La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha alzato l’Official Cash Rate di 25 punti base al 2,75% con decisione unanime, segnando il secondo rialzo consecutivo in linea con il consenso. Ciononostante, NZD/USD è sceso di quasi l’1,7% dal massimo al minimo, scivolando da area 0,5900 verso 0,5800 prima di recuperare in direzione di 0,5850, livello su cui transita la media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni. I mercati hanno riprezzato il percorso atteso dei tassi dopo che la RBNZ ha proiettato un solo ulteriore rialzo di un quarto di punto entro fine anno, in contrasto con circa 95 punti base di ulteriore restrizione precedentemente prezzati fino a metà 2027; l’aggiustamento si è consumato in circa 90 minuti e ha lasciato il Kiwi come la valuta principale più debole dall’apertura di Tokyo.
I dati sull’inflazione hanno mostrato un tasso headline al 4,1% nel secondo trimestre, mentre la misura al netto dei carburanti per veicoli è risultata al 2,9%, con il Brent (Crude Oil) rimasto sopra 90,00 dollari. AUD/NZD è salito dell’1,07% avvicinandosi a 1,2300, un tetto in vigore dal 2013, mentre il dollaro australiano è rimasto quasi invariato contro il biglietto verde. Tra i prossimi catalizzatori figurano l’indagine cinese sui servizi alle 01:45 GMT, attesa a 50,6 da 50,4, quindi le richieste di sussidio di disoccupazione USA alle 12:30 GMT e l’ISM servizi alle 14:00 GMT, visto a 54,3 con la componente “prices paid” precedentemente a 70,3; i Nonfarm Payrolls di venerdì sono stimati a 58 mila dopo un calo precedente di 23 mila, con disoccupazione al 4,1% e salari allo 0,3%, dopo che i payrolls privati hanno stampato 38 mila contro 47 mila. Sul piano tecnico, 0,5850 è un’area congestionata con la EMA a 50 giorni circa 20 pip sopra, mentre 0,5900 e 0,5950 si collocano più in alto; i supporti sono 0,5800, poi 0,5750 e 0,5700, con Stoch RSI vicino a 62 e una chiusura sopra 0,5900 indicata come linea di inversione.
Outlook di politica monetaria RBNZ e reazione del mercato
La recente decisione della Reserve Bank of New Zealand di portare il tasso di riferimento al 2,75% ha innescato una brusca ondata di vendite, spingendo NZD/USD verso area 0,5850. Riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a ulteriori ribassi, poiché la valuta poggia in modo precario sulla media mobile esponenziale a 200 giorni. Questa reazione evidenzia che, pur avendo la banca centrale effettuato il rialzo atteso di un quarto di punto, le proiezioni future piatte hanno profondamente deluso gli investitori.
La RBNZ ha segnalato che una pausa è altamente probabile, il che implica che la pendenza del sentiero dei tassi si sta appiattendo molto più rapidamente di quanto il mercato avesse anticipato. Prima di questa decisione, i mercati dei tassi prezzavano quasi 95 punti base di ulteriore restrizione fino al prossimo anno, creando un divario significativo che ora viene riprezzato in modo aggressivo. In prospettiva, il disavanzo delle partite correnti della Nuova Zelanda resta ampio, intorno al 6,8% del PIL, rendendo la valuta particolarmente vulnerabile a questi improvvisi cambiamenti dei flussi di capitale.
Dinamiche dell’inflazione e strategia di trading
Consigliamo ai trader di analizzare attentamente la composizione dell’inflazione neozelandese, salita al 4,1% ma in calo al 2,9% una volta esclusi i carburanti per veicoli, notoriamente volatili. Poiché questa inflazione è alimentata da shock energetici globali importati — con il greggio sopra 90 dollari per l’aumento delle tensioni geopolitiche — ulteriori rialzi dei tassi faranno poco per raffreddarla. Se i prezzi globali dei carburanti iniziassero a invertire la rotta con l’indebolimento della domanda mondiale, la giustificazione per ulteriori rialzi RBNZ verrebbe rapidamente meno.
La debolezza è di natura domestica più che un riflesso di una generalizzata forza del dollaro USA, come si osserva nel cross AUD/NZD, balzato di oltre l’1% verso 1,2300. Il quadro è ulteriormente aggravato dalla domanda debole proveniente dalla Cina, principale partner commerciale della Nuova Zelanda, dove i più recenti indici PMI manifatturiero e servizi continuano a gravitare intorno alla soglia di stagnazione dei 50 punti. Suggeriamo di posizionarsi per una persistente sottoperformance del Kiwi sia contro il vicino australiano sia contro il biglietto verde nelle prossime settimane.
I trader dovrebbero concentrarsi sui livelli tecnici chiave per gestire le posizioni in derivati, monitorando da vicino l’immediata area di resistenza a 0,5850. Una rottura sotto il supporto critico a 0,5800 potrebbe innescare una rapida discesa verso 0,5750, dato che al di sotto di tale livello il supporto strutturale è molto limitato. Manteniamo un’impostazione ribassista sulla coppia finché non vedremo una chiusura giornaliera sopra 0,5900, condizione necessaria per invalidare l’attuale momentum discendente.
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