
Il miglior broker per azioni in Italia nel 2026 dipende da cosa vuoi fare con un titolo: speculare sul suo prezzo usando la leva finanziaria, oppure possederlo davvero. Fra i dieci intermediari esaminati, VT Markets ottiene 9,6/10 per il trading di CFD su azioni, mentre Directa SIM (9,4/10) e FinecoBank (9,3/10) guidano la compravendita diretta di azioni con regime amministrato.
Questa distinzione conta più di quanto la maggior parte dei confronti lasci intendere. Un contratto per differenza (CFD) replica il prezzo di un’azione senza trasferirne la proprietà: nessun titolo entra nel tuo dossier, nessun diritto di voto, nessuna qualifica di azionista. Una compravendita diretta regola invece azioni vere su un conto titoli intestato a te. Le due cose hanno costi diversi, rischi diversi e, in Italia, adempimenti fiscali diversi.
La guida che segue confronta dieci broker su quattro elementi che un investitore residente in Italia può verificare da solo: quali azioni sono realmente accessibili, quanto costa negoziarle, quale entità giuridica apre il conto e con quale autorizzazione opera in Italia, e se quell’entità agisce o meno da sostituto d’imposta. Quest’ultimo punto è quello che cambia concretamente la vita fiscale di chi investe, ed è quello che quasi nessun confronto verifica caso per caso.
Punti chiave
VT Markets è primo fra i dieci broker esaminati per il trading di CFD su azioni, con accesso a oltre 800 titoli quotati negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell’Unione europea e a Hong Kong tramite MetaTrader 4, MetaTrader 5, WebTrader e l’app proprietaria.
VT Markets non è autorizzata dalla CONSOB e nessuna delle sue entità è un’impresa di investimento dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. Un cliente residente in Italia sarebbe servito da un’entità extra UE, senza copertura del Fondo Nazionale di Garanzia e senza canale di reclamo attraverso l’autorità italiana. È un limite rilevante e va pesato prima di ogni considerazione sui costi.
Nove dei dieci broker esaminati danno accesso ad azioni reali con regolamento su un conto titoli: Directa SIM, FinecoBank, Interactive Brokers Ireland, Scalable Capital, Banca Sella, DEGIRO, XTB, Trading 212 ed eToro offrono la proprietà effettiva del titolo. VT Markets offre esclusivamente esposizione tramite CFD, quindi senza proprietà.
Il regime amministrato, in cui l’intermediario agisce da sostituto d’imposta, è disponibile solo presso intermediari residenti in Italia o stabili organizzazioni di intermediari non residenti, ai sensi dell’articolo 6 del D.Lgs. 21 novembre 1997 n. 461. Fra i broker esaminati, Directa SIM, FinecoBank, Banca Sella e Scalable Capital Bank GmbH Succursale Italiana possono applicarlo; Interactive Brokers Ireland, DEGIRO, XTB, Trading 212 ed eToro no.
Per un cliente al dettaglio in Italia la leva massima su un CFD che ha come sottostante un’azione singola è 5:1, corrispondente a un margine iniziale del 20% del valore nozionale, ai sensi dell’Allegato I della Delibera CONSOB n. 20976 del 20 giugno 2019. La leva fino a 33:1 pubblicata da VT Markets non è disponibile a un cliente al dettaglio residente nell’Unione europea.
Il Fondo Nazionale di Garanzia indennizza gli investitori entro il limite di 20.000 euro per investitore in caso di liquidazione coatta amministrativa, fallimento o concordato preventivo dell’intermediario aderente.
Le plusvalenze finanziarie realizzate da persone fisiche residenti sono soggette a un’imposta sostitutiva del 26%, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate con riferimento all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies) del TUIR. Questo articolo non è consulenza fiscale: per la tua posizione specifica rivolgiti a un dottore commercialista o a un consulente abilitato.
Che cos’è un broker per azioni?
Un broker per azioni è un intermediario che consente a un cliente al dettaglio di comprare, vendere o comunque ottenere esposizione al prezzo di azioni quotate, attraverso una piattaforma web, un terminale desktop o un’app.
Sotto questa etichetta convivono però due prodotti che non sono intercambiabili.
La compravendita diretta di azioni, o share dealing, trasferisce la proprietà del titolo. Il broker esegue l’ordine sul mercato e l’azione viene regolata su un conto titoli o dossier intestato a te. Sei azionista a tutti gli effetti: percepisci i dividendi in quanto socio, hai diritto di voto in assemblea, e la posizione non ha scadenza né costo di finanziamento overnight.
Il CFD su azioni è un contratto derivato fra te e il broker. Il suo valore replica la variazione di prezzo del titolo sottostante, ma nessuna azione cambia mai di mano. Non sei azionista, non voti, e la posizione viene regolata per differenziali in contanti. In cambio ottieni la possibilità di aprire posizioni al ribasso con la stessa meccanica delle posizioni al rialzo, e di usare la leva finanziaria entro i limiti regolamentari.
La definizione normativa italiana è precisa. La Delibera CONSOB n. 20976 descrive il contratto differenziale come un derivato diverso da un’opzione, da un future, da uno swap o da un contratto a termine sui tassi, il cui scopo è attribuire al detentore un’esposizione lunga o corta alle variazioni del prezzo, del livello o del valore di un sottostante, e la cui esecuzione avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti.
La leva finanziaria è il meccanismo che consente di controllare una posizione di valore superiore al capitale versato a margine. Amplifica i guadagni e amplifica le perdite nella stessa misura. Su un CFD azionario con margine iniziale del 20%, una variazione avversa del 20% del prezzo del sottostante azzera il margine versato.
| Caratteristica | Azioni reali (share dealing) | CFD su azioni |
|---|---|---|
| Possiedi l’azione? | Sì, regolata su conto titoli intestato a te | No, il contratto replica solo il prezzo |
| Diritti da azionista e voto in assemblea | Sì | No |
| Dividendi | Sì, come socio, con la fiscalità propria dei redditi di capitale | No come socio; il broker può applicare un aggiustamento sulla posizione |
| Posizioni al ribasso | Limitate o non disponibili al dettaglio | Disponibili, con la stessa meccanica delle posizioni al rialzo |
| Leva finanziaria | Non prevista in un conto titoli ordinario | Fino a 5:1 su azioni singole per clienti al dettaglio in Italia |
| Costo di mantenimento | Nessun finanziamento overnight | Oneri di finanziamento overnight sulle posizioni aperte |
| Scadenza della posizione | Nessuna | Nessuna scadenza contrattuale, ma il costo overnight si accumula |
| Copertura da schema di indennizzo | Sì, se l’intermediario aderisce a uno schema riconosciuto | Dipende dall’entità che apre il conto |
| Perdita massima teorica | Il capitale investito nella posizione | Può eccedere il margine versato, salvo protezione da saldo negativo |
La protezione da saldo negativo, la chiusura automatica al raggiungimento del margine e il margine iniziale minimo sono obbligatori per chi commercializza CFD a clienti al dettaglio in Italia o dall’Italia, ai sensi dell’articolo 2 della Delibera CONSOB n. 20976. Sono obblighi che gravano sugli intermediari che rientrano nel perimetro del provvedimento: un’entità che opera al di fuori di quel perimetro non ne è vincolata, e le eventuali tutele equivalenti vanno verificate nel contratto prima di aprire il conto.
I 10 migliori broker per azioni in Italia nel 2026

I dieci intermediari che seguono accettano clienti al dettaglio residenti in Italia e hanno una posizione regolamentare verificabile su una fonte primaria: il registro dell’autorità di vigilanza competente oppure la pagina legale dell’intermediario stesso.
