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Rassegna mensile dei mercati: bilancio di agosto e prospettive per settembre

by VT Markets
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Aug 31, 2026

Riepilogo dei mercati di agosto

Ad agosto l’attenzione dei mercati si è spostata dalle tensioni geopolitiche alla politica monetaria (le scelte delle banche centrali su tassi e liquidità), all’inflazione (l’aumento generale dei prezzi) e alla volatilità del mercato obbligazionario (forti oscillazioni dei prezzi dei bond). Con le tensioni tra Stati Uniti e Iran meno centrali, gli investitori hanno guardato soprattutto al rischio che una crescita economica ancora solida e un’inflazione ostinata possano riportare i tassi d’interesse al rialzo.

Il discorso a Jackson Hole del presidente della Fed Kevin Warsh ha rafforzato questa incertezza. Pur sottolineando la forza dell’economia statunitense, Warsh è rimasto prudente sull’inflazione e ha ribadito l’impegno della Fed verso l’obiettivo del 2% (il livello di inflazione ritenuto compatibile con la stabilità dei prezzi). Intanto, l’aumento dei riacquisti di titoli del Tesoro USA (buyback: il Tesoro compra sul mercato parte dei propri bond) da parte del segretario al Tesoro Scott Bessent ha messo in primo piano il legame tra politica fiscale (tasse e spesa pubblica), mercato del debito e politica monetaria.

Gli utili societari hanno dato ulteriore sostegno. Profitti record negli USA e investimenti continui nell’IA (intelligenza artificiale) hanno aiutato le azioni a reggere nonostante rendimenti obbligazionari più alti, mentre anche oro e Bitcoin hanno registrato un mese positivo.

Temi chiave

  • I rischi sui tassi sono tornati con un’inflazione ancora alta. Dati sull’inflazione più morbidi hanno dato un po’ di sollievo, ma le indicazioni di Warsh a Jackson Hole hanno mantenuto in campo l’ipotesi di ulteriori rialzi della Fed (stretta: aumento dei tassi o riduzione della liquidità). L’inflazione legata ai dazi (tariffe sulle importazioni) e i prezzi energetici elevati hanno aggiunto incertezza.
  • Il mercato dei bond ha mostrato una tensione crescente tra politiche. I riacquisti di Treasury, pensati per influenzare i costi di finanziamento a lungo termine, hanno aumentato l’attenzione su come politica fiscale e scelte della Fed possano spingere le condizioni finanziarie (quanto è facile o costoso ottenere credito) in direzioni diverse.
  • Utili solidi hanno sostenuto la storia di crescita legata all’IA. Profitti record e investimenti in infrastrutture per l’IA hanno supportato le azioni, con la tecnologia come principale elemento di tenuta del mercato.

Il dollaro tra segnali di politica economica contrastanti

Ad agosto il dollaro USA ha risentito di forze opposte: inflazione persistente, aspettative in cambiamento sulla Fed e timori sulla politica fiscale americana hanno guidato il mercato valutario.

Il discorso di Warsh a Jackson Hole ha confermato una Fed prudente. Anche se i dati recenti sull’inflazione sono migliorati, l’inflazione “di fondo” (core: al netto di energia e alimentari, più stabile) resta sopra il 2%. Inoltre, la tenuta dell’economia e del mercato del lavoro lascia aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi nei mesi finali del 2026.

Nel frattempo, i riacquisti di Treasury voluti da Bessent hanno complicato il quadro: il mercato si chiede se politica fiscale e politica monetaria stiano spingendo le condizioni finanziarie in direzioni diverse.

EUR: ha beneficiato a tratti della debolezza del dollaro, anche se le attese di possibili rialzi della BCE (Banca Centrale Europea) hanno limitato la distanza tra le due politiche monetarie (divergenza: differenza di direzione tra banche centrali).

JPY: USDJPY è rimasto volatile, spinto dai rendimenti dei Treasury e dal cambio di aspettative su Fed e BoJ (Bank of Japan, banca centrale giapponese).

Grafico USDJPY a 4 ore: il dollaro sale gradualmente contro lo yen mentre i trader seguono le decisioni di BoJ e Fed

I mercati FX (Foreign Exchange: il mercato delle valute) resteranno sensibili a inflazione, rendimenti obbligazionari e cambiamenti nelle attese su Fed, BCE e BoJ.

Il petrolio regge mentre calano i rischi geopolitici

Ad agosto il mercato del petrolio è stato relativamente più calmo: le tensioni Iran-USA sono passate in secondo piano, anche se il rischio di interruzioni delle forniture energetiche dal Medio Oriente non è scomparso.

Grafico petrolio a 4 ore: ad agosto la volatilità è stata più contenuta

Anche la domanda sarà decisiva. L’attività economica statunitense, ancora solida, sostiene i consumi di energia, mentre segnali di debolezza altrove, Cina inclusa, possono pesare sulle prospettive.

Le preoccupazioni sullo Stretto di Hormuz (snodo strategico per il trasporto di petrolio) hanno continuato a sostenere i prezzi, ma il mercato ha guardato sempre di più a come l’energia possa influenzare l’inflazione globale. Con l’inflazione già sopra gli obiettivi negli USA e in Europa, un ulteriore aumento del greggio potrebbe complicare le scelte delle banche centrali.

La prossima direzione del petrolio dipenderà quindi dall’equilibrio tra rischi geopolitici sull’offerta (possibili tagli o blocchi delle forniture) e domanda mondiale.

Gli utili legati all’IA sostengono le Borse

Le azioni hanno tenuto in agosto nonostante rendimenti obbligazionari più alti e inflazione persistente, grazie a fondamentali aziendali solidi (utili, margini, crescita).

