Il dollaro USA si è stabilizzato dopo il balzo a Jackson Hole innescato da commenti aggressivi del presidente della Fed Warsh, mentre l’attenzione si sposta sul rapporto sui nonfarm payrolls atteso a fine di questa settimana e di nuovo a fine della prossima. Le prime letture dell’inflazione (CPI) da Spagna, Francia e Germania hanno rafforzato le attese di un rialzo della BCE, mentre un intervento congiunto e dati giapponesi solidi mantengono in gioco la prospettiva di una mossa della BoJ il 18 settembre. La rinnovata escalation delle ostilità in Medio Oriente ha spinto il petrolio in rialzo di circa 3 dollari al barile, e l’Office of Strategic Capital del Dipartimento della Difesa USA ha delineato una struttura “penny-warrant” per acquisire una quota passiva di circa il 35% in North American Blue Energy Partners, insieme a diritti per acquistare al costo il 20% della produzione venezuelana, legati a riserve dichiarate pari a 65 mln di barili.
Sul mercato FX, l’euro ha sondato 1,1605-1,1610 dollari con quasi 2,2 mld di euro di opzioni a 1,1600 in scadenza; USD/JPY ha superato brevemente 160, con 780 mln di dollari in scadenza a 159,65 yen, mentre la sterlina ha scambiato tra 1,3530-1,3555 e USD/CAD ha testato 1,3910 dollari canadesi. L’AUD ha tenuto 0,7155-0,7170 dollari dopo essere sceso da sopra 0,7200; USD/MXN è salito a 17,0645 e il CNH ha toccato 6,7320 dopo che la PBoC ha fissato il fixing a 6,7828 yuan contro 6,7811. Sui tassi, il decennale USA era vicino al 4,71% e il trentennale intorno al 5,21%, mentre l’oro è sceso da poco sotto 4.700 dollari a circa 4.445 e il WTI è salito verso 86,65. Tra i dati su inflazione e attività: CPI Spagna +0,8% m/m e +4,6% a/a, CPI Francia 2,7% (da 2,4%), indicatore d’inflazione Australia al 4,8% (da 4,0%) con credito +0,6%, vendite al dettaglio Giappone +2,4% m/m a luglio dopo -3,9%, spesa delle famiglie -3,3% a/a a giugno, PMI Cina a 49,8, 49,0 e 49,5.
Segnali della Fed, shock energetici e volatilità del USD
Riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a una volatilità più elevata sulle coppie in USD mentre il mercato assimila il segnale restrittivo del presidente della Fed Warsh da Jackson Hole. Sebbene i futures sui tassi prezzino un rialzo a settembre, lo storico della Fed mostra che raramente agisce senza un chiaro consenso fornito dai prossimi nonfarm payrolls. Suggeriamo di utilizzare strategie su opzioni a breve termine per coprirsi dal rischio di una possibile pausa, soprattutto con i rendimenti dei Treasury a due anni che oscillano vicino ai massimi degli ultimi mesi.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno rapidamente spinto il WTI in aumento di 3 dollari al barile, minacciando di riaccendere le pressioni inflazionistiche globali. Consigliamo ai trader di monitorare l’operazione azionaria non convenzionale del governo USA nel settore petrolifero venezuelano, che punta a 65 milioni di barili di riserve “at cost”. Considerato che il Venezuela detiene le maggiori riserve provate di petrolio al mondo, oltre 300 miliardi di barili, questa mossa strategica potrebbe modificare in modo significativo la formazione dei prezzi dei derivati energetici nel lungo periodo.
Valute, metalli preziosi e strategia di rischio
Manteniamo una view ribassista sull’euro, con indicatori di momentum in deterioramento e un obiettivo tecnico verso l’area di 1,1530 dollari. Nonostante l’accelerazione dell’inflazione in Spagna e Francia spinga la BCE verso un rialzo a settembre, le maxi scadenze odierne di opzioni sullo strike 1,1600 stanno temporaneamente “ancorando” il prezzo spot. I trader dovrebbero valutare l’apertura di posizioni short sull’euro su piccoli rimbalzi, usando la resistenza a 1,1610 come stop-loss stretto.
Lo scivolamento dello yen oltre quota 160 per dollaro ha messo i trader in massima allerta per un nuovo round di interventi diretti delle autorità giapponesi. In episodi analoghi di deprezzamento nel 2024, il Ministero delle Finanze ha impiegato un record di 62 miliardi di dollari per difendere esattamente questa soglia psicologica. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call sullo yen a breve scadenza per catturare un potenziale rialzo esplosivo qualora la Bank of Japan effettuasse un rialzo a sorpresa il 18 settembre.
Vediamo una vulnerabilità crescente per dollaro canadese e dollaro australiano, soprattutto mentre l’escalation delle tensioni commerciali USA minaccia l’impianto dell’USMCA. Storicamente, dispute commerciali di questa portata hanno spinto il dollaro canadese di nuovo verso l’area di 1,4000 CAD per dollaro, che ha rappresentato una resistenza chiave. Nel frattempo, puntiamo al livello di 0,7100 per l’Aussie, poiché gli indicatori domestici di momentum virano in modo deciso al ribasso.
Prevediamo una correzione più profonda nei metalli preziosi dopo il recente rifiuto dell’oro in area 4.700 dollari. Con l’argento che sta anch’esso formando un’inversione ribassista dopo non essere riuscito a sostenere la rottura sopra 70 dollari, il momentum favorisce chiaramente i venditori. I trader dovrebbero considerare la costruzione di posizioni short sull’oro con target in area 4.300 dollari, poiché l’aumento dei rendimenti obbligazionari globali accresce il costo opportunità di detenere asset privi di rendimento.
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