La colonna “Autorizzazione in Italia” distingue tre situazioni molto diverse fra loro. Un intermediario italiano è una banca iscritta all’Albo delle Banche oppure una SIM vigilata da CONSOB e Banca d’Italia. Una succursale è la stabile organizzazione in Italia di un’impresa autorizzata in un altro Stato dell’Unione europea. La libera prestazione di servizi è il passaporto MiFID II: l’impresa opera con clienti italiani senza alcuna struttura stabile in Italia, e la vigilanza resta all’autorità del paese d’origine.
| # | Broker | Punteggio | Ideale per | Accesso al prodotto | Autorizzazione in Italia |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | VT Markets | 9,6/10 | CFD su azioni con MetaTrader 4 e MetaTrader 5 | Solo CFD, nessuna proprietà del titolo | Nessuna autorizzazione CONSOB, entità extra UE |
| 2 | Directa SIM | 9,4/10 | Azioni italiane in regime amministrato | Azioni reali e CFD | SIM italiana vigilata da CONSOB e Banca d’Italia |
| 3 | FinecoBank | 9,3/10 | Un conto unico che unisce banca e trading | Azioni reali, CFD e marginazione | Banca italiana iscritta all’Albo delle Banche |
| 4 | Interactive Brokers Ireland | 9,2/10 | Accesso multimercato con commissioni percentuali basse | Azioni reali, CFD, opzioni e futures | Impresa irlandese in libera prestazione di servizi |
| 5 | Scalable Capital | 9,0/10 | Piani di accumulo in ETF e azioni con IBAN italiano | Azioni reali ed ETF | Succursale italiana di una banca tedesca |
| 6 | Banca Sella | 8,9/10 | Operatività short e leva intraday sulle azioni | Azioni reali e derivati | Banca italiana iscritta all’Albo delle Banche |
| 7 | DEGIRO | 8,7/10 | Costo per ordine contenuto su più borse | Azioni reali ed ETF | Banca tedesca in libera prestazione di servizi |
| 8 | XTB | 8,6/10 | Azioni ed ETF senza commissione entro una soglia mensile | Azioni reali e CFD | Impresa polacca in libera prestazione di servizi |
| 9 | Trading 212 | 8,4/10 | Frazioni di azione e importi piccoli | Azioni reali frazionabili e CFD | Impresa cipriota in libera prestazione di servizi |
| 10 | eToro | 8,2/10 | Interfaccia semplice e funzioni di copia | Azioni reali e CFD | Impresa cipriota in libera prestazione di servizi |
Il punteggio riflette la ponderazione dichiarata più avanti, nella sezione “Come abbiamo selezionato i broker”. Non è un giudizio di adeguatezza: un intermediario adatto a chi opera ogni giorno può essere del tutto inadatto a chi compra tre titoli l’anno e li tiene in portafoglio per un decennio.
1. VT Markets (Punteggio: 9,6/10)
VT Markets è primo in questa classifica per un motivo circoscritto e per un solo tipo di operatività: l’esposizione al prezzo di oltre 800 azioni tramite CFD, negoziati su MetaTrader 4 e MetaTrader 5, con posizioni al rialzo e al ribasso gestite dalla stessa meccanica. Se quello che cerchi è la proprietà del titolo, questa non è la voce da leggere per prima: le due successive lo sono.
Copertura del mercato azionario e piattaforme
La pagina CFD su azioni di VT Markets indica oltre 800 società quotate su mercati statunitensi, britannici, europei e di Hong Kong. La copertura comprende più di 500 nomi statunitensi, fra cui Apple, Amazon, Alphabet, Microsoft, Nvidia, Visa, Tesla, Berkshire Hathaway classe B, JPMorgan e Walmart; oltre 100 titoli quotati a Londra, fra cui Barclays, BP, Shell, HSBC, Lloyds, Vodafone, Rolls-Royce, Tesco, LSEG e Wise; e circa 50 titoli quotati a Hong Kong, fra cui AIA, Bank of China, BOC Hong Kong, China Life e CITIC.
L’accesso avviene tramite MetaTrader 4, MetaTrader 5, WebTrader e l’app VT Markets. Chi arriva da un altro broker CFD trova un ambiente familiare: MetaTrader resta lo standard di fatto per gli Expert Advisor e per il test di una strategia su serie storiche, e la panoramica delle piattaforme elenca le versioni disponibili per desktop, browser e dispositivi mobili.
Conti e costi pubblicati
Questi sono i conti di trading pubblicati da VT Markets.
| Conto | Spread da | Deposito minimo | Commissione | Dimensione minima |
|---|---|---|---|---|
| Standard STP | 1,2 pip | USD 100 | USD 0 | 0,01 lotto |
| Raw ECN | 0,0 pip | USD 100 | USD 6 per operazione completa | 0,01 lotto |
| Cent STP | 1,1 pip | USD 50 | USD 0 | 0,01 lotto |
| Cent ECN | 0,0 pip | USD 50 | USD 6 per operazione completa | 0,01 lotto |
| Swap Free STP | 1,2 pip | USD 100 | USD 0 | Non pubblicata |
| Swap Free ECN | 0,0 pip | USD 100 | USD 6 | Non pubblicata |
Il conto PRO ECN pubblica una commissione di 2-4 USD round turn su forex e oro (commissione zero su argento e petrolio), ma non un deposito minimo proprio: è un upgrade riservato a chi soddisfa criteri di attività (saldo superiore a USD 10.000 con almeno un’operazione chiusa, o soglie di volume equivalenti) su un conto Standard STP o Raw ECN già aperto, non un conto con deposito minimo indipendente. Le valute di denominazione sono AUD, USD, HKD, GBP, EUR e CAD, con la sola eccezione del conto Cent, denominato in USC. Le cifre di spread qui sopra sono quelle generali di conto: la commissione specifica sui CFD azionari è indicata nelle FAQ della pagina italiana dedicata alle Azioni CFD: a partire da 0 USD per operazione sui titoli statunitensi e 0,1% per lotto sui titoli britannici. Per il dettaglio di ogni singolo titolo, VT Markets rimanda al proprio sito o al team di supporto.
Un conto demo permette di provare l’ambiente con fondi virtuali prima di depositare denaro reale.
Posizione regolamentare per un cliente residente in Italia
Questa è la parte che pesa di più, e va letta prima di qualsiasi considerazione sui costi.
VT Markets non è autorizzata dalla CONSOB. Il gruppo dichiara le seguenti entità: VT Markets (Pty) Ltd, FSP n. 50865, vigilata dalla FSCA in Sudafrica, che agisce solo come intermediario ai sensi del FAIS Act e non è né market maker né emittente del prodotto; VT Markets (Pty) Ltd, filiale di Dubai, licenza 20200000299 della Capital Markets Authority degli Emirati Arabi Uniti, categoria 5, limitata alla promozione e all’introduzione e non autorizzata a prestare servizi di intermediazione o a eseguire ordini dei clienti; VT Markets Limited, Full-Service Investment Dealer con licenza GB23202269 della FSC di Mauritius; e VTMarkets Ltd, società cipriota HE436466 che facilita i pagamenti per conto delle altre entità del gruppo e che dichiara espressamente di non offrire prodotti finanziari regolamentati né servizi di trading.
Nessuna di queste entità è un’impresa di investimento dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. L’entità cipriota può sembrare un punto d’appoggio comunitario, ma per dichiarazione dello stesso gruppo si occupa solo di pagamenti. Un cliente residente in Italia sarebbe quindi servito da un’entità extra UE, con tre conseguenze concrete: nessuna copertura del Fondo Nazionale di Garanzia, nessun canale di reclamo attraverso la CONSOB o l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, e controversie da risolvere in una giurisdizione diversa da quella italiana.
Le tutele introdotte dalle misure di intervento sul prodotto dell’ESMA e recepite in Italia dalla Delibera CONSOB n. 20976 vincolano gli intermediari che rientrano nel perimetro del provvedimento. Se le stesse tutele si applichino per via contrattuale a un conto aperto con un’entità extra UE va verificato direttamente con il broker prima di depositare, non presunto.
La leva finanziaria, senza scorciatoie
La pagina CFD su azioni di VT Markets pubblica una leva fino a 33:1 sui CFD su azioni statunitensi e fino a 20:1 su quelle britanniche e di Hong Kong. Per un cliente al dettaglio residente in Italia il riferimento è un altro: la leva massima su un CFD che ha come sottostante un’azione singola è 5:1, corrispondente a un margine iniziale del 20% del valore nozionale, ai sensi dell’Allegato I della Delibera CONSOB n. 20976 del 20 giugno 2019.
La leva di 33:1 non è disponibile a un cliente al dettaglio residente nell’Unione europea. È un massimo generale pubblicato dal gruppo, non una condizione riferita a un’entità autorizzata nell’Unione. La leva amplifica i guadagni e le perdite nella stessa misura: con un margine iniziale del 20%, una variazione avversa del 20% del prezzo del sottostante azzera il margine versato.
Scala dichiarata dal gruppo
VT Markets dichiara di servire oltre 600.000 clienti attivi dal 2015, di avere elaborato più di 60 milioni di operazioni e di trattare oltre 720 miliardi di dollari statunitensi di volume mensile. Sono dati pubblicati dalla società e vanno letti come tali, non come rilevazioni indipendenti.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Oltre 800 azioni accessibili come CFD su borse statunitensi, britanniche, europee e di Hong Kong | Nessuna proprietà del titolo: nessun diritto di voto, nessuna qualifica di azionista |
| MetaTrader 4, MetaTrader 5, WebTrader e app proprietaria | Nessuna autorizzazione CONSOB e nessuna entità autorizzata nell’Unione europea |
| Posizioni al ribasso con la stessa meccanica di quelle al rialzo | Nessuna copertura del Fondo Nazionale di Garanzia per un cliente residente in Italia |
| Deposito minimo di USD 50 sul conto Cent e di USD 100 su Standard STP e Raw ECN | Nessun canale di reclamo attraverso CONSOB o Arbitro per le Controversie Finanziarie |
| Spread da 0,0 pip sui conti ECN, con commissione di USD 6 per operazione completa | Non agisce da sostituto d’imposta: si opera in regime dichiarativo, con quadro RW |
| Conto demo con fondi virtuali ed EUR fra le valute di denominazione disponibili | La leva pubblicata fino a 33:1 non è disponibile a un cliente al dettaglio nell’Unione europea |
| Sei tipologie di conto, incluse due varianti Swap Free | Commissione sui CFD azionari indicata solo in termini generali (da 0 USD sui titoli statunitensi, 0,1% per lotto su quelli britannici): il dettaglio per singolo titolo va chiesto al supporto |
2. Directa SIM (Punteggio: 9,4/10)
Directa è una società di intermediazione mobiliare italiana, attiva nel trading online dal 1995, con sede in via Bruno Buozzi 5 a Torino. È la scelta più lineare per chi vuole comprare azioni italiane vere, tenerle su un dossier intestato a sé e non pensare più alla dichiarazione dei redditi.