Grafico S&P a 4 ore: fase di consolidamento (movimenti laterali) e tenuta dopo il forte rialzo di inizio agosto

I profitti delle aziende USA hanno toccato livelli record nel secondo trimestre. Warsh ha indicato che gli utili dell’S&P 500 sono aumentati di oltre il 20% nell’ultimo anno. Le società tecnologiche hanno continuato a spendere molto per infrastrutture IA (data center, chip, reti), e gli ultimi risultati di Nvidia hanno confermato una domanda ancora robusta.

Tuttavia, profitti record si accompagnano a una quota storicamente bassa del reddito nazionale destinata ai lavoratori (salari sul totale), e questo solleva dubbi sulla tenuta nel tempo dei consumi.

Per le Borse la domanda chiave è se gli utili e la crescita trainata dall’IA possano continuare a giustificare valutazioni elevate (prezzi alti rispetto agli utili) mentre le condizioni finanziarie restano restrittive (credito più caro). Valutazioni alte nella tecnologia rendono il mercato più sensibile a utili deludenti, dati macro deboli o a un nuovo rialzo dei rendimenti obbligazionari.

L’oro in rally con la domanda sostenuta dai timori fiscali

L’oro è stato tra i migliori ad agosto, con un rialzo di circa il 13% grazie a dollaro più debole, timori sul bilancio pubblico e ritorno degli acquisti sul metallo prezioso.

Grafico oro a 4 ore: forte performance ad agosto, sostenuta da un USD più debole

I riacquisti di Treasury hanno alimentato i timori sui costi di finanziamento futuri degli USA e sul debito pubblico, rafforzando la domanda di beni reali (hard asset: beni che conservano valore nel tempo, come oro) anche con una Fed ancora restrittiva.

Questo rende lo scenario per l’oro più complesso. L’impegno di Warsh verso l’obiettivo d’inflazione al 2% implica che ulteriori rialzi dei tassi restano possibili se l’inflazione rimane alta. Rendimenti dei Treasury più elevati e un dollaro più forte di solito penalizzano gli asset senza cedola (non-yielding: non pagano interessi, come l’oro), aumentando la volatilità.

L’oro entra quindi in settembre tra due forze opposte: da un lato una politica monetaria più dura, dall’altro timori su inflazione, debito pubblico e perdita di potere d’acquisto della moneta nel lungo periodo (svalutazione: la valuta compra meno beni e servizi).

Bitcoin supera le resistenze con la domanda di “beni rifugio” digitali

Il mercato delle criptovalute ha recuperato con forza in agosto, con Bitcoin tornato sopra 80.000 dollari, mentre la propensione al rischio (risk appetite: disponibilità a comprare strumenti più volatili) si è estesa al resto degli asset digitali.

Grafico giornaliero Bitcoin: forte rialzo, rottura della trendline ribassista di lungo periodo e avvicinamento a un’area di resistenza (livello dove spesso le salite si fermano)

Il movimento è rilevante perché è avvenuto mentre cresceva il dibattito su possibili ulteriori rialzi dei tassi Fed. Bitcoin ha iniziato a muoversi più spesso insieme all’oro, dentro una narrativa da “bene reale” (hard asset), sostenuta da timori su debito USA, interventi sul mercato dei Treasury e perdita di valore della moneta nel tempo.

Resta importante anche la domanda istituzionale: gli ETF spot su Bitcoin negli USA (fondi quotati che comprano Bitcoin “reale”, non derivati) hanno registrato afflussi rilevanti a fine mese.

Ora l’attenzione si sposta su quanto il recupero di Bitcoin possa estendersi al resto del mercato crypto. Ethereum, Solana e altre principali criptovalute hanno già mostrato nuovo slancio (momentum: forza del movimento dei prezzi), segnale che parte dei capitali si sta spostando verso strumenti più rischiosi.


Primi segnali per settembre

Settembre si apre con una domanda centrale: crescita economica e utili aziendali resteranno abbastanza solidi da reggere un’altra fase di tassi più alti?

I dati sull’inflazione possono indirizzare i tassi.

Inflazione, dati sul lavoro e rendimenti obbligazionari resteranno al centro delle attese sulle banche centrali. Una nuova pressione sui prezzi potrebbe rafforzare le aspettative di ulteriori rialzi di Fed o BCE, spingendo i rendimenti e rendendo più difficile lo scenario per gli asset sensibili ai tassi (strumenti che soffrono quando i tassi salgono, come titoli growth e obbligazioni di lunga durata).


Nuove pressioni inflazionistiche, anche da petrolio più caro, possono rafforzare le attese di ulteriori strette. Al contrario, inflazione più bassa o greggio meno caro possono ridurre la pressione sui rendimenti e sugli asset più sensibili ai tassi.

Mercati solidi, ma con aspettative più alte.

Azioni, oro e Bitcoin entrano in settembre su livelli relativamente solidi nonostante attese di politica monetaria più restrittiva.

  • Azioni: valutazioni elevate aumentano la sensibilità a utili e rendimenti.
  • Oro: i timori fiscali sostengono, ma tassi più alti sono un freno.
  • Bitcoin: l’attenzione va alle condizioni finanziarie e a un’eventuale estensione del rialzo al resto delle crypto.

Nel complesso, agosto ha mostrato la tenuta dei mercati nonostante un contesto di tassi più sfidante. Attività economica solida, profitti record e investimenti nell’IA hanno sostenuto il sentiment sul rischio (fiducia degli investitori verso asset rischiosi), mentre oro e Bitcoin hanno beneficiato dei timori sulla finanza pubblica e della ricerca di beni reali.

Settembre metterà alla prova questi temi, tra possibile nuova pressione inflazionistica, rendimenti obbligazionari più alti e rischio di ulteriori rialzi dei tassi.

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