L’oro (XAU/USD) è risalito lievemente da sotto i 4.400 dollari, minimo di una settimana e mezza segnato nella sessione asiatica di lunedì, mentre un Dollaro USA (USD) più debole ha ridotto parte delle perdite della giornata. Le aspettative sui tassi, tuttavia, continuano a frenare il metallo prezioso dopo che il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha dichiarato a Jackson Hole che l’inflazione resta elevata e che i costi di finanziamento potrebbero dover aumentare in assenza di ulteriori progressi. I mercati prezzano circa il 60% di probabilità di un rialzo a settembre, mentre il FedWatch Tool del CME Group indica una probabilità dell’88% per una mossa a dicembre; questo riposizionamento ha contribuito a spingere l’USD sui massimi di due settimane venerdì e ha innescato un calo di oltre il 3% dell’oro.
Gli sviluppi geopolitici hanno rafforzato lo sfondo “hawkish”, con le tensioni USA-Iran che hanno spinto al rialzo il greggio e alimentato i timori inflazionistici: domenica le forze statunitensi hanno colpito due lanciatori di razzi sull’isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz, inducendo l’Iran a lanciare missili balistici contro due basi USA in Giordania, mentre il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha affermato che nuove sanzioni secondarie potrebbero essere annunciate con cadenza settimanale. Rendimenti dei Treasury USA più deboli hanno limitato la prosecuzione degli acquisti di USD e hanno contenuto nuove posizioni ribassiste sull’oro in vista dei dati macro statunitensi, incluso il report di venerdì sulle Nonfarm Payrolls (NFP). Sul piano tecnico, i prezzi hanno rotto al ribasso la SMA a 100 periodi sul grafico a 4 ore per la prima volta da inizio agosto e si collocano sotto il ritracciamento di Fibonacci del 38,2%; il MACD resta in territorio negativo e l’RSI è vicino a 25, con supporti a 4.346,16, 4.263,27, 4.145,27 e 3.994,96 dollari, e resistenze a 4.429,04, 4.475,07, 4.531,59 e 4.697,36 dollari.
Strategie di trading in un contesto di momentum ribassista
Consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità ancora elevata sull’oro (XAU/USD), mentre fatica a mantenere la soglia cruciale dei 4.400 dollari dopo una brusca discesa del 3%. Pur intravedendo oggi un modesto rimbalzo intraday, il momentum complessivo rimane fortemente ribassista a causa dei segnali “hawkish” provenienti dalla Federal Reserve. Eventuali spike di breve periodo nelle prossime settimane dovrebbero essere considerati opportunità di vendita più che segnali di inversione di tendenza.
Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un rialzo dei tassi USA a settembre è balzata al 60%, mentre quella di una stretta a dicembre è a un notevole 88%. Questa impostazione restrittiva, ribadita di recente dal presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole, storicamente rafforza il Dollaro USA e penalizza gli asset privi di rendimento come l’oro. Raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread o posizioni short su futures per beneficiare di questa pressione ribassista man mano che aumentano i costi di finanziamento.
Geopolitica e quadro tecnico
L’escalation del conflitto militare tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, con il rischio di mantenere l’inflazione globale “sticky” e di rafforzare il percorso restrittivo della Fed. Storicamente, gli shock geopolitici innescano flussi temporanei verso beni rifugio come l’oro, ma la forza dominante in questo momento è la minaccia di sanzioni secondarie settimanali prospettata dal Segretario al Tesoro Scott Bessent. Ci aspettiamo che questo contesto macro mantenga attivi i compratori di Dollaro USA, limitando in modo significativo il potenziale di rialzo dell’oro.
Dal punto di vista tecnico, la rottura dell’oro sotto la propria media mobile semplice a 100 periodi e il livello di Fibonacci del 38,2% conferma un marcato bias ribassista nel breve termine. Con l’Indice di Forza Relativa in area di forte ipervenduto vicino a 25, potremmo assistere a brevi rimbalzi tecnici, ma il percorso di minore resistenza punta verso il ritracciamento del 50% in area 4.346,16 dollari. I trader dovrebbero puntare a questo livello di supporto mantenendo stop-loss stretti appena sopra la resistenza immediata a 4.429,04 dollari.
Il rapporto sulle Nonfarm Payrolls USA di venerdì sarà il prossimo catalizzatore principale in grado di orientare la direzione di mercato nei prossimi giorni. Se i dati sull’occupazione dovessero risultare più forti delle attese, è probabile che consolidino le aspettative di un rialzo a settembre e accelerino la discesa dell’oro verso 4.263,27 dollari. Suggeriamo di mantenere dimensioni di posizione prudenti in vista di questa pubblicazione ad alto impatto, per gestire possibili oscillazioni improvvise della volatilità implicita.
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