AUD/USD è rimasto sostanzialmente invariato lunedì, attestandosi intorno a 0,7165–0,7166, mentre un balzo del prezzo del petrolio legato al conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury USA senza però tradursi in un più ampio sostegno al dollaro statunitense. Il greggio è salito dopo lo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran e dopo che il presidente Trump ha dichiarato che gli USA avrebbero reagito, mentre il calendario macro USA della seduta è stato scarno, limitato all’indagine manifatturiera della Fed di Dallas, risultata sopra le attese in agosto. L’attenzione si sposta ora su una settimana ricca di dati statunitensi, con il pricing di mercato ancora sensibile a un’impronta più “hawkish” nella comunicazione della Federal Reserve.
In Australia, le prossime pubblicazioni includono il PMI manifatturiero S&P Global di agosto dopo il precedente 52,0, insieme ai Permessi di Costruzione di luglio e al PIL atteso per il 2 settembre. L’inflazione resta sotto osservazione dopo che il CPI “trimmed mean” è uscito al 3,6% a/a il 26 agosto, e gli ultimi verbali della RBA hanno mostrato che i membri hanno discusso un rialzo di 25 pb rispetto al mantenimento dei tassi, segnalando al contempo rischi al rialzo per l’inflazione. Sul piano tecnico, lo spot rimane sopra il cluster di medie mobili a 0,7016, con supporti tracciati da 0,6673–0,6897; la resistenza è indicata in area 0,7198 e su una linea di trend di lungo periodo da circa 0,8015, mentre l’RSI si colloca nella parte bassa dei 60.
Strategie di trading su derivati in vista dei prossimi eventi
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sul cambio AUD/USD nelle prossime settimane, mentre tensioni geopolitiche e dati macroeconomici chiave si intrecciano. Con AUD/USD attualmente stabile intorno a 0,7165, la nostra attenzione immediata è rivolta alla pubblicazione del PIL australiano di domani, 2 settembre. Storicamente, sorprese inattese sulla crescita economica australiana hanno innescato movimenti bruschi di 50–80 pip sull’Aussie nel giro di pochi minuti dall’annuncio.
Raccomandiamo di utilizzare contratti di opzione per coprirsi da oscillazioni improvvise alimentate dall’elevata volatilità del mercato energetico. I recenti conflitti in Medio Oriente hanno spinto al rialzo il Brent, che a sua volta sostiene i rendimenti del Treasury decennale USA verso area 4,3%. Attraverso strategie di straddle su opzioni, possiamo beneficiare di rapidi movimenti di mercato indipendentemente dalla direzione in cui il cross dovesse rompere.
Monitoraggio di inflazione, politica monetaria e livelli tecnici chiave
Dobbiamo inoltre monitorare con attenzione le prospettive sui tassi, soprattutto con l’inflazione core australiana ancora “appiccicosa” al 3,6%. L’impostazione hawkish della Reserve Bank of Australia, combinata con una politica monetaria USA restrittiva, fa sì che gli swap sui tassi stiano prezzando uno scenario di “higher for longer”. Qualsiasi sorpresa hawkish nei prossimi dati macro USA potrebbe rafforzare rapidamente il biglietto verde e mettere sotto pressione le nostre posizioni su AUD/USD.
Da un punto di vista tecnico, dovremmo seguire l’RSI a 14 periodi, che si muove in area costruttiva nella parte bassa dei 60. Se la coppia dovesse rompere sopra la resistenza chiave a 0,7198, potremmo valutare l’apertura di posizioni long per intercettare un allungo verso la principale linea di tendenza discendente. Tuttavia, sarebbe opportuno inserire stop-loss protettivi appena sotto il solido livello di supporto a 0,7016 per limitare i rischi al ribasso.
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