Costi pubblicati e profili commissionali
Directa pubblica tre profili commissionali fra cui il cliente può scegliere e che può cambiare quando vuole: Semplice, con commissione fissa indipendente dal controvalore dell’ordine; Dinamico, con commissione decrescente nell’arco di 24 ore in base al numero di operazioni; e Variabile, con commissione proporzionale al controvalore dell’ordine.
| Mercato | Profilo Semplice |
|---|---|
| Italia, MTA e GEM | 5 euro per ordine eseguito |
| Germania, Xetra | 0,025% del controvalore, minimo 9,5 euro |
| Svizzera, SIX | 0,03% del controvalore, minimo 20 CHF |
| Europa, Cboe | 0,025% del controvalore, minimo 9,5 euro |
| Stati Uniti, NYSE, Nasdaq e Amex | USD 9 per ordine |
| Stati Uniti, OTC | USD 15 per ordine |
Directa segnala che su MTA, SEDEX, ETF, fondi quotati, MOT ed EuroTLX le commissioni raddoppiano per ordini superiori a 500.000 euro. Sono inoltre disponibili strumenti a commissione zero, fra cui piani di accumulo, certificati ed ETF in promozione.
Posizione regolamentare e adempimenti fiscali
Directa è vigilata dalla Banca d’Italia e dalla CONSOB, e aderisce al Fondo Nazionale di Garanzia. Il Fondo, ente di diritto privato costituito nel 1991 ai sensi dell’articolo 15 della Legge 2 gennaio 1991 n. 1 e riconosciuto come sistema di indennizzo dall’articolo 62, comma 1, del D.Lgs. 23 luglio 1996 n. 415, indennizza fino a un massimo di 20.000 euro per investitore.
Sul piano fiscale Directa dichiara in modo esplicito che nel regime del risparmio amministrato agisce da sostituto d’imposta e si fa carico di tutti gli adempimenti: calcola le plusvalenze, applica le ritenute e le versa mensilmente all’Agenzia delle Entrate. Il cliente che sceglie il regime amministrato non compila il quadro RW e non deve liquidare da sé l’imposta sostitutiva. Directa descrive anche il regime dichiarativo come alternativa, con il calcolo delle plusvalenze in capo al contribuente, il metodo LIFO al posto del costo medio ponderato, la possibilità di compensare minusvalenze fra intermediari diversi e gli obblighi di monitoraggio fiscale.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| SIM italiana vigilata da CONSOB e Banca d’Italia, aderente al Fondo Nazionale di Garanzia | Commissioni sui mercati esteri più alte di quelle di un broker multimercato: minimo 9,5 euro su Xetra e Cboe |
| Sostituto d’imposta nel regime amministrato, dichiarato sulla pagina di fiscalità | Nessuna azione frazionaria pubblicizzata sui listini esteri |
| 5 euro per ordine eseguito su MTA e GEM nel profilo Semplice | Commissioni raddoppiate su MTA e altri segmenti per ordini oltre 500.000 euro |
| Tre profili commissionali intercambiabili in autonomia dalla piattaforma | Interfaccia orientata all’operatore esperto, meno immediata di un’app generalista |
| Piani di accumulo, certificati ed ETF in promozione a zero commissioni | USD 15 per ordine sui titoli statunitensi OTC |
| Operativo sul trading online italiano dal 1995 | Copertura geografica limitata rispetto a chi offre decine di borse |
3. FinecoBank (Punteggio: 9,3/10)
FinecoBank S.p.A. è una banca italiana con sede legale in piazza Durante 11 a Milano, iscritta all’Albo delle Banche e capogruppo del Gruppo bancario FinecoBank, iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari con codice 3015. Aderisce al Fondo Nazionale di Garanzia e al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. È la soluzione da valutare per chi vuole conto corrente, dossier titoli e piattaforma di trading nello stesso rapporto.
Costi pubblicati per il conto Fineco One, Classic e Max
Le commissioni sono decrescenti in base alle commissioni generate nel mese, all’asset totale o al risparmio gestito.
| Mercato | Sotto 99 euro di commissioni al mese | Da 100 euro | Da 1.500 euro |
|---|---|---|---|
| Italia | 19 euro per ordine | 9,95 euro | 6,95 euro |
| Germania | 19 euro per ordine | 9,95 euro | 6,95 euro |
| Francia, Olanda, Portogallo | 19 euro per ordine | 12,95 euro | 9,95 euro |
| Stati Uniti | USD 12,95 per ordine | USD 9,95 | USD 8,95 |
| Canada, TSX | 25 CAD per ordine | 20 CAD | 15 CAD |
Fineco pubblica anche condizioni riservate agli under 30, con azioni ed ETF su Italia, Europa e America a 2,95 euro oppure USD 3,95 per ordine e piani di accumulo in ETF, ETC ed ETN senza spese. Per il conto Fineco Trading il piano è diverso: commissione di negoziazione dello 0,19% del controvalore, con un minimo di 2,95 euro e un massimo di 19 euro per ordine, senza canone mensile di gestione e senza costi di custodia titoli. Chi apre un conto nuovo paga 9,95 euro o USD 9,95 per ordine su azioni ed ETF di Italia, Europa e Stati Uniti nel mese di apertura e in quello successivo, condizione non valida sul conto Fineco Trading.
Prodotti oltre le azioni, e la marginazione
Fineco affianca alle azioni reali i CFD, offerti senza commissione e con il solo spread su sottostanti azionari di Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, oltre a indici, materie prime, forex e cripto. Offre inoltre il trading in marginazione sulle azioni, cioè con effetto leva, e certificati a leva fissa. La banca dichiara un CET1 del 23,1% al primo semestre 2026, indicato come fonte dati CS.
Restano validi gli avvertimenti generali: sui CFD e sugli strumenti a leva è possibile perdere l’intero capitale investito, e l’assenza di commissione non significa assenza di costo, perché il costo è incorporato nello spread e negli oneri di finanziamento overnight.
Fiscalità
In quanto banca italiana, FinecoBank può applicare il regime amministrato e agire da sostituto d’imposta sui redditi diversi di natura finanziaria. Per il cliente questo significa ritenuta applicata alla fonte operazione per operazione, senza quadro RW e senza autoliquidazione dell’imposta sostitutiva. Verifica in fase di apertura quale regime viene attivato sul tuo rapporto: la scelta è del cliente e non è automatica.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Banca italiana iscritta all’Albo delle Banche, aderente al Fondo Nazionale di Garanzia e al FITD | 19 euro per ordine su Italia e Germania sotto i 99 euro di commissioni generate nel mese |
| Può applicare il regime amministrato e agire da sostituto d’imposta | Struttura commissionale legata all’operatività: chi opera poco paga la fascia più alta |
| Conto corrente, dossier titoli, CFD e marginazione nello stesso rapporto | La marginazione non è disponibile sul conto Fineco Trading |
| Condizioni under 30 a 2,95 euro su Italia e USD 3,95 su Stati Uniti | Sui CFD il costo è nello spread, quindi meno leggibile di una commissione esplicita |
| Zero canone mensile di gestione e zero costi di custodia titoli sul conto Fineco Trading | Commissioni sui mercati minori calcolate sul controvalore, con tasse fisse su alcune piazze |
| Operatività estesa a pre market e after hours su Nasdaq, NYSE e Amex | Stamp duty britannica dello 0,5% e tasse spagnole applicate in aggiunta alla commissione |
4. Interactive Brokers Ireland (Punteggio: 9,2/10)
Interactive Brokers Ireland Limited è l’entità del gruppo Interactive Brokers che serve i clienti dell’Unione europea. È regolamentata dalla Banca centrale d’Irlanda con numero di riferimento C423427, iscritta al Companies Registration Office irlandese con numero 657406, ed è membro dell’Irish Investor Compensation Scheme. La sede legale è North Dock One, 91/92 North Wall Quay, Dublino 1.
