USD/JPY ha esteso per il secondo giorno consecutivo i ribassi, scambiando vicino a 156,80 durante le ore europee di giovedì dopo un movimento rapido che ha riacceso le speculazioni su un nuovo intervento giapponese. La coppia è scesa di quasi l’1% nel giro di un paio di minuti mercoledì pomeriggio e poi ha ceduto ancora nella notte, mantenendo alta l’attenzione sul rischio di un’azione ufficiale a sostegno dello yen.
Lo yen si è rafforzato dopo i commenti “hawkish” del membro del consiglio della Bank of Japan Hajime Takata, che hanno indotto una revisione delle aspettative di politica monetaria. Takata ha affermato che il 2026 porterà un cambiamento strutturale di regime legato alla crescita globale e agli investimenti connessi all’IA, e ha sostenuto che la BoJ dovrebbe andare oltre un ritmo semestrale di rialzi e considerare opzioni diverse dai tradizionali incrementi da 0,25%. Anche il dollaro si è indebolito dopo che i dati ADP hanno mostrato che le buste paga del settore privato USA sono aumentate di 38.000 unità in agosto, sotto la previsione di 47.000. Separatamente, Rabobank ha indicato che il Tesoro USA starebbe adottando pratiche che, a suo dire, somigliano al modello neo-mercantilista della Cina.
Strategia su derivati: posizionamento per un ribasso di USD/JPY
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per un aumento della pressione ribassista su USD/JPY nelle prossime settimane, con il cambio in area 156,80. La combinazione tra commenti “hawkish” della Bank of Japan e dati deboli sul lavoro negli Stati Uniti suggerisce che il rally dello yen possa avere ancora spazio. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni put USD/JPY a breve scadenza per sfruttare questo momentum discendente.
Il calo improvviso dell’1% del tasso di cambio indica un potenziale intervento di mercato da parte delle autorità giapponesi, in linea con il massiccio intervento da 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) osservato durante oscillazioni valutarie simili nel 2024. Poiché questi interventi improvvisi fanno impennare la volatilità implicita, vale la pena valutare l’acquisto di long straddle. Questa strategia consente di beneficiare di movimenti bruschi e improvvisi in entrambe le direzioni.
Fattori di politica e macro che sostengono la forza dello yen
La nostra visione negativa sul dollaro USA è supportata dal raffreddamento del mercato del lavoro, con il report ADP di agosto che segnala appena 38.000 nuovi posti. Storicamente, una crescita occupazionale debole aumenta la pressione sulla Federal Reserve per tagliare i tassi, riducendo il differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Giappone. Ci aspettiamo che questo restringimento dello spread dei rendimenti favorisca un’ulteriore chiusura del carry trade in yen.
Dato che la Bank of Japan segnala un orientamento verso rialzi dei tassi più rapidi e non convenzionali, dobbiamo prepararci a uno yen più forte nel medio termine. I trader di derivati possono utilizzare bear put spread a lunga scadenza per gestire il rischio, posizionandosi al contempo per questo cambiamento strutturale. Questa impostazione limita il costo del premio e consente di intercettare guadagni graduali man mano che le politiche monetarie continuano a convergere.
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