L’inflazione preliminare dell’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IAPC/HICP) dell’Eurozona per agosto si è attestata al 3,3% su base annua, in linea con le attese e in aumento rispetto al 2,9% precedente. Su base mensile, è cresciuta dello 0,4%, accelerando dallo 0,2% della rilevazione precedente.
L’IAPC core, che esclude alimentari, energia, alcol e tabacchi, è sceso al 2,4% su base annua dal 2,5% ed è risultato inferiore alle previsioni. Su base mensile, i prezzi core sono aumentati dello 0,2% dopo la stabilità di luglio. Sui mercati, al momento della rilevazione l’EUR/USD era in calo dello 0,2% intorno a 1,1595.
Implicazioni per la politica monetaria dell’Eurozona e per i mercati FX
Suggeriamo ai trader in derivati di prepararsi a una maggiore volatilità sulle coppie denominate in euro, poiché la divergenza tra l’accelerazione dell’inflazione headline e il raffreddamento dell’inflazione core complica la prossima mossa della Banca Centrale Europea (BCE). Sebbene l’inflazione complessiva sia salita al 3,3%, il calo dell’HICP core al 2,4% segnala che le pressioni sottostanti sui prezzi si stanno in realtà attenuando. Questo quadro contrastato continua a pesare sull’euro, con l’EUR/USD in discesa verso area 1,1595 nonostante la pubblicazione del dato.
Per sfruttare questa dinamica, raccomandiamo di concentrarsi su opzioni put EUR/USD a breve-medio termine per coprirsi da ulteriori pressioni ribassiste sulla valuta unica. Storicamente, quando l’inflazione core cala mentre l’headline aumenta per effetto di componenti volatili come l’energia, le banche centrali tendono a dare maggiore peso al raffreddamento del core, aprendo la strada a ulteriori tagli dei tassi. Con la Federal Reserve statunitense che mantiene i tassi di riferimento invariati per contrastare segnali economici ancora persistenti, questo differenziale di politica monetaria dovrebbe continuare a spingere l’euro al ribasso contro il dollaro USA.
Opportunità nei derivati su tassi e sugli indici azionari
Nei mercati dei derivati sui tassi, riteniamo opportuno posizionarsi per un calo dei rendimenti impliciti nei futures Euribor. Con l’inflazione core al 2,4%—più vicina al target ufficiale del 2,0% della BCE—gli investitori potrebbero prezzare una probabilità più elevata di un taglio dei tassi nelle prossime settimane. Questa dinamica richiama i cicli storici di allentamento, in cui la discesa dell’inflazione core ha rappresentato un segnale chiave per la banca centrale per ridurre il costo del denaro.
Per i trader alla ricerca di impostazioni non direzionali, vediamo una forte opportunità nell’acquisto di straddle sulle opzioni dell’indice Euro Stoxx 50. L’incertezza legata al rialzo dei prezzi dell’energia, che ha spinto l’inflazione headline al 3,3%, unita al rallentamento della domanda dei consumatori, potrebbe innescare oscillazioni marcate sui titoli europei. Implementare ora queste strategie sulla volatilità consente di beneficiare di movimenti improvvisi del mercato, indipendentemente dalla direzione finale.
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