Costi pubblicati sulle azioni
Sul mercato italiano la commissione fissa pubblicata è lo 0,05% del controvalore della transazione con instradamento IB SmartRouting, con un minimo di 3,00 euro e nessun massimo, oppure lo 0,10% con indirizzamento diretto e un minimo di 4,00 euro. Il profilo a commissioni degressive applica lo 0,05% fino a 50 milioni di euro di controvalore mensile, con un minimo di 1,25 euro e un massimo di 29,00 euro per ordine. Le azioni frazionarie hanno un minimo di 1,25 euro. Le stesse condizioni di base valgono su Austria, Belgio e Paesi Bassi; le altre piazze hanno griglie proprie, con minimi più alti dove i costi di mercato lo richiedono.
Per chi opera con importi medi o grandi su più borse questa struttura è fra le più competitive del confronto, perché il costo scala con il controvalore e nel profilo degressivo si ferma a 29,00 euro per ordine.
Il punto fiscale
Interactive Brokers Ireland non ha una succursale in Italia e opera con clienti italiani in libera prestazione di servizi. La conseguenza pratica è che non agisce da sostituto d’imposta: il cliente residente in Italia opera in regime dichiarativo, calcola e dichiara da sé le plusvalenze e compila il quadro RW per il monitoraggio fiscale delle attività detenute all’estero. È il costo meno visibile di questo intermediario, perché si misura in ore o in parcella di un commercialista, non in euro di commissione.
L’Irish Investor Compensation Scheme indennizza l’investitore ammissibile fino al 90% della perdita, con un massimo di 20.000 euro per investitore, e si rivolge alle persone fisiche, non ai clienti professionali.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Commissione fissa dello 0,05% del controvalore sulle azioni italiane, minimo 3,00 euro | Nessuna succursale in Italia: opera in libera prestazione di servizi |
| Profilo degressivo con minimo di 1,25 euro e massimo di 29,00 euro per ordine | Non agisce da sostituto d’imposta: regime dichiarativo e quadro RW a carico del cliente |
| Regolamentata dalla Banca centrale d’Irlanda, numero di riferimento C423427 | Copertura dell’Irish Investor Compensation Scheme limitata al 90% e a 20.000 euro |
| Membro dell’Irish Investor Compensation Scheme | Trader Workstation ha una curva di apprendimento ripida per chi comincia |
| Azioni, ETF, opzioni, futures, obbligazioni, CFD e azioni frazionarie sullo stesso conto | Reclami da indirizzare all’autorità irlandese, non alla CONSOB |
| Nessuna commissione di custodia applicata dal broker | Commissioni di mercato e di regolamento addebitate in aggiunta nel profilo degressivo |
5. Scalable Capital (Punteggio: 9,0/10)
Scalable Capital è la novità più rilevante di questo confronto per un lettore italiano. Scalable Capital Bank GmbH, con sede in Seitzstrasse 8e a Monaco di Baviera, ha aperto al pubblico la propria succursale bancaria italiana il 1 settembre 2026, con la denominazione Scalable Capital Bank GmbH, Succursale Italiana, e indirizzo in via Filippo Sassetti 32 a Milano.
Perché la succursale cambia le carte in tavola
Fino all’apertura della succursale, Scalable era un intermediario estero e i clienti italiani operavano in regime dichiarativo. Con una stabile organizzazione in Italia la banca può agire da sostituto d’imposta, e infatti offre ora la scelta fra regime amministrato, in cui Scalable calcola e versa le imposte sugli investimenti per conto del cliente compresa la compensazione fra plusvalenze e minusvalenze, e regime dichiarativo, in cui il cliente continua a gestire da sé gli adempimenti. La scelta si effettua in fase di apertura del conto.
La banca opera con licenza bancaria piena della Banca centrale europea. La società di Monaco è vigilata da BaFin e Deutsche Bundesbank; la succursale italiana rientra anche nell’ambito di competenza della Banca d’Italia.
Costi, liquidità e prodotti
Scalable pubblica un tasso lordo annuo del 2,60% variabile sul conto di deposito non vincolato. Il tasso è composto dal tasso sui depositi della Banca centrale europea meno uno spread dell’1%, più un bonus dell’1,35% valido almeno fino al 15 settembre 2026, che la banca può poi rinnovare o modificare. Con il piano PRIME+ la liquidità viene distribuita su un massimo di cinque banche, per una garanzia legale dei depositi fino a cinque volte 100.000 euro.
Il piano FREE Broker applica 0,99 € per ordine (0 € per acquisti di ETF PRIME Amundi/iShares/Vanguard/Xtrackers da almeno 250 €); il piano PRIME+ costa 4,99 €/mese con ordini gratuiti da 250 € in su (0,99 € sotto tale soglia). Le tariffe sono uguali su tutte le piazze, senza cifra distinta per Borsa Italiana; la pagina delle tariffe (it.scalable.capital) è al momento disponibile solo in inglese, senza versione italiana.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Succursale italiana operativa dal 1 settembre 2026, con IBAN italiano | Succursale appena aperta: nessuno storico operativo sul mercato italiano |
| Regime amministrato disponibile, con Scalable che agisce da sostituto d’imposta | Il sito italiano di Scalable Capital è disponibile solo in inglese |
| Licenza bancaria piena della Banca centrale europea | Offerta concentrata su azioni ed ETF, senza derivati complessi |
| Tasso lordo annuo del 2,60% variabile sul conto di deposito non vincolato | Il bonus dell’1,35% che compone quel tasso è garantito solo fino al 15 settembre 2026 |
| Con PRIME+ liquidità distribuita su un massimo di cinque banche | PRIME+ è un abbonamento a pagamento, non una condizione di base |
| Vigilanza di BaFin e Deutsche Bundesbank, con Banca d’Italia per la succursale | La compensazione delle minusvalenze in regime amministrato resta interna al singolo intermediario |
6. Banca Sella (Punteggio: 8,9/10)
Banca Sella S.p.A., con sede legale in piazza Gaudenzio Sella 1 a Biella, è una banca italiana iscritta all’Albo delle Banche e dei Gruppi Bancari, aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia, soggetta a direzione e coordinamento di Banca Sella Holding S.p.A. È il nome da considerare per chi vuole operare short o con leva intraday sulle azioni restando dentro il perimetro bancario italiano.
Conto Trader e operatività
Il conto Trader propone due profili commissionali, fisso e percentuale, cambiabili in qualsiasi momento dalla piattaforma di trading, con commissioni digressive che scendono al crescere dell’operatività. Scegliendo il profilo fisso, Banca Sella indica commissioni fino a 2,5 euro su Italia e mercati europei e fino a USD 6,5 sul mercato statunitense.
L’operatività copre Euronext Milan e i suoi segmenti, il mercato Trading After Hour, Euronext ETF Europe, Sedex per i covered warrant e Cert-X su EuroTLX. Sui mercati esteri sono accessibili Euronext Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona, Xetra, Stoccolma, Madrid, Helsinki, Oslo e Copenaghen, oltre a NYSE e Nasdaq. La banca dichiara best execution automatica sui titoli esteri, operatività short intraday e multiday, effetto leva intraday e accesso al pre market statunitense senza costi aggiuntivi.
Fiscalità
Come banca italiana, Banca Sella può applicare il regime amministrato e agire da sostituto d’imposta sui redditi diversi di natura finanziaria. Anche in questo caso la scelta del regime spetta al cliente e va verificata sulle condizioni contrattuali del rapporto specifico.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Banca italiana iscritta all’Albo delle Banche, aderente a FITD e Fondo Nazionale di Garanzia | Le commissioni minime indicate valgono ai livelli più alti della scala digressiva |
| Può applicare il regime amministrato e agire da sostituto d’imposta | Nessuna azione frazionaria pubblicizzata |
| Commissioni fino a 2,5 euro su Italia ed Europa nel profilo fisso | Struttura tariffaria a profili e scaglioni meno immediata da confrontare |
| Short intraday e multiday, ed effetto leva intraday sulle azioni | Le operazioni short e a leva possono generare perdite superiori al capitale impegnato nella singola posizione |
| Pre market su NYSE e Nasdaq senza costi aggiuntivi | Offerta pensata per il trader attivo, meno per chi investe una volta al mese |
| Best execution automatica fra più sedi di negoziazione sui titoli esteri | Nessun mercato asiatico accessibile online, solo operatività telefonica sul resto del mondo |
7. DEGIRO (Punteggio: 8,7/10)
DEGIRO è il marchio con cui opera la succursale olandese di flatexDEGIRO Bank SE, banca tedesca con sede a Francoforte sul Meno. La succursale, registrata come flatexDEGIRO Bank Dutch Branch con sede in Amstelplein 1 ad Amsterdam, figura nel registro pubblico di De Nederlandsche Bank ed è soggetta alla vigilanza di integrità della DNB, mentre la vigilanza prudenziale sulla casa madre resta all’autorità dello Stato membro d’origine.
Come opera in Italia
DEGIRO non ha una stabile organizzazione in Italia e serve i clienti italiani in libera prestazione di servizi. L’IBAN associato al conto è tedesco. Ne discende il punto che conta davvero: DEGIRO non agisce da sostituto d’imposta, il cliente residente in Italia opera in regime dichiarativo e deve compilare il quadro RW, con le conseguenze in termini di IVAFE descritte più avanti.
