L’oro (XAU/USD) ha ceduto nella sessione asiatica di martedì dopo non essere riuscito a consolidare il rimbalzo dai livelli sotto 4.400 dollari, indicati come un minimo di una settimana e mezza. Le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, a Jackson Hole hanno riacceso le aspettative di una politica più restrittiva, mettendo sotto pressione il metallo privo di rendimento mentre il Dollaro USA (USD) recuperava terreno. Anche i prezzi dell’energia sono saliti con l’escalation delle tensioni USA-Iran, rafforzando i timori inflazionistici, e il FedWatch Tool del CME Group mostra che i mercati prezzano circa il 65% di probabilità di un rialzo dei tassi alla riunione del 15-16 settembre. I trader monitorano inoltre i dati USA, con l’ISM Manufacturing PMI e le JOLTS Job Openings attesi più tardi martedì, prima del rapporto sui Nonfarm Payrolls (NFP) di venerdì.
La geopolitica è rimasta al centro dell’attenzione dopo che domenica le forze USA hanno colpito due lanciarazzi sull’isola iraniana di Larak nello Stretto di Hormuz, il primo attacco statunitense dalla fine di luglio. L’Iran ha risposto con un attacco a basi aeree americane in Giordania e lunedì ha dichiarato di aver colpito con droni la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti, mentre il presidente Donald Trump ha avvertito che ulteriori azioni erano possibili. Sul piano tecnico, la coppia resta sotto la media mobile semplice (SMA) a 100 periodi, con MACD sotto lo zero e RSI a 34,80. Le resistenze si collocano in area 4.481 e 4.532 dollari, con 4.697 dollari più in alto, mentre i supporti sono visti a 4.430, 4.348, 4.266, poi 4.149 e 3.999 dollari.
Posizionamento sui derivati e strategia di trading
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per ulteriori ribassi dell’oro (XAU/USD) nelle prossime settimane, poiché i timori di una politica monetaria più “hawkish” pesano sul metallo. Con il FedWatch Tool del CME che indica una probabilità del 65% di un rialzo dei tassi alla riunione del 15-16 settembre, l’acquisto di opzioni put a breve scadenza appare particolarmente interessante. Storicamente, i prezzi dell’oro sono scesi di oltre il 20% durante il ciclo aggressivo di rialzi Fed del 2022, a dimostrazione di quanto l’asset sia sensibile all’aumento del costo del denaro.
Per coprirsi da improvvisi scossoni di mercato, conviene anche valutare posizioni long su derivati legati a Dollaro USA e petrolio. Le escalation geopolitiche nello Stretto di Hormuz in genere innescano rialzi dei prezzi energetici, che storicamente possono far salire il greggio del 5%-10% in pochi giorni. Questo contesto rafforza il biglietto verde, aumentando ulteriormente la pressione sull’oro e rendendo le call sull’USD una difesa efficace.
Livelli tecnici chiave e gestione del rischio
Va monitorato il supporto immediato a 4.430 dollari, che corrisponde al ritracciamento di Fibonacci del 38,2%. Se l’oro rompe con decisione al di sotto di questo livello, i trader dovrebbero prepararsi a una rapida discesa verso i target di 4.348 e 4.266 dollari. Tuttavia, poiché l’Indice di forza relativa (RSI) è vicino all’ipervenduto a 34,80, è opportuno evitare di inseguire il mercato al ribasso troppo rapidamente e attendere piccoli rimbalzi per entrare in posizioni short.
È necessario mantenere cautela questa settimana ed evitare posizioni eccessive in vista delle imminenti pubblicazioni macro USA, inclusi l’ISM Manufacturing PMI e il report sui Nonfarm Payrolls. I dati storici mostrano che i rapporti sull’occupazione del venerdì innescano regolarmente oscillazioni dell’oro dell’1,5%-2% in pochi minuti, facilmente in grado di far scattare stop-loss stretti. I trader di derivati dovrebbero utilizzare stop ampi o spread opzionali strutturati per navigare questa finestra di elevata volatilità.
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