EUR/USD è rimasto pressoché invariato in area 1,1590 nelle prime ore di contrattazioni asiatiche di giovedì, con l’attenzione rivolta al report ISM Servizi USA di agosto più tardi in giornata e ai dati sui Nonfarm Payrolls statunitensi di venerdì. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha affermato che i policymaker potrebbero dover tornare a irrigidire la politica monetaria se l’inflazione non dovesse muoversi in modo convincente verso il 2%, mentre il CME FedWatch ha portato la probabilità di un rialzo a settembre al 62,3%, in aumento da sotto il 40% prima del suo intervento. La geopolitica è rimasta sotto i riflettori dopo che Donald Trump ha dichiarato che eventuali attacchi contro l’Iran sarebbero probabilmente di breve durata e ha ribadito il controllo USA sullo Stretto di Hormuz, mentre Mohsen Rezaei ha detto che Washington vedrà presto la “nuova strategia” di Teheran per la guerra.
In Europa, l’esponente della BCE Gabriel Makhlouf ha dichiarato che la banca centrale non dovrebbe esitare di fronte a ulteriori rialzi dei tassi se l’inflazione “inizia a muoversi nella direzione sbagliata”, e Joachim Nagel ha affermato che i mercati prezzano una probabilità superiore al 95% di un rialzo a settembre. Sul piano tecnico, la coppia si è mantenuta sopra la media mobile semplice a 100 giorni a 1,1565, con RSI a 51,80 e un pivot in prossimità dell’apertura di giornata, sebbene i prezzi siano rimasti frenati sotto la linea mediana delle Bande di Bollinger vicino a 1,1605. La resistenza è stata indicata a 1,1708, mentre un supporto è stato individuato anche in area 1,1500.
Strategie difensive pro dollaro in un contesto di tensioni geopolitiche e macro
Raccomandiamo ai trader di derivati di adottare nelle prossime settimane un’impostazione difensiva e rialzista sul dollaro, mentre l’EUR/USD oscilla in area 1,1590. Con l’aumento dell’appeal del biglietto verde come bene rifugio a fronte dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente, ci aspettiamo un solido sostegno per il dollaro. Storicamente, fasi di frizione geopolitica nel Golfo, come le gravi interruzioni in grandi impianti petroliferi del 2019, hanno rapidamente spinto i capitali fuori dall’Eurozona e verso gli asset statunitensi.
Dobbiamo prepararci a un aumento della volatilità di mercato oggi, in attesa dell’ISM Servizi USA di agosto, seguito domani dai cruciali Nonfarm Payrolls. Considerato che lo strumento CME FedWatch prezza ora una probabilità del 62,3% di un rialzo dei tassi a settembre, dati USA superiori alle attese potrebbero innescare una brusca rottura al ribasso dell’EUR/USD. Se l’indice ISM Servizi dovesse attestarsi sopra la soglia chiave di 50, segnalando espansione, dovremmo puntare su opzioni put sull’EUR/USD di breve periodo per intercettare il movimento ribassista.
Prospettive dell’Eurozona limitate da costi energetici e livelli tecnici
Nonostante la retorica “hawkish” dei funzionari BCE, che vedono una probabilità del 95% di un rialzo dei tassi nell’Eurozona, riteniamo che il potenziale di rialzo dell’euro resti fortemente limitato dall’impennata dei costi energetici. Il Brent è recentemente rimbalzato verso 85 dollari al barile, un livello che storicamente peggiora i termini di scambio dell’Eurozona, grande importatore netto di energia. Dati storici mostrano che un aumento sostenuto del 10% dei prezzi del petrolio può ampliare di miliardi il deficit commerciale dell’Eurozona, esercitando una pressione al ribasso diretta sulla valuta unica.
Dal punto di vista tecnico, dovremmo monitorare con attenzione la media mobile semplice a 100 giorni a 1,1565 come principale linea di difesa per l’euro. Una rottura netta sotto questo livello probabilmente aprirebbe la strada a un rapido calo verso la banda inferiore di Bollinger a 1,1500. Al contrario, dovremmo sfruttare eventuali rimbalzi temporanei verso la resistenza a 1,1605 per costruire nuove posizioni short su EUR/USD.
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