USD/JPY è salito sopra 160 per la prima volta dal 29 luglio dopo i commenti di Kevin Warsh, che hanno sostenuto il dollaro, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury mentre le azioni perdevano slancio. Nella valutazione dei derivati, la probabilità implicita di un rialzo dei tassi della Fed a settembre è aumentata al 60% dal 38%, mentre i future CME hanno portato al 49% la probabilità di due rialzi del tasso sui federal funds nel 2026, dal 21% prima del discorso di Jackson Hole. Il superamento di 160 inizialmente non ha retto, anche se i dati di posizionamento mostrano un aumento degli short sullo yen per la seconda settimana consecutiva. La coppia ha inoltre recuperato metà del calo successivo all’intervento valutario, per un totale record di 98,7 miliardi di dollari.
Le tensioni geopolitiche hanno aggiunto pressione attraverso i mercati energetici dopo i raid statunitensi sull’Iran e gli attacchi ritorsivi contro basi americane in Giordania, riportando il Brent sopra i 90 dollari al barile e rafforzando le preoccupazioni sull’inflazione. Il segretario al Tesoro Scott Bessent si è rivolto al Congresso sul ruolo di Washington in un intervento FX coordinato, citando lo status del Giappone come maggiore detentore di Treasury e il rischio che movimenti disordinati dello yen possano aumentare i costi di finanziamento degli Stati Uniti. Separatamente, i mercati dei future prezzano una probabilità superiore all’80% di un inasprimento della BoJ nella riunione di settembre.
Gestione della volatilità su USD/JPY e sui tassi
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità estrema su USD/JPY nelle prossime settimane, mentre sia la Fed sia la Bank of Japan si preparano a cruciali riunioni di settembre. Con il mercato che prezza un’80% di probabilità di un rialzo BoJ e un 60% di probabilità di un rialzo Fed, è probabile che i premi delle opzioni a breve termine aumentino. Raccomandiamo l’acquisto di straddle o strangle su USD/JPY per beneficiare di movimenti bruschi in entrambe le direzioni, piuttosto che assumere rischi direzionali.
La storia mostra che gli interventi valutari giapponesi sono potenti ma temporanei, analogamente ai 98,7 miliardi di dollari record spesi di recente per difendere lo yen. Durante i precedenti episodi di intervento di rilievo, la volatilità implicita a un mese su USD/JPY è spesso balzata oltre il 14%, creando contesti altamente redditizi per gli acquirenti di opzioni. Riteniamo che posizionarsi ora con opzioni long volatility protegga i portafogli da movimenti improvvisi e aggressivi da parte del Ministero delle Finanze giapponese.
Sul fronte dei tassi, occorre monitorare da vicino i derivati CME, che mostrano un forte salto delle aspettative di rialzo per il 2026 al 49% dal 21%. I trader possono intercettare questo cambiamento vendendo i future sui Treasury a breve scadenza o acquistando opzioni put sui future SOFR (Secured Overnight Financing Rate). Questa strategia può offrire rendimenti elevati se la retorica monetaria hawkish continuerà a spingere i rendimenti obbligazionari al rialzo fino a settembre.
Mercati energetici e coperture contro l’inflazione
Infine, non va ignorato il settore energetico, dove il Brent è risalito oltre i 90 dollari al barile a causa dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Per coprirsi da una più ampia correzione di mercato guidata da un’inflazione trainata dall’energia, consigliamo di acquistare opzioni call out-of-the-money sui future del Brent. Storicamente, gli shock geopolitici sull’offerta possono far salire i prezzi del petrolio del 15%-20% nell’arco di poche settimane, con una pressione significativa sugli indici azionari globali.
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