L’ultimo rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti mostra una netta accelerazione delle assunzioni, segnalando un mercato del lavoro che non si sta raffreddando e che, da solo, offre pochi elementi per scoraggiare un ulteriore irrigidimento. Di conseguenza, il pricing dei futures si è adeguato, con i mercati che assegnano circa il 60% di probabilità a una mossa nella riunione di settembre della Fed. La reazione si è riflessa anche sulle valute, con l’EUR/USD tornato sotto 1,16 dopo la pubblicazione.
Le dichiarazioni di Kevin Warsh a Jackson Hole hanno alimentato le aspettative di un rialzo a settembre, mentre i rendimenti dei Treasury restano elevati e le aspettative d’inflazione vengono descritte come ben ancorate. L’attenzione si sposta ora sui dati dei prezzi, con il CPI di venerdì prossimo considerato più decisivo per la decisione di settembre: un dato “caldo” rafforzerebbe il caso per una stretta, mentre una lettura debole potrebbe sostenere una pausa del FOMC.
Forza del mercato del lavoro e implicazioni di policy
Il rapporto sull’occupazione USA di oggi, più forte delle attese, mostra che il mercato del lavoro resta surriscaldato, costringendoci a prepararci a una Federal Reserve potenzialmente più aggressiva. Con le buste paga di agosto sopra le aspettative e un tasso di disoccupazione ancora basso, gli operatori sui derivati devono mettere in conto una maggiore volatilità di mercato nelle prossime settimane. Raccomandiamo di coprirsi contro le oscillazioni dei tassi a breve termine, mentre il mercato riprezza rapidamente il sentiero della politica del FOMC.
Sebbene il tono da “falco” di Kevin Warsh all’ultimo simposio di Jackson Hole abbia rafforzato le scommesse su un rialzo dei tassi a settembre, non dovremmo reagire in modo eccessivo alle sue parole. Il rendimento del Treasury USA decennale è risalito verso il 4,3%, elemento che sta già contribuendo in modo significativo a irrigidire le condizioni finanziarie. Per ora, preferiamo mantenere un atteggiamento di attesa sulle posizioni obbligazionarie a lunga duration, finché non emergeranno segnali più chiari dalla banca centrale.
Reazioni di mercato e strategie di trading
Con i futures sui Fed funds che ora prezzano una probabilità del 60% di un rialzo nella riunione di settembre della Fed, il dollaro statunitense è balzato, spingendo l’EUR/USD sotto la soglia di 1,16. Suggeriamo agli operatori sui derivati di valutare l’acquisto di opzioni call di breve scadenza sul dollaro per sfruttare questo momentum, mantenendo al contempo un monitoraggio stretto dei principali livelli di supporto. I dati storici mostrano che il dollaro tende spesso a rafforzarsi in vista delle decisioni di politica monetaria quando i dati sull’occupazione superano le attese.
L’ago della bilancia per la prossima mossa della Fed sarà il rapporto sul Consumer Price Index (CPI) di venerdì prossimo, che confermerà la necessità di un rialzo oppure consentirà alla Fed di prendersi una pausa. Un dato sull’inflazione più alto delle attese la prossima settimana potrebbe consolidare un rialzo a settembre, mentre una lettura più contenuta innescherebbe probabilmente un’inversione brusca del dollaro. Consigliamo di mantenere dimensioni di trading contenute e di concentrarsi su strategie di straddle sull’S&P 500 per capitalizzare la volatilità potenzialmente elevata attorno alla pubblicazione del CPI.
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