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Il Dow chiude in calo per le tensioni in Medio Oriente, mentre il petrolio sale e le probabilità di un rialzo dei tassi aumentano al 60%

by VT Markets
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Sep 1, 2026

Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso poco sotto quota 53.300, in calo di circa 250 punti o dello 0,5%, dopo che le forze statunitensi hanno colpito due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak e Teheran ha risposto con attacchi missilistici e con droni contro basi in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. L’indice ha aperto appena sotto 53.500, ha scambiato brevemente di poco sopra quel livello, quindi è sceso nell’area 53.100 prima di recuperare circa 150 punti in chiusura. Il petrolio è salito, con il WTI in rialzo di oltre il 2% e il Brent stabile sopra 90,00 dollari, lasciando Chevron (CVX) tra i pochi titoli in positivo, mentre Goldman Sachs (GS) e Alphabet (GOOGL) hanno pesato. Il movimento ha nuovamente messo in evidenza le dinamiche di un benchmark “price-weighted”, con una componente energetica contrapposta a circa un quarto del peso complessivo attribuibile ai finanziari.

Agosto ha comunque chiuso in rialzo dell’1,4%, estendendo a cinque mesi consecutivi la serie di progressi, anche se l’indice è arretrato dal record vicino a 54.750 del 5 agosto dopo aver iniziato il mese poco sopra 52.500; il rialzo in tre sedute è stato superiore al 4%. La chiusura di lunedì era circa il 2,7% sotto quel massimo e circa 550 punti sopra l’EMA a 50 giorni in area 52.700, mentre i rendimenti dei Treasury sono rimasti elevati, con il decennale vicino al 4,73% e il trentennale sopra il 5,20%, a ridosso di un massimo a 19 anni segnato all’inizio di agosto. I futures sui Fed funds prezzavano circa il 60% di probabilità di un rialzo di un quarto di punto il 16 settembre, in aumento da circa il 35% prima di venerdì, con catalizzatori in arrivo tra cui l’ISM manifatturiero alle 14:00 GMT, i prezzi pagati nei servizi, i dati sulle buste paga del settore privato, il Beige Book e il report sull’occupazione alle 12:30 GMT; il consenso è vicino a +60 mila dopo la contrazione di 23 mila di luglio, con il CPI atteso l’11 settembre. I livelli chiave citati erano resistenza leggermente sopra 53.500, poi 53.800 e 54.750, e supporto in area 53.100, 53.000, 52.800 e 52.700; lo Stoch RSI era vicino a 35, con bias ribassista sotto 53.500 e invalidazione su chiusura giornaliera sopra 53.800.

Stagionalità del Dow Jones e outlook tattico

Con l’ingresso in settembre, storicamente il mese peggiore per il Dow Jones con un calo medio dell’1,5% dal 1950, dobbiamo prepararci a una prosecuzione della pressione ribassista. Con l’indice in flessione dal picco di agosto in area 54.750 fino al livello di 53.300, i trader su derivati dovrebbero concentrarsi sull’acquisto di opzioni put a breve scadenza. Raccomandiamo di mantenere un’impostazione ribassista finché la resistenza a 53.500 limiterà i rialzi, puntando a un movimento verso il basso in direzione dell’EMA a 50 giorni in salita vicino a 52.700.

La principale forza che trascina il mercato al ribasso è la rapida riprezzazione dei tassi, con i rendimenti dei Treasury decennali intorno al 4,73% e quelli trentennali oltre il 5,20%. I futures sui Fed funds ora incorporano una probabilità del 60% di un rialzo dei tassi il 16 settembre, in netto aumento dal 35% della scorsa settimana. Questo cambiamento può essere tradato utilizzando spread verticali ribassisti sui finanziari sensibili ai tassi, che subiscono una forte pressione per effetto dell’impennata del tasso di sconto.

Energia, inflazione e strategie sulla volatilità

Con il Brent stabile sopra i 90 dollari al barile, i timori di inflazione alimentati dall’energia complicano le prospettive di mercato. Storicamente, prezzi del petrolio sostenuti sopra i 90 dollari comprimono i margini di profitto dei settori non energetici e spingono al rialzo il CBOE Volatility Index (VIX). I trader su derivati dovrebbero valutare posizioni long in opzioni call su titoli energetici come Chevron per coprirsi dal rischio di ulteriori ribassi sull’azionario.

I prossimi giorni portano dati macro ad alto impatto, inclusi gli indici ISM e il report sulle buste paga di venerdì, atteso in moderato aumento di 60.000 occupati. Poiché un dato occupazionale debole potrebbe improvvisamente togliere dal tavolo un rialzo dei tassi, dovremmo utilizzare straddle long per catturare l’espansione del premio derivante dalla volatilità. Il test definitivo per questa strategia arriverà con il cruciale report CPI sull’inflazione dell’11 settembre.

Suggeriamo di monitorare lo Stochastic RSI giornaliero, attualmente in discesa intorno a 35 e indicativo di un ampio spazio di scivolamento dell’indice prima di entrare in area di ipervenduto. Eventuali brevi rimbalzi di sollievo andrebbero trattati come opportunità di vendita allo scoperto, utilizzando una chiusura giornaliera sopra 53.800 come punto di invalidazione rigoroso. Se il supporto a 53.100 dovesse cedere, ci aspettiamo una rapida discesa verso la principale banda di supporto tra 52.800 e 52.700.

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