Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che i recenti movimenti dello yen giapponese sono stati «abbastanza ben contenuti» e non somigliano alle condizioni disordinate che hanno spinto a un intervento congiunto Giappone–USA il mese scorso. Ha inoltre affermato che il Giappone è probabilmente alla fine del programma reflazionistico dell’Abenomics e che intende incontrare il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, a margine del vertice del G20 dei ministri finanziari. Bessent ha detto che non darebbe indicazioni sull’opportunità per la BoJ di procedere con rialzi dei tassi consecutivi e ha sottolineato che Ueda agirà in modo appropriato sulla politica monetaria con il sostegno del Primo ministro.
Sulla Cina, Bessent ha affermato che Washington terrà colloqui «molto robusti» incentrati sul prevenire che modelli potenti arrivino ad attori non statali. Ha detto che solleciterà i Paesi del G20 a rivedere i termini di scambio con la Cina per ridurre gli squilibri globali, sostenendo che barriere commerciali più rigide spingerebbero Pechino verso la domanda interna. Gli Stati Uniti cercano tagli tariffari per 30 miliardi di dollari di beni non strategici per ciascuna parte, mentre Bessent ha definito inaccettabile il surplus commerciale cinese da 1.200 miliardi di dollari. Sui mercati, USD/JPY saliva dello 0,02% a 160,15, mentre AUD/USD scendeva dello 0,06% a 0,7160.
Opportunità sui derivati in Yen, Dollaro e Dollaro australiano
Riteniamo che i trader di derivati debbano sfruttare la riduzione della minaccia di un intervento valutario immediato vendendo volatilità rialzista di breve termine su USD/JPY. Con il Tesoro USA che considera la discesa dello Yen oltre 160 come «contenuta» più che disordinata, il premio per la paura che in precedenza aveva fatto impennare la volatilità implicita delle opzioni è destinato a sgonfiarsi. Raccomandiamo di utilizzare strategie di short strangle o di scrivere call out-of-the-money su USD/JPY per catturare questo decadimento del premio nelle prossime due settimane.
La pressione fondamentale sullo Yen resta elevata, poiché persiste il divario dei tassi tra Stati Uniti e Giappone. Attualmente, il rendimento del Treasury USA a 10 anni oscilla intorno al 4,1%, mentre il rendimento del JGB a 10 anni fatica a mantenersi sopra l’1,1%, lasciando un differenziale di rendimento ampio di 300 punti base. Suggeriamo di mantenere posizioni long su USD/JPY tramite contratti futures, utilizzando stop-loss stretti appena sotto area 158 per proteggersi da eventuali inattesi cambiamenti di policy della Bank of Japan.
Dobbiamo anche prepararci a una maggiore volatilità negli asset “proxy Cina” in vista dell’attesissimo vertice USA-Cina di fine settembre. Con gli Stati Uniti che puntano al maxi surplus commerciale cinese da 1.200 miliardi di dollari e minacciano barriere commerciali più severe, il Dollaro australiano è altamente vulnerabile. I trader di derivati dovrebbero considerare l’acquisto di put protettive su AUD/USD, che attualmente scambia debole a 0,7160, per coprirsi da improvvisi annunci di dazi.
Implicazioni della policy USA-Cina e tecnologica
L’attenzione degli Stati Uniti nel impedire che modelli avanzati di IA arrivino ad attori non statali probabilmente innescherà oscillazioni nei derivati sui titoli tecnologici mega-cap. Raccomandiamo l’acquisto di calendar spread sull’indice Nasdaq 100 per posizionarsi su un aumento della scrutinio regolamentare su grandi player dei semiconduttori e del software orientato all’IA. Questa strategia consente di beneficiare dell’aumento della volatilità di lungo periodo, limitando al contempo il premio pagato upfront.
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