Costi
Secondo la pagina dei prezzi di DEGIRO Italia, sulle azioni quotate a Borsa Italiana la commissione è di 1 € per operazione, a cui si aggiunge 1 € di costi di gestione. Sugli ETF la commissione è di 2 € più 1 € di gestione, mentre gli ETF della Core Selection hanno commissione zero e 1 € di gestione. Custodia, inattività, prelievi e quotazioni in tempo reale su Italia costano 0 €, e la conversione automatica di valuta è dello 0,25%. DEGIRO precisa che possono applicarsi costi di cambio, di connessione o costi esterni dei prodotti e spread.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Marchio della succursale olandese di flatexDEGIRO Bank SE, banca tedesca | Nessuna stabile organizzazione in Italia: opera in libera prestazione di servizi |
| Iscrizione nel registro pubblico di De Nederlandsche Bank | Non agisce da sostituto d’imposta: regime dichiarativo e quadro RW a carico del cliente |
| Accesso ad azioni reali ed ETF su un ampio numero di borse europee e statunitensi | Costo di 2 € per operazione sulle azioni di Borsa Italiana (1 € di commissione più 1 € di gestione) |
| Titoli della clientela detenuti separatamente rispetto agli attivi della banca | IBAN tedesco, con i relativi obblighi di monitoraggio fiscale |
| Vigilanza prudenziale su una banca autorizzata nell’Unione europea | Nessun canale di reclamo attraverso la CONSOB |
| Piattaforma essenziale, orientata al solo investimento in azioni ed ETF | Nessuna copertura del Fondo Nazionale di Garanzia italiano |
8. XTB (Punteggio: 8,6/10)
XTB S.A. è una società polacca autorizzata e regolamentata dalla Komisja Nadzoru Finansowego, l’autorità di vigilanza finanziaria polacca, con autorizzazione dell’8 novembre 2005 n. DDM-M-4021-57-1/2005. I clienti che hanno aperto un conto prima del 2 settembre 2021 sono clienti di XTB Online Investing CY, società cipriota con licenza CIF 169/12. XTB non ha una stabile organizzazione in Italia e opera con clienti italiani in libera prestazione di servizi.
Costi pubblicati
Apertura e mantenimento del conto sono gratuiti e non è richiesto un deposito minimo. Le commissioni di investimento su azioni ed ETF sono azzerate per un volume mensile fino a 100.000 euro, oltre il quale si applica lo 0,2% con un minimo di 10 euro. Il valore minimo di investimento sulle azioni è 10 euro. La commissione di conversione valutaria è dello 0,5%, voce da non sottovalutare per chi compra titoli statunitensi con un conto denominato in euro. I prelievi sopra i 100 euro sono gratuiti, quelli sotto i 100 euro costano 10 euro. XTB indica una protezione dei fondi non investiti fino a 20.100 euro nell’ambito del sistema polacco.
CFD e fiscalità
XTB offre sia azioni reali sia CFD. Sui CFD la società pubblica il dato richiesto dalla normativa: il 77% dei conti di investitori al dettaglio perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È una statistica pubblicata dal broker stesso, e va tenuta presente prima di aprire una posizione a leva.
Sul piano fiscale, l’assenza di una stabile organizzazione in Italia comporta che XTB non possa agire da sostituto d’imposta: il cliente residente opera in regime dichiarativo, con quadro RW.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Zero commissioni su azioni ed ETF fino a 100.000 euro di volume mensile | Oltre la soglia si applica lo 0,2% con un minimo di 10 euro per ordine |
| Nessun deposito minimo, apertura e mantenimento del conto gratuiti | Commissione di conversione valutaria dello 0,5% su ogni cambio |
| Oltre 12.400 strumenti fra azioni, ETF, CFD, forex, indici e materie prime | Prelievi sotto i 100 euro con commissione di 10 euro |
| Autorizzata e regolamentata dalla KNF polacca | Nessuna stabile organizzazione in Italia: non agisce da sostituto d’imposta |
| Protezione dei fondi non investiti fino a 20.100 euro nel sistema polacco | Il 77% dei conti al dettaglio perde denaro sui CFD con questo fornitore |
| Valore minimo di investimento sulle azioni di 10 euro | Nessuna copertura del Fondo Nazionale di Garanzia italiano |
9. Trading 212 (Punteggio: 8,4/10)
I clienti dell’Unione europea di Trading 212 sono serviti da Trading 212 Markets Ltd, società cipriota con numero di registrazione 409763, autorizzata dalla Cyprus Securities and Exchange Commission con licenza CIF 398/21 dal 1 marzo 2021. Il registro della CySEC riporta che la società presta servizi transfrontalieri in 29 Stati dello Spazio economico europeo, fra cui l’Italia, per la ricezione e trasmissione di ordini e per l’esecuzione di ordini per conto dei clienti.
Il gruppo comprende anche Trading 212 UK Ltd, autorizzata dalla Financial Conduct Authority con riferimento 609146, Trading 212 EU GmbH, autorizzata da BaFin con numero 10109603, e Trading 212 Ltd in Bulgaria, autorizzata dalla Financial Supervision Commission con licenza RG-03-0237. È utile sapere quale entità apre il tuo conto, perché la copertura di indennizzo e il canale di reclamo cambiano di conseguenza: verificalo nella documentazione contrattuale al momento dell’apertura.
Cosa offre
Trading 212 dà accesso ad azioni ed ETF con la possibilità di comprare frazioni di azione, quindi di prendere posizione su titoli dal prezzo unitario elevato con importi molto contenuti. Offre inoltre CFD, che restano un prodotto separato e a leva. Il gruppo dichiara oltre 25 miliardi di sterline di attività della clientela e 5 milioni di conti finanziati nel corso della sua storia, e indica che le azioni dei clienti sono detenute presso Interactive Brokers, segregate rispetto agli attivi della società.
Come intermediario cipriota senza stabile organizzazione in Italia, Trading 212 non agisce da sostituto d’imposta per il cliente residente: regime dichiarativo e quadro RW.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Azioni frazionabili, adatte a investire importi piccoli su titoli dal prezzo unitario alto | Non agisce da sostituto d’imposta per il residente in Italia: regime dichiarativo e quadro RW |
| Trading 212 Markets Ltd autorizzata dalla CySEC con licenza CIF 398/21 | Entità di riferimento diversa a seconda del paese, da verificare in fase di apertura |
| Servizi transfrontalieri verso l’Italia iscritti nel registro della CySEC | Nessuna stabile organizzazione in Italia e nessun canale di reclamo via CONSOB |
| Azioni della clientela detenute presso Interactive Brokers e segregate | La protezione FSCS fino a 120.000 sterline citata sul sito riguarda l’entità britannica, non quella dell’Unione |
| Interfaccia mobile semplice, adatta a chi comincia | I CFD offerti in parallelo espongono a perdite rapide per effetto della leva |
| Trasferimento del portafoglio da e verso altri broker dichiarato senza costi | Diverse condizioni pubblicate in sterline, da riconvertire per un conto in euro |
10. eToro (Punteggio: 8,2/10)
eToro (Europe) Ltd è la società che serve i clienti italiani, autorizzata e regolamentata dalla Cyprus Securities and Exchange Commission con licenza numero 109/10. Opera in Italia in libera prestazione di servizi, senza succursale, e i clienti rientrano nel Cyprus Investor Compensation Fund, che indennizza fino a 20.000 euro per richiesta.
Costi pubblicati
Sulle azioni eToro pubblica una commissione di USD 1 oppure USD 2 per apertura e per chiusura, a seconda del paese di residenza e della borsa; sugli ETF la commissione è azzerata. Le posizioni aperte prima dell’introduzione delle commissioni nel paese di residenza del cliente non ne sono soggette. L’apertura e la gestione del conto sono gratuite e la commissione di inattività è indicata come gratuita. I prelievi verso conti nella valuta locale, euro compreso, sono gratuiti; dai conti in dollari statunitensi verso l’esterno si applicano USD 5 fissi. Le commissioni di conversione valutaria variano in base al paese, al metodo di pagamento e al livello del programma Club, con conversioni gratuite sui piani di accumulo.
Sui CFD si applicano oneri overnight ogni sera dal lunedì al venerdì alle 22:00 ora del Regno Unito, con addebito triplo per il fine settimana. È il costo che erode una posizione a leva tenuta aperta a lungo.
Anche eToro, come intermediario cipriota senza stabile organizzazione in Italia, non agisce da sostituto d’imposta.
