La Bank of Canada dovrebbe mantenere il tasso di riferimento al 2,25% mercoledì, segnando la settima decisione consecutiva senza variazioni dopo la pausa confermata anche a luglio. La banca ha avvertito che rialzi persistenti del prezzo del petrolio potrebbero imporre aumenti consecutivi dei tassi, anche se non è questo lo scenario centrale. La decisione sarà pubblicata alle 13:45 GMT, seguita dalla conferenza stampa del governatore Tiff Macklem alle 14:30 GMT, mentre i mercati prezzano poco più di 2 punti base di restrizione entro fine 2026.
Nelle ultime proiezioni, la BoC ha tagliato la stima di crescita 2026 allo 0,7% dall’1,2%, pur alzando la crescita del PIL annualizzata per il Q2 al 2,5% rispetto all’1,5% previsto ad aprile, prima di rallentare all’1,5% nel Q3; la crescita è poi vista all’1,8% sia nel 2027 sia nel 2028 con un output gap ancora presente. Le stime sull’inflazione sono state riviste al rialzo al 2,5% nel 2026 dal 2,3%, quindi al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. I dati di luglio hanno mostrato il CPI headline al 3,0% a/a contro 2,8%, il core al 2,3% e gli indici CPI-Common, Trimmed e Median al 2,7%, 1,9% e 2,0%. I livelli tecnici citati includono le SMA di USD/CAD a 1,3915, 1,4040 e in area 1,3840, con 1,4080, 1,4129 e 1,4248 sopra, mentre 1,3731 e 1,3549 si collocano sotto; l’RSI è vicino a 47 e l’ADX intorno a 29.
Decisione della Bank of Canada e strategie operative immediate
Oggi, è altamente probabile che la Bank of Canada lasci i tassi invariati al 2,25%, il che implica prepararsi a volatilità di breve periodo sul Dollaro canadese. Raccomandiamo ai trader su derivati di concentrarsi su straddle di opzioni a breve scadenza per catturare eventuali movimenti improvvisi dopo la conferenza stampa del governatore Macklem. Storicamente, il range giornaliero di USD/CAD si amplia in media di 70-80 pip nei giorni di annuncio della BoC, rendendo le strategie di breakout particolarmente praticabili.
Occorre monitorare da vicino i confini tecnici immediati, in particolare la media mobile a 100 giorni a 1,3915 e il supporto chiave della 200 giorni a 1,3840. Se la banca adotterà un tono più hawkish alla luce del balzo del CPI al 3,0% di luglio, ci aspettiamo che USD/CAD testi l’area di supporto inferiore in zona 1,3731. Viceversa, un’enfasi sul downgrade della previsione di crescita 2026 allo 0,7% potrebbe spingere il cross oltre 1,4040, aprendo spazio ad acquisti di call con obiettivo 1,4129.
Strategie di copertura tra rischi petrolio e prospettive di volatilità
Poiché la banca ha indicato il petrolio come un rilevante rischio inflattivo, è opportuno coprire le posizioni valutarie tramite derivati energetici. Con i prezzi globali del greggio soggetti a frequenti oscillazioni legate all’offerta, qualsiasi rialzo sostenuto delle commodity rafforzerebbe direttamente il Loonie. Suggeriamo l’uso di futures denominati in CAD o di opzioni knock-out per proteggersi da improvvise inversioni del cambio guidate dall’energia.
Nelle prossime settimane, ci attendiamo un range di negoziazione relativamente stretto, mentre il mercato assorbe la decisione di oggi e attende i prossimi dati sull’occupazione. La volatilità implicita sulle opzioni USD/CAD a un mese si aggira attualmente intorno a un stabile 6,2%, indicando premi relativamente convenienti per i compratori. Valutiamo di accumulare put di più lungo periodo se USD/CAD dovesse risalire verso il “tetto” di 1,4248, puntando su un successivo ritorno verso la media.
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