I rendimenti obbligazionari globali hanno fatto una pausa dopo che, a inizio settimana, diverse scadenze in più mercati avevano toccato massimi pluriennali, sostenuti da commenti misurati di Waller (Fed) e da un rallentamento della salita del petrolio, con il Brent in chiusura a 95,5 $/barile. Waller ha detto che potrebbe sostenere il mantenimento dei tassi a settembre se l’inflazione di agosto confermerà il percorso disinflazionistico, ma ha indicato il CPI di venerdì prossimo come decisivo e ha lasciato aperta la possibilità di un rialzo se i dati dovessero risultare troppo “caldi”. I rendimenti dei Treasury USA hanno chiuso in calo di 3,3 pb sul 2 anni e di 1 pb sul 30 anni, mentre l’ISM servizi è uscito a 55,1 con nuovi ordini a 60,9 e prezzi pagati a 72,6; la componente occupazione è rimasta in contrazione a 47,8. I rendimenti tedeschi sono scesi di 4 pb a 2,2 pb, le azioni USA sono salite con l’S&P 500 a +1,06% e il dollaro si è indebolito, con EUR/USD sopra 1,16 in chiusura. Lo yen si è rafforzato sulle attese di una stretta BoJ più rapida, portando USD/JPY a 155,8, mentre EUR/GBP è sceso a poco sotto 0,86.
L’Asia ha seguito Wall Street al rialzo, con diversi indici oltre +1%, mentre i rendimenti giapponesi hanno ceduto 1,4 pb sul 2 anni e 10,6 pb sul 30 anni; USD/JPY è risalito a 156,3 ed EUR/USD a 1,163. L’attenzione si sposta ora sui payroll USA, con consenso a 55 mila posti, disoccupazione al 4,1% e salari visti a +0,1% m/m e +3,1% a/a, prima del CPI della prossima settimana. Bloomberg ha inoltre riportato che la MNB potrebbe ricalibrare il target d’inflazione il 22 settembre al 2,5% dal 3% con banda +/-1 pp, con inflazione all’1,2%, tassi swap in calo di 12 pb sul 2 anni e 22 pb sul 10 anni, ed EUR/HUF sotto 362; uno spostamento successivo potrebbe allinearsi al 2% della BCE. Nel Regno Unito, il capo economista della BoE, Pill, ha avvertito che le pressioni a finanziare ampi disavanzi minacciano l’indipendenza della politica monetaria, mentre i rendimenti dei gilt restano su massimi pluridecennali.
Volatilità del mercato obbligazionario e strategie di trading
Raccomandiamo ai trader su derivati di posizionarsi per un aumento della volatilità nel mercato del reddito fisso nelle prossime settimane. Sebbene i rendimenti globali abbiano temporaneamente interrotto la risalita, qualsiasi sorpresa nella prossima pubblicazione del CPI USA potrebbe far ripartire rapidamente il trend ribassista per i bond. Per coprire tale rischio, suggeriamo di valutare posizioni corte sui futures sui Treasury USA o l’acquisto di opzioni put protettive su obbligazioni a lunga duration.
Opportunità su valute e swap su tassi europei
Sul fronte valutario, consigliamo ai trader di monitorare da vicino lo yen giapponese mentre testa livelli chiave di supporto in area 155. Le recenti dichiarazioni hawkish di esponenti della Bank of Japan indicano che lo smontaggio dei carry trade finanziati in yen è tutt’altro che concluso. Questo cambiamento è già visibile nei dati di mercato più recenti, con lo yen che recupera terreno mentre le posizioni speculative corte vengono messe sotto pressione.
Inoltre, vediamo un’opportunità tattica nel mercato degli interest rate swap europei, in particolare sul fiorino ungherese. Il possibile spostamento del target d’inflazione della banca centrale ungherese al 2,5% nella riunione di fine settembre suggerisce che sia in corso un cambiamento strutturale. Proponiamo di utilizzare receiver swap per beneficiare di ulteriori cali dei rendimenti ungheresi, man mano che il mercato locale si allinea al nuovo quadro di targeting dell’inflazione.
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