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Autorizzata e regolamentata dalla CySEC con licenza 109/10 | Non agisce da sostituto d’imposta per il residente in Italia: regime dichiarativo e quadro RW |
| Copertura del Cyprus Investor Compensation Fund fino a 20.000 euro per richiesta | Commissione di USD 1 o USD 2 sia in apertura sia in chiusura di una posizione azionaria |
| Nessuna commissione di inattività secondo la pagina dei costi pubblicata | Commissione di conversione valutaria variabile e non uniforme fra paesi e livelli Club |
| Commissioni azzerate sugli ETF | USD 5 fissi sui prelievi dai conti in dollari statunitensi verso l’esterno |
| Prelievi gratuiti verso conti nella valuta locale, euro compreso | Oneri overnight sui CFD ogni sera, con addebito triplo nel fine settimana |
| Interfaccia semplice e funzioni di copia delle operazioni di altri utenti | Copiare le operazioni altrui non riduce il rischio di perdita e non costituisce consulenza |
Come abbiamo selezionato i broker
La classifica non è neutrale e non pretende di esserlo. Questa sezione dichiara la ponderazione usata, così che tu possa rifarla con la tua.
| Criterio | Peso | Che cosa abbiamo misurato |
|---|---|---|
| Accesso al prodotto e ampiezza dell’offerta | 25% | Numero di mercati azionari accessibili, disponibilità di azioni reali, di CFD, di ETF e di frazioni di azione |
| Costi pubblicati e trasparenza | 25% | Commissione per ordine su Italia, Europa e Stati Uniti, cambio valuta, prelievi, canoni e costi di custodia, tutti letti sulla pagina dell’intermediario |
| Piattaforme e strumenti operativi | 20% | Terminali desktop, applicazioni mobili, ordini condizionati, dati di mercato, automazione |
| Posizione regolamentare in Italia | 15% | Autorizzazione CONSOB, licenza bancaria o di SIM, succursale, libera prestazione di servizi, schema di indennizzo applicabile |
| Adempimenti fiscali per il residente in Italia | 15% | Se l’intermediario può agire da sostituto d’imposta e offrire il regime amministrato, oppure lascia il cliente in regime dichiarativo |
Che cosa cambia se si sposta il peso
Con questa ponderazione VT Markets arriva prima, perché eccelle sui primi tre criteri e la sua posizione regolamentare in Italia, che è la sua debolezza, pesa il 15%.
Cambia tutto se metti la tutela dell’investitore al primo posto. Se il criterio “posizione regolamentare in Italia” pesasse il 40% e gli adempimenti fiscali il 20%, VT Markets uscirebbe dal podio e scenderebbe in fondo alla classifica, perché non ha alcuna autorizzazione CONSOB, non ha entità autorizzate nell’Unione europea, non dà copertura del Fondo Nazionale di Garanzia a un cliente italiano e non agisce da sostituto d’imposta. Con quella ponderazione i primi tre posti andrebbero a Directa SIM, FinecoBank e Banca Sella, i tre intermediari italiani del gruppo, seguiti da Scalable Capital per via della succursale italiana.
Questa è la ragione per cui il peso è dichiarato invece che nascosto: una classifica di questo tipo dice più sui criteri di chi la scrive che sui broker che elenca. Scegli il criterio che conta per te e rileggi la tabella di conseguenza.
Che cosa non abbiamo fatto
Non abbiamo assegnato punti alle promozioni temporanee, ai bonus di benvenuto o alle campagne pubblicitarie. Non abbiamo usato le recensioni degli utenti come criterio, perché non sono verificabili. Non abbiamo incluso nessun intermediario la cui posizione regolamentare non fosse verificabile su una fonte primaria.
Sono stati esclusi due nomi che compaiono spesso nei confronti italiani. IWBank non è più un marchio autonomo: il dominio iwbank.it reindirizza a Fideuram Direct, e l’attività è confluita nel gruppo Fideuram, per cui un confronto sotto la vecchia denominazione descriverebbe un intermediario che non esiste più. Webank non è un broker distinto: è il marchio digitale del Gruppo Banco BPM, e le piattaforme di trading, fra cui T3 e la piattaforma web, sono offerte dentro l’offerta di Banco BPM. Includerlo come voce separata avrebbe contato due volte lo stesso intermediario.
CFD su azioni e possesso diretto a confronto
Questa è la distinzione che decide quasi tutto il resto, dal costo alla fiscalità al profilo di rischio.
| Domanda | Azioni reali (share dealing) | CFD su azioni |
|---|---|---|
| Possiedi l’azione? | Sì. Il titolo è regolato su un conto titoli o dossier intestato a te | No. Il contratto replica il prezzo, nessuna azione cambia di mano |
| Hai diritto a dividendi e voto? | Sì. Sei azionista, percepisci i dividendi come socio e voti in assemblea | No. Non sei azionista e non hai diritto di voto; il broker può applicare un aggiustamento sulla posizione |
| Che cosa determina il tuo risultato? | La variazione del prezzo del titolo più i dividendi percepiti | La sola variazione del prezzo del sottostante, al netto degli oneri |
| Puoi usare la leva finanziaria? | Non in un conto titoli ordinario; alcuni intermediari offrono la marginazione come servizio separato | Sì, fino a 5:1 su azioni singole per un cliente al dettaglio in Italia |
| Puoi vendere allo scoperto? | In modo limitato e non presso tutti gli intermediari | Sì, con la stessa meccanica delle posizioni al rialzo |
| Che costi ricorrenti hai? | Nessun costo di finanziamento; imposta di bollo sul dossier titoli | Oneri di finanziamento overnight su ogni notte di posizione aperta |
| La posizione ha una scadenza? | No | Nessuna scadenza contrattuale, ma il costo overnight si accumula |
| Chi calcola e versa le imposte? | L’intermediario, se è italiano o ha una stabile organizzazione in Italia e applichi il regime amministrato | Dipende dall’entità: con un broker estero senza stabile organizzazione, tu |
| Sei coperto da uno schema di indennizzo? | Sì, se l’intermediario aderisce a uno schema riconosciuto | Dipende dall’entità che apre il conto |
| Qual è la perdita massima teorica? | Il capitale investito nella posizione | Può eccedere il margine versato, salvo protezione da saldo negativo |
Come si sceglie fra i due
Non c’è un vincitore assoluto, ci sono due usi diversi. Il possesso diretto ha senso per chi costruisce una posizione da tenere, incassa i dividendi come reddito, non usa leva e vuole che gli adempimenti fiscali siano gestiti da altri. Il CFD ha senso per chi cerca esposizione di breve periodo, vuole poter operare al ribasso e accetta consapevolmente il costo overnight e il rischio amplificato dalla leva.
Un errore ricorrente è considerare il CFD una versione economica dell’azione. Non lo è. È uno strumento diverso, con un profilo di rischio più alto, e i dati pubblicati dai broker sulla percentuale di conti al dettaglio in perdita lo dicono con chiarezza.
Fisco italiano: il sostituto d’imposta è il criterio che quasi nessuno confronta
Prima di tutto: questo articolo non è consulenza fiscale. Per la tua posizione specifica rivolgiti a un dottore commercialista o a un consulente abilitato. Quello che segue riporta la disciplina generale, con l’indicazione della fonte.
I due regimi
Le plusvalenze realizzate da persone fisiche residenti sui titoli sono redditi diversi di natura finanziaria e scontano un’imposta sostitutiva del 26%, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate con riferimento all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies) del TUIR. Chi versa quell’imposta cambia però radicalmente in base al regime.
Nel regime amministrato, previsto dall’articolo 6 del D.Lgs. 21 novembre 1997 n. 461, l’intermediario agisce da sostituto d’imposta: calcola la plusvalenza operazione per operazione, applica la ritenuta e la versa all’erario. Directa lo descrive esattamente così sulla propria pagina di fiscalità, precisando che i versamenti sono mensili. Il cliente non compila il quadro RW e non liquida nulla in dichiarazione.
Nel regime dichiarativo l’onere è tutto del contribuente: calcolo delle plusvalenze, compilazione del quadro RT, versamento con F24 e compilazione del quadro RW per il monitoraggio fiscale.
Perché non tutti gli intermediari possono offrirlo
Il regime amministrato richiede un intermediario residente in Italia o la stabile organizzazione in Italia di un intermediario non residente. È esattamente per questo che l’apertura di una succursale italiana da parte di Scalable Capital, il 1 settembre 2026, ha cambiato la posizione fiscale dei suoi clienti italiani: senza stabile organizzazione non c’è sostituto d’imposta.
| Broker | Può agire da sostituto d’imposta in Italia? | Regime per il cliente residente |
|---|---|---|
| VT Markets | No, nessuna entità in Italia o nell’Unione europea | Dichiarativo, con quadro RW |
| Directa SIM | Sì, SIM italiana, dichiarato sulla pagina di fiscalità | Amministrato o dichiarativo, a scelta |
| FinecoBank | Sì, banca italiana | Amministrato o dichiarativo, a scelta |
| Interactive Brokers Ireland | No, nessuna succursale in Italia | Dichiarativo, con quadro RW |
| Scalable Capital | Sì, dalla succursale italiana aperta il 1 settembre 2026 | Amministrato o dichiarativo, a scelta |
| Banca Sella | Sì, banca italiana | Amministrato o dichiarativo, a scelta |
| DEGIRO | No, nessuna stabile organizzazione in Italia | Dichiarativo, con quadro RW |
| XTB | No, nessuna stabile organizzazione in Italia | Dichiarativo, con quadro RW |
| Trading 212 | No, nessuna stabile organizzazione in Italia | Dichiarativo, con quadro RW |
| eToro | No, nessuna stabile organizzazione in Italia | Dichiarativo, con quadro RW |
Il quadro RW e l’IVAFE
Chi detiene attività finanziarie presso un intermediario estero senza stabile organizzazione in Italia rientra negli obblighi di monitoraggio fiscale e compila il quadro RW del modello Redditi. Lo stesso quadro liquida l’IVAFE, l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero.
