Il dollaro USA ha continuato a rafforzarsi, mentre l’allargamento degli spread dei rendimenti a due anni tra Stati Uniti e G6 e i recenti dati sull’attività, insieme a un mercato del lavoro solido, hanno mantenuto al centro dell’attenzione le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. La narrazione è però mitigata dalla prospettiva di un inasprimento monetario anche altrove, che riduce la divergenza tra le politiche monetarie e limita il potenziale della valuta di spingersi verso nuovi massimi ciclici.
Dati economici USA e sviluppi del mercato del lavoro
Sul fronte dei dati USA, l’indice principale manifatturiero di agosto è sceso a 54,6 rispetto a un consenso di 55,2 e a 55,6 in luglio, mentre l’indice “Prices Paid” è rimasto a 71,1 contro attese a 70,8 per il secondo mese consecutivo. La rilevazione JOLTS di luglio ha mostrato un tasso di assunzioni in calo di 0,2 punti percentuali al 3,2%, il livello più basso da febbraio, e un tasso di licenziamenti in diminuzione di 0,1 punti percentuali all’1,0%, all’interno del range 1,0–1,2% osservato negli ultimi due anni. Guardando avanti, le buste paga del settore privato ADP di agosto sono attese a +47mila rispetto a +44mila, mentre il Beige Book della Fed è previsto alle 13:15 ora di Londra (08:15 New York) e alle 19:00 ora di Londra (14:00 New York).
Mercati obbligazionari globali e dinamiche dei rendimenti
Le vendite sui bond globali hanno accelerato con il rafforzamento del greggio, anche se i rendimenti dei titoli di Stato decennali nella maggior parte dei principali mercati restano al di sotto della crescita nominale del PIL, con Regno Unito e Giappone indicati come eccezioni.
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