Il Dow Jones Industrial Average ha scambiato in area 53.000, circa 250 punti sopra i livelli iniziali dopo un’apertura poco sopra 52.750, con una discesa sotto la EMA a 50 giorni in rialzo attorno a 52.700 e successivo recupero; il movimento, dopo tre sedute negative, equivale a circa lo 0,5%. L’andamento dei prezzi ha seguito il mercato obbligazionario: il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,818%, livello che non si vedeva da novembre 2023, mentre il trentennale si è mantenuto sopra il 5,28% e il biennale vicino al 4,40%. I titoli di Stato europei erano in calo (rendimenti in aumento) nella giornata e il decennale giapponese è rimasto su massimi pluridecennali, con le azioni che hanno cambiato direzione quando la parte lunga della curva ha smesso di salire. Le attese sui Fed funds si sono spostate, portando la probabilità di un rialzo a settembre vicino al 66% rispetto a circa il 40% di una settimana fa.
Petrolio e dati macro sono rimasti al centro dell’attenzione. Il WTI ha scambiato sopra 90,00 dollari e il Brent sopra 94,50 dollari, con il Brent circa 20 dollari più alto rispetto a prima dell’inizio della guerra il 28 febbraio; attacchi USA hanno colpito obiettivi dei Pasdaran (IRGC) vicino a Bandar Abbas e lungo la costa meridionale iraniana dopo che due petroliere sono state colpite nello Stretto di Hormuz. Una stima governativa indicava oltre 17 milioni di barili transitati nello stretto lunedì, contro livelli pre-guerra vicini a 20 milioni di barili al giorno, mentre dati di tracciamento hanno registrato cinque navi di materie prime rispetto a una media a 10 giorni intorno a 14; lo stesso tracker ha poi rivisto i flussi di greggio a circa 8,6 milioni di barili al giorno. Sul fronte del lavoro, le buste paga del settore privato sono aumentate di 38 mila unità in agosto contro 47 mila attese e 46 mila precedenti. In agenda, il Beige Book è atteso alle 18:00 GMT, con interventi di membri della Fed alle 12:30 e 19:00 GMT di giovedì; l’ISM servizi è visto a 54,3 contro 54,1, con prezzi pagati a 70,3 e occupazione a 47,4. Il PMI composito è atteso alle 13:45 GMT a 56, le richieste di sussidi di disoccupazione sono viste a 205 mila contro 203 mila, e venerdì i payrolls sono previsti a 58 mila dopo una contrazione di 23 mila, disoccupazione al 4,1%, salari a 0,3% m/m contro 0,1% e 3% a/a contro 3,2%. Sul piano tecnico, le resistenze erano indicate sopra 53.200 e poi 53.500, quindi 53.800, 54.000 e il record poco sotto 54.750, circa il 3% più in alto; i supporti erano a 53.000, poi la EMA a 50 giorni in area 52.700 e 52.500, con la EMA a 200 giorni vicino a 50.000. Lo Stoch RSI era vicino a 34 e una chiusura sotto 52.700 è stata segnalata come possibile apertura verso 52.000.
Strategie su azioni e mercato obbligazionario
Dobbiamo monitorare da vicino il Dow Jones mentre oscilla in prossimità di 53.000, utilizzando opzioni per coprirci da un possibile scivolone sotto la cruciale EMA a 50 giorni a 52.700. Se l’indice chiude sotto 52.700, il trend rialzista è finito e dovremmo ruotare verso l’acquisto di put con target 52.000. Storicamente, una chiusura giornaliera sotto questa media mobile chiave innesca forti vendite automatizzate, analoghe ai principali pullback azionari osservati nei precedenti cicli di tassi elevati.
Poiché questo rimbalzo azionario è interamente guidato dal mercato obbligazionario, dobbiamo seguire attentamente il rendimento del Treasury decennale, recentemente balzato al 4,818%. Con i trader che ora prezzano una probabilità del 66% di un rialzo alla riunione del 16 settembre, in aumento dal 40% della scorsa settimana, i derivati sensibili ai tassi affrontano un rischio elevato. Raccomandiamo strategie sulla volatilità su ETF obbligazionari, dato che rendimenti di lungo termine come il trentennale sopra il 5,28% indicano che i timori d’inflazione sono tutt’altro che rientrati.
Materie prime, dati macro e tattiche sui derivati
Dovremmo restare molto scettici rispetto alle affermazioni secondo cui il petrolio starebbe raggiungendo un picco, soprattutto con il Brent sopra 94,50 dollari e il WTI oltre 90,00 dollari. I dati di spedizione in tempo reale mostrano che i flussi effettivi attraverso lo Stretto di Hormuz sono più vicini a 8,6 milioni di barili al giorno, circa la metà delle stime ufficiali governative. Per coprirci da questa stretta dell’offerta potenzialmente sottostimata, possiamo acquistare call su azioni del settore energia e su futures del greggio per beneficiare di eventuali improvvisi spike dei prezzi.
Con le buste paga private di agosto risultate deboli a 38.000, la dinamica tradizionale per cui cattive notizie economiche sostengono le azioni si è interrotta. Consigliamo straddle di breve periodo sui principali indici in vista dell’ISM servizi di giovedì e dei dati sui salari orari di venerdì. Queste pubblicazioni mostreranno se l’inflazione sta penetrando più a fondo nei servizi, rappresentando il test decisivo per le nostre posizioni in derivati in vista della decisione della Fed.
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