L’Agenzia delle Entrate indica che l’imposta, calcolata sul valore dei prodotti finanziari e dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, è pari al 2 per mille, e che dal 2024 l’aliquota è del 4 per mille annuo per i prodotti finanziari detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato. Per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero l’imposta è fissa e pari a 34,20 euro per ciascun rapporto, e non è dovuta quando il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto e dai libretti non supera i 5.000 euro.
Detto in pratica: un portafoglio da 50.000 euro presso un broker estero senza stabile organizzazione italiana comporta circa 100 euro annui di IVAFE al 2 per mille, più il tempo o la parcella necessari a compilare il quadro RW e il quadro RT. Va sommato alla commissione per ordine quando confronti i costi, altrimenti il confronto è incompleto.
Le altre imposte che vedi sull’estratto conto
Sul dossier titoli detenuto presso un intermediario italiano si applica l’imposta di bollo proporzionale, nella misura dello 0,20% annuo del valore dei prodotti finanziari, addebitata e versata dall’intermediario stesso.
Sulle azioni emesse da società residenti in Italia si applica inoltre l’imposta sulle transazioni finanziarie. L’Agenzia delle Entrate indica che l’imposta colpisce il trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi, che l’aliquota è pari allo 0,4% del valore della transazione, calcolato come saldo netto giornaliero per ciascuno strumento, dopo essere stata dello 0,2% per le operazioni concluse fino al 31 dicembre 2025, e che l’aliquota è ridotta alla metà per i trasferimenti che avvengono a seguito di operazioni concluse in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione. Sono escluse dall’imposta le azioni di società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell’anno precedente sia inferiore a 500 milioni di euro.
Questa imposta si applica al trasferimento della proprietà: è una delle differenze concrete fra comprare l’azione e prendere esposizione al suo prezzo con un derivato. Il trattamento fiscale dei derivati segue regole proprie; verificalo con un professionista prima di decidere.
Come scegliere il broker per azioni
Passo 1: decidi se vuoi possedere il titolo o solo la sua variazione di prezzo
È la scelta a monte e determina tutte le altre. Se vuoi essere azionista, incassare i dividendi come socio e tenere la posizione per anni, hai bisogno di un conto titoli e di un intermediario che regoli azioni vere. Se vuoi esposizione di breve periodo, anche al ribasso, e accetti leva e costo overnight, stai cercando un fornitore di CFD. Rispondere a questa domanda dimezza subito la lista.
Passo 2: verifica l’autorizzazione sul registro, non sul sito del broker
Ogni intermediario dichiara le proprie autorizzazioni sulla propria pagina legale. Confrontale con il registro dell’autorità competente. Per gli intermediari italiani il riferimento è l’Albo delle Banche e l’albo delle SIM; per le imprese di altri Stati dell’Unione, gli elenchi CONSOB delle imprese di investimento con succursale e senza succursale in Italia. Se un intermediario non compare in nessun elenco, o compare con una denominazione diversa da quella con cui ti viene proposto il conto, fermati e chiedi chiarimenti prima di depositare.
Passo 3: stabilisci quale entità apre il conto e quale schema di indennizzo ti copre
Il marchio commerciale e l’entità giuridica non coincidono quasi mai. Trading 212 ne ha cinque, VT Markets quattro, DEGIRO opera come succursale olandese di una banca tedesca. La domanda operativa è una sola: quale società firma il contratto con me, e a quale schema di indennizzo aderisce? Le risposte cambiano l’importo coperto, il massimo per investitore e l’autorità a cui rivolgere un reclamo.
Passo 4: verifica se l’intermediario agisce da sostituto d’imposta
Chiedilo prima di aprire il conto e pretendi una risposta scritta nella documentazione contrattuale. Se la risposta è sì, potrai scegliere il regime amministrato e non dovrai compilare il quadro RW. Se è no, metti in conto il tempo e il costo della dichiarazione, oltre all’IVAFE. È la voce di costo più spesso dimenticata nei confronti fra broker.
Passo 5: calcola il costo totale sulla tua operatività reale, non sul titolo pubblicitario
Prendi il numero di ordini che fai davvero in un anno e il loro controvalore medio, poi calcola la spesa con la griglia di ciascun intermediario. Aggiungi la commissione di conversione valutaria se compri titoli in dollari con un conto in euro: uno 0,5% per cambio, applicato in acquisto e in vendita, può superare la commissione di negoziazione. Aggiungi i costi di prelievo e l’imposta di bollo. Solo a quel punto i numeri sono confrontabili.
Passo 6: prova la piattaforma prima di trasferirci del denaro
Un conto demo con fondi virtuali serve esattamente a questo: capire come si inserisce un ordine condizionato, dove si legge il portafoglio, quanto è chiara la reportistica. VT Markets, come molti altri, mette a disposizione un conto demo. Nessun ambiente demo riproduce però lo scivolamento di prezzo e la pressione emotiva di un’operazione con denaro reale.
Passo 7: leggi le condizioni sulla leva e sulla chiusura automatica
Se stai valutando prodotti a leva, verifica il margine iniziale richiesto, la soglia di chiusura automatica, l’esistenza o meno di una protezione da saldo negativo e il costo di finanziamento overnight. Su un CFD azionario con margine iniziale del 20%, una variazione avversa del 20% del prezzo del sottostante azzera il margine versato. Non è uno scenario estremo: è aritmetica.
Cinque consigli pratici
Uno. Confronta il costo su un anno, non su un ordine. Dieci euro di differenza per ordine diventano 240 euro l’anno per chi opera due volte al mese, e 12 euro per chi compra una volta l’anno. La stessa tabella porta a conclusioni opposte a seconda di chi la legge.
Due. Considera il cambio valuta come una commissione. Uno 0,5% applicato in acquisto e in vendita su un ordine da 2.000 euro in dollari sono 20 euro complessivi, più di molte commissioni di negoziazione. Alcuni intermediari offrono conti multivaluta che consentono di evitarlo o ridurlo.
Tre. Non confondere il numero di strumenti con l’utilità. Un listino da 12.000 strumenti non serve a chi compra cinque titoli. Serve invece verificare che i mercati e i titoli che ti interessano davvero siano accessibili, e a quale costo.
Quattro. Metti per iscritto il tuo piano prima di aprire la prima posizione. Quanto capitale destini, per quanto tempo, a quale prezzo esci se la tesi si rivela sbagliata. Deciderlo dopo, con la posizione aperta, è la condizione in cui si prendono le decisioni peggiori.
Cinque. Ricorda che nessuna piattaforma riduce il rischio di mercato. Commissioni basse, grafici sofisticati e esecuzione rapida migliorano l’efficienza dell’operazione, non l’esito dell’investimento. È possibile perdere parte o tutto il capitale investito, e con i prodotti a leva anche più del margine versato.
Verdetto finale
Se cerchi esposizione al prezzo delle azioni tramite CFD, con MetaTrader 4 e MetaTrader 5, oltre 800 titoli su borse statunitensi, britanniche, europee e di Hong Kong e la possibilità di operare al ribasso, VT Markets è la proposta più completa fra quelle esaminate su quel terreno specifico. Va scelta sapendo che non è autorizzata dalla CONSOB, che il conto sarebbe aperto da un’entità extra UE, che non c’è copertura del Fondo Nazionale di Garanzia e che gli adempimenti fiscali restano interamente a tuo carico.
Se cerchi azioni vere e la vita fiscale più semplice possibile, la risposta cambia. Directa SIM e FinecoBank sono intermediari italiani, vigilati da CONSOB e Banca d’Italia o iscritti all’Albo delle Banche, aderenti al Fondo Nazionale di Garanzia, e possono applicare il regime amministrato agendo da sostituto d’imposta. Directa costa 5 euro per ordine eseguito su MTA e GEM nel profilo Semplice; Fineco unisce banca, dossier e trading nello stesso rapporto con una scala commissionale legata all’operatività. Banca Sella si aggiunge a loro se ti serve operare short o con leva intraday.
Se operi su molte borse con importi medi o grandi, Interactive Brokers Ireland ha la struttura di costo più efficiente del gruppo, allo 0,05% del controvalore con minimo di 3,00 euro sulle azioni italiane, ma ti lascia in regime dichiarativo. Scalable Capital è il caso da tenere d’occhio: dal 1 settembre 2026 unisce l’offerta di un broker europeo a basso costo alla possibilità del regime amministrato grazie alla succursale italiana.
