Il peso messicano è salito di circa lo 0,20% contro il dollaro USA lunedì, con l’USD/MXN a 16,99 dopo aver toccato 17,04, anche se il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha sostenuto i prezzi dell’energia e spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury USA sulla speculazione di una politica della Federal Reserve più restrittiva. Il West Texas Intermediate è risalito sopra 85,00 dollari dopo gli attacchi condotti da USA e Iran, mentre il Dollar Index (DXY) è sceso dello 0,25% nonostante un appetito per il rischio più debole, segnalando vendite generalizzate del biglietto verde sui mercati FX.
La scorsa settimana il movimento era opposto: commenti hawkish del presidente della Fed Kevin Warsh hanno contribuito a far salire l’USD/MXN dello 0,38% fino a una chiusura a 17,03 venerdì, e i dati Prime Terminal mostravano i mercati prezzare un rialzo di 25 punti base alla riunione del 16 settembre, con probabilità intorno al 65%. L’attenzione ora si sposta sugli indici PMI ISM manifatturiero e dei servizi negli USA e sui Nonfarm Payrolls di agosto, mentre il calendario del Messico include la fiducia dei consumatori di agosto giovedì e i colloqui in corso sullo USMCA. Sul piano tecnico, lo spot a 16,9994 resta sotto una linea di tendenza ribassista a 17,0838 e sotto il cluster delle SMA a 50, 100 e 200 giorni intorno a 17,3004, con RSI a 38,8; le resistenze si collocano in area 17,08, poi 17,30 e 18,12.
Strategia di trading per l’attuale momentum ribassista
Dovremmo sfruttare l’attuale momentum ribassista della coppia USD/MXN, che scambia in area 16,99 e resta frenata sotto le principali medie mobili intorno a 17,30. Considerato che il Relative Strength Index (RSI) è a un livello ribassista ma non in ipervenduto (38,8), raccomandiamo ai trader su derivati di concentrarsi sull’acquisto di opzioni put USD/MXN di breve scadenza. Questa strategia consente di beneficiare della discesa graduale verso i minimi plurimensili senza esporsi a un rischio illimitato nel caso in cui il mercato invertisse improvvisamente.
Con una probabilità del 65% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve il 16 settembre, dobbiamo prepararci a improvvise impennate dei rendimenti dei Treasury USA, recentemente risaliti sopra il 4,2% per i timori sull’inflazione. Tuttavia, poiché il greggio West Texas Intermediate (WTI) è balzato oltre la soglia di 85,00 dollari, lo status del Messico come grande esportatore di petrolio rappresenta un solido cuscinetto per il peso. Possiamo compensare il costo delle put vendendo opzioni call out-of-the-money in area 17,08, in prossimità della linea di resistenza, sfruttando l’elevato carry trade sostenuto dai tassi a doppia cifra di Banxico.
Gestione del rischio in vista degli eventi chiave
Dobbiamo inoltre mantenere un approccio estremamente prudente in vista delle cruciali revisioni commerciali dello USMCA e della prossima pubblicazione dei dati sulla fiducia dei consumatori messicana. Le negoziazioni commerciali storicamente hanno mostrato che l’attrito politico può facilmente innescare oscillazioni giornaliere del 2%-3% sul peso, soprattutto alla luce della riluttanza degli Stati Uniti a estendere facilmente l’accordo. Per gestire questi eventi in arrivo nelle prossime settimane, suggeriamo di limitare le posizioni a opzioni a breve scadenza, in scadenza subito dopo la riunione della Fed di metà settembre.
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