rimanere più alti più a lungo, rafforzando una componente hawkish che il mercato al momento sembra scontare solo in parte. Riteniamo che i trader debbano cercare opportunità nei futures sui tassi d’interesse a breve, poiché la divergenza tra rendimenti stabili e dollaro in calo dovrà prima o poi ricomporsi.

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