Il criterio che dovrebbe decidere non è il punteggio di questa o di altre classifiche. È la risposta a due domande: voglio possedere il titolo, e voglio che sia l’intermediario a occuparsi delle imposte?
Inizia con VT Markets
Se dopo aver letto quanto sopra i CFD su azioni corrispondono a quello che cerchi, e hai valutato la posizione regolamentare descritta in questo articolo, puoi esaminare le condizioni sulla pagina CFD su azioni, confrontare le tipologie di conto su conti di trading e provare l’ambiente operativo con un conto demo prima di depositare denaro reale.
Chi preferisce partire dalla piattaforma può consultare la panoramica delle piattaforme VT Markets, oppure andare direttamente a MetaTrader 5 o all’app VT Markets. Crea il tuo conto VT Markets e inizia a fare trading oggi stesso!
Domande frequenti
Qual è il miglior broker per azioni in Italia nel 2026?
Dipende da che cosa vuoi fare. Fra i dieci intermediari esaminati, VT Markets ottiene 9,6/10 per il trading di CFD su azioni, con oltre 800 titoli accessibili su MetaTrader 4 e MetaTrader 5. Per la compravendita diretta di azioni con regime amministrato, Directa SIM (9,4/10) e FinecoBank (9,3/10) sono in testa, perché sono intermediari italiani e possono agire da sostituto d’imposta. La classifica riflette la ponderazione dichiarata nella sezione dedicata: cambiando i pesi cambia l’ordine.
Che cosa significa che un broker è sostituto d’imposta?
Significa che, nel regime del risparmio amministrato previsto dall’articolo 6 del D.Lgs. 21 novembre 1997 n. 461, l’intermediario calcola la plusvalenza su ogni operazione, applica la ritenuta e la versa all’erario per conto del cliente. Directa, per esempio, dichiara sulla propria pagina di fiscalità di farsi carico di tutti gli adempimenti e di versare mensilmente all’Agenzia delle Entrate. Il cliente in regime amministrato non compila il quadro RW e non liquida l’imposta in dichiarazione.
Quali broker di questo confronto agiscono da sostituto d’imposta in Italia?
Directa SIM, FinecoBank e Banca Sella, in quanto intermediari italiani, e Scalable Capital dalla succursale italiana aperta il 1 settembre 2026. Non lo fanno VT Markets, Interactive Brokers Ireland, DEGIRO, XTB, Trading 212 ed eToro, perché non hanno una stabile organizzazione in Italia. Con questi ultimi il cliente residente opera in regime dichiarativo e compila il quadro RW.
VT Markets è autorizzata dalla CONSOB?
No. VT Markets non è autorizzata dalla CONSOB e nessuna delle sue entità è un’impresa di investimento dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. Il gruppo dichiara VT Markets (Pty) Ltd vigilata dalla FSCA sudafricana, VT Markets Limited con licenza della FSC di Mauritius, la filiale di Dubai limitata alla promozione e all’introduzione, e VTMarkets Ltd a Cipro, che si occupa solo di pagamenti e dichiara espressamente di non offrire prodotti finanziari regolamentati. Un cliente residente in Italia sarebbe servito da un’entità extra UE, senza copertura del Fondo Nazionale di Garanzia e senza canale di reclamo attraverso l’autorità italiana.
Qual è la leva massima su un CFD azionario per un cliente al dettaglio in Italia?
È 5:1, corrispondente a un margine iniziale del 20% del valore nozionale, ai sensi dell’Allegato I della Delibera CONSOB n. 20976 del 20 giugno 2019. La leva fino a 33:1 pubblicata da VT Markets non è disponibile a un cliente al dettaglio residente nell’Unione europea: è un massimo generale del gruppo, non una condizione riferita a un’entità autorizzata nell’Unione. La leva amplifica i guadagni e le perdite nella stessa misura.
Con un CFD su azioni ricevo i dividendi e posso votare in assemblea?
No. Un CFD è un contratto derivato il cui valore replica la variazione di prezzo del titolo sottostante, ma nessuna azione cambia di mano. Non sei azionista, non hai diritto di voto e non percepisci dividendi in quanto socio. Il broker può applicare un aggiustamento sulla posizione in corrispondenza dello stacco del dividendo: le condizioni vanno lette nel contratto.
Che cos’è il quadro RW e quando devo compilarlo?
È la sezione del modello Redditi dedicata al monitoraggio fiscale delle attività detenute all’estero. La compila chi detiene investimenti o attività finanziarie presso un intermediario estero senza stabile organizzazione in Italia. Lo stesso quadro liquida l’IVAFE, che l’Agenzia delle Entrate indica pari al 2 per mille del valore dei prodotti finanziari, dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, e pari al 4 per mille annuo dal 2024 per i prodotti detenuti in Stati a regime fiscale privilegiato.
Quanto sono tassate le plusvalenze sulle azioni in Italia?
Le plusvalenze realizzate da persone fisiche residenti sono soggette a un’imposta sostitutiva del 26%, secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate con riferimento all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies) del TUIR. Chi la versa dipende dal regime: l’intermediario nel regime amministrato, il contribuente nel regime dichiarativo. Questo articolo non è consulenza fiscale: per la tua posizione rivolgiti a un dottore commercialista o a un consulente abilitato.
Che cos’è l’imposta sulle transazioni finanziarie sulle azioni italiane?
L’Agenzia delle Entrate indica che l’imposta colpisce il trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti, con aliquota pari allo 0,4% del valore della transazione calcolato come saldo netto giornaliero per ciascuno strumento, dopo essere stata dello 0,2% per le operazioni concluse fino al 31 dicembre 2025. L’aliquota è ridotta alla metà per i trasferimenti conseguenti a operazioni concluse in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione. Sono escluse le azioni di società con capitalizzazione media nel mese di novembre dell’anno precedente inferiore a 500 milioni di euro.
Quanto copre il Fondo Nazionale di Garanzia?
Il Fondo Nazionale di Garanzia è un ente di diritto privato costituito nel 1991 ai sensi dell’articolo 15 della Legge 2 gennaio 1991 n. 1 e riconosciuto come sistema di indennizzo dall’articolo 62, comma 1, del D.Lgs. 23 luglio 1996 n. 415. Indennizza gli investitori degli intermediari aderenti fino a un massimo di 20.000 euro per investitore, in caso di liquidazione coatta amministrativa, fallimento o concordato preventivo dell’intermediario. Copre l’inadempimento dell’intermediario, non le perdite dovute all’andamento dei mercati.
Che differenza c’è fra un broker con succursale in Italia e uno in libera prestazione di servizi?
Un’impresa con succursale ha una stabile organizzazione sul territorio italiano: può agire da sostituto d’imposta e offrire il regime amministrato, come fa Scalable Capital dal 1 settembre 2026. Un’impresa in libera prestazione di servizi opera con clienti italiani grazie al passaporto MiFID II ma non ha struttura in Italia: la vigilanza resta all’autorità del paese d’origine, i reclami vanno indirizzati là e non può agire da sostituto d’imposta. È il caso di Interactive Brokers Ireland, DEGIRO, XTB, Trading 212 ed eToro.
Perché IWBank e Webank non compaiono in questa classifica?
Perché non sono, oggi, due broker distinti. Il dominio iwbank.it reindirizza a Fideuram Direct e l’attività è confluita nel gruppo Fideuram, quindi un confronto sotto la vecchia denominazione descriverebbe un intermediario che non esiste più con quel nome. Webank è il marchio digitale del Gruppo Banco BPM, e le piattaforme di trading, fra cui T3 e la piattaforma web, sono offerte all’interno dell’offerta di Banco BPM: includerlo come voce autonoma avrebbe contato due volte lo stesso intermediario.
Posso usare un conto demo prima di depositare denaro reale?
Sì, molti intermediari ne offrono uno, VT Markets compreso, tramite la pagina conto demo. Un conto demo consente di fare pratica con fondi virtuali e di capire come funzionano ordini, grafici e reportistica. Non riproduce però lo scivolamento di prezzo nelle fasi di mercato più volatili né la pressione emotiva che accompagna un’operazione con denaro reale.
Avvertenza sul rischio: Il trading di Contratti per Differenza (CFD) comporta un alto livello di rischio e potrebbe non essere adatto a tutti gli investitori. L’uso della leva finanziaria può amplificare significativamente i guadagni e le perdite e può comportare perdite superiori al tuo investimento iniziale. Prima di intraprendere il trading di CFD, dovresti assicurarti di comprendere appieno i rischi coinvolti, considerare attentamente i tuoi obiettivi di investimento, la tua situazione finanziaria e il tuo livello di esperienza, e cercare consulenza indipendente dove necessario. Le prestazioni passate non sono indicative dei risultati futuri. Si prega di fare riferimento ai nostri documenti legali per una panoramica completa dei rischi associati al trading di CFD.
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