L’oro (XAU/USD) è sceso sotto i 4.500 dollari nella sessione asiatica di venerdì, interrompendo un rialzo durato due giorni mentre il dollaro USA ha segnato un lieve rafforzamento, pur restando vicino al massimo settimanale fissato il giorno prima. L’attenzione è rivolta al report sui Nonfarm Payrolls USA, che potrebbe orientare le aspettative sul percorso di politica monetaria della Federal Reserve, mentre si attenua la componente di prezzo legata a un rialzo dei tassi a settembre. Il governatore Christopher Waller ha dichiarato giovedì di essere propenso a mantenere i tassi invariati alla riunione FOMC di settembre se i prossimi dati sull’inflazione non riserveranno sorprese: un contesto che in precedenza ha spinto al ribasso i rendimenti USA e il dollaro, aiutando il metallo prezioso a rimbalzare da un minimo di quattro settimane.
Il petrolio è rimasto vicino ai massimi dal 24 luglio dopo il riaccendersi delle ostilità USA-Iran e delle tensioni nello Stretto di Hormuz, inclusi gli attacchi iraniani contro basi USA in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti nella giornata di giovedì, mentre la Corea del Sud si prepara a dispiegare asset entro fine anno. In questo contesto, XAU/USD si è stabilizzato dopo essere scivolato da area 4.700 dollari, massimo dal 14 maggio, ed è avviato a chiudere la settimana con guadagni contenuti, ma necessita di slancio sopra quota 4.500. Sul piano tecnico, i prezzi restano sopra la SMA a 200 periodi sul grafico a 4 ore e sopra il livello di Fibonacci del 38,2%, con RSI in area 56 e MACD sopra lo zero; le resistenze si collocano a 4.540, 4.609 e in area 4.698 dollari, mentre i supporti sono a 4.442, 4.381, 4.322 e 4.283,63 dollari.
Dati sul lavoro e strategie di trading
Il report odierno sui Nonfarm Payrolls USA, molto atteso, è il principale catalizzatore da monitorare, poiché verosimilmente determinerà la prossima direzione dell’oro. Storicamente, scostamenti delle buste paga non agricole superiori a 50.000 unità rispetto al consenso innescano movimenti immediati dell’1,5%-2% sul bullion. Raccomandiamo ai trader su derivati di stringere temporaneamente gli stop-loss o di utilizzare strategie in opzioni di tipo straddle per catturare la volatilità attesa senza prendere una direzione prematura.
Rischi geopolitici e outlook tecnico
Oltre ai dati sul lavoro, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz mantiene elevato il premio per il rischio geopolitico incorporato sia nel petrolio sia negli asset rifugio. I dati storici mostrano che conflitti militari che coinvolgono snodi petroliferi strategici possono spingere l’oro a salire del 10%-15% nel giro di poche settimane, alimentato dai timori inflazionistici. Per i nostri portafogli in opzioni, valutiamo l’acquisto di call out-of-the-money come copertura contro improvvisi picchi geopolitici che potrebbero facilmente spingere l’oro oltre la soglia dei 4.500 dollari.
Dal punto di vista tecnico, l’oro mantiene un’impostazione strutturalmente rialzista sopra la media mobile a 200 periodi sul grafico a quattro ore, con un supporto chiave che tiene in area 4.442 dollari. Una chiusura giornaliera stabile sopra il livello psicologico cruciale di 4.500 dollari costituirebbe un segnale favorevole per costruire posizioni rialziste di più lungo periodo sui futures con obiettivi a 4.609 e 4.698 dollari. Al contrario, se un report sul lavoro “caldo” rafforzasse il dollaro, sarebbe opportuno valutare acquisti sui ribassi in prossimità del supporto a 4.381 dollari, livello dove storicamente la pressione in acquisto è risultata significativa.
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