La Bank of Canada ha mantenuto mercoledì il tasso overnight al 2,25%, in linea con le attese, segnalando però una maggiore cautela mentre aumentavano i rischi inflazionistici e la ripresa diventava più difficile da interpretare. La banca ha indicato una domanda di lavoro fiacca, un persistente eccesso di offerta e l’incertezza sul rimbalzo, con i nuovi dazi statunitensi e la minaccia di ulteriori misure commerciali che pesano sulle prospettive di crescita. Il conflitto in Medio Oriente è stato citato come fattore che potrebbe mantenere i prezzi dell’energia elevati più a lungo.
Il governatore Tiff Macklem ha detto che l’inflazione è troppo alta e ha descritto l’aumento come concentrato su benzina e petrolio, con i decisori focalizzati su quanto a lungo i prezzi dell’energia resteranno alti e fino a che punto potranno salire. La BoC ha affermato che la sua tolleranza verso un’inflazione più elevata è limitata e che resta pronta ad adeguare la politica monetaria se i rischi cambiano, mentre Macklem ha osservato che potrebbero essere necessari molteplici rialzi dei tassi se l’inflazione dovesse ampliarsi. I funzionari hanno anche affrontato la svendita sul mercato obbligazionario, affermando che i rendimenti globali più alti si stanno trasmettendo al Canada e inquadrando il movimento come una riprezzatura del rischio più che come un evento di liquidità o di stabilità finanziaria.
Strategie su derivati in un contesto di svolte restrittive
Con la Bank of Canada che mantiene il tasso overnight al 2,25% ma avverte di possibili rialzi, riteniamo che i trader di derivati dovrebbero spostarsi immediatamente verso coperture contro una maggiore volatilità al rialzo dei tassi. Il cambio di tono del governatore Tiff Macklem suggerisce che l’era dei tagli dei tassi è in pausa mentre aumentano i rischi inflazionistici. Raccomandiamo di concentrarsi sui futures sul Canadian Overnight Repo Rate Average (CORRA) per posizionarsi su un orientamento monetario più aggressivo nell’ultimo trimestre dell’anno.
I prezzi dell’energia restano il principale catalizzatore di questa svolta restrittiva, con il greggio West Texas Intermediate che tratta ostinatamente su livelli elevati, vicino a 75 dollari al barile, a causa delle persistenti tensioni in Medio Oriente. Storicamente, shock energetici prolungati hanno costretto la mano della banca centrale, come nel balzo inflazionistico del 2022 quando l’IPC canadese raggiunse un massimo pluridecennale dell’8,1%. Per sfruttare questo rischio, dovremmo valutare l’acquisto di opzioni call out-of-the-money su commodity energetiche, abbinato a posizioni corte sui bankers’ acceptance canadesi.
Dinamiche del mercato obbligazionario e opportunità sulla volatilità
La svendita globale dei bond ha già spinto il rendimento del titolo di Stato canadese decennale verso il 3,2%, riflettendo una riprezzatura generalizzata del rischio più che una crisi di liquidità. Poiché i decisori non considerano questa impennata dei rendimenti un’emergenza, ci aspettiamo che i rendimenti restino elevati o possano salire ulteriormente nelle prossime settimane. Consigliamo ai team di trading di impiegare strategie di bear steepener, utilizzando opzioni su bond per trarre beneficio dall’ampliamento del divario tra rendimenti a breve e a lungo termine.
Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione canadese si è mantenuto intorno al 6,4%, segnalando un mercato del lavoro morbido che coesiste con queste minacce inflazionistiche. Poiché la minaccia di nuovi dazi commerciali USA complica le prospettive di crescita, dobbiamo prepararci a un contesto irregolare in cui le cattive notizie macro non garantiscono più tagli dei tassi. Di conseguenza, suggeriamo l’uso di straddle sui tassi d’interesse per intercettare profitti da ampie e volatili oscillazioni dei prezzi indipendentemente dalla direzione del movimento di mercato.
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