La produttività non agricola negli Stati Uniti è aumentata dell’1,4% su base trimestrale nel secondo trimestre, in linea con le attese del mercato. Il dato indica un ritmo stabile della produzione per ora lavorata nel comparto non agricolo durante il periodo.
Il risultato dell’1,4% non segnala scostamenti rispetto alle aspettative per il trimestre. Con la crescita della produttività in linea con le stime, l’attenzione resterà probabilmente su come evolveranno il costo del lavoro e le dinamiche dell’output nelle prossime pubblicazioni.
Crescita della produttività e trend di lungo periodo
I dati odierni mostrano che la produttività non agricola degli Stati Uniti è cresciuta a un ritmo annualizzato dell’1,4% nel secondo trimestre del 2026, centrando perfettamente le attese del mercato. Questo passo è molto vicino alla media storica di lungo periodo dell’1,4% osservata negli ultimi due decenni, a indicare che i picchi di produttività del post-pandemia si sono completamente normalizzati. Per noi, questo numero stabile suggerisce che le dinamiche del mercato del lavoro non sono più una variabile imprevedibile per l’inflazione.
Con una crescita della produttività in linea con le stime, è improbabile che il costo del lavoro per unità di prodotto inneschi svolte restrittive inattese da parte della Federal Reserve nelle prossime settimane. Riteniamo che gli operatori sui derivati dovrebbero concentrarsi sulle opzioni sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR), poiché le aspettative sui tassi per le restanti riunioni della Fed dell’anno tenderanno verosimilmente a stabilizzarsi. La riduzione dell’incertezza sul percorso della banca centrale rende interessante la vendita di volatilità sui tassi a breve per l’incasso di premio.
Implicazioni per i mercati e strategie di trading
Nel comparto dei derivati azionari, ci aspettiamo che i principali indici, come l’S&P 500, attraversino una fase di consolidamento più che un breakout marcato. Poiché i margini aziendali non possono più contare su forti guadagni di produttività per compensare una crescita salariale regolare, l’espansione complessiva degli utili potrebbe rallentare. Raccomandiamo strategie opzionali impostate su un trading range, come gli iron condor su ETF indicizzati, per beneficiare di una volatilità implicita in calo.
Guardando ai trend storici, quando la produttività si mantiene attorno a questa base dell’1,4%, la volatilità dei mercati tende in genere a comprimersi nei mesi autunnali. Dovrebbero tenerne conto anche gli operatori valutari, poiché un quadro dei tassi più prevedibile potrebbe ridurre la spinta del dollaro USA. Dovremmo posizionarci su opzioni put USD a breve scadenza per beneficiare di un biglietto verde più stabile e leggermente più debole, man mano che si attenua la divergenza delle politiche monetarie a livello globale.
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