Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, parlando venerdì a CNBC al Simposio di Jackson Hole, si è allineato al presidente della Fed Kevin Warsh sulla situazione dell’economia e ha affermato che l’inflazione resta la principale preoccupazione della Federal Reserve. Ha inoltre detto che l’inflazione alimentata da una domanda surriscaldata è difficile da contrastare e che le pressioni sui prezzi sono persistite più a lungo del previsto.
Sul fronte della politica monetaria, Goolsbee ha dichiarato di essere a suo agio con il mantenimento dei tassi invariati nella riunione del FOMC di luglio e ha indicato di non avere una posizione netta su quante riunioni del FOMC debbano essere calendarizzate. Ha anche affermato di non ritenere che Fed e Tesoro stiano lavorando con obiettivi divergenti.
Implicazioni per la politica monetaria e le attese sui tassi
Dobbiamo prestare molta attenzione alle ultime dichiarazioni del presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, al Simposio di Jackson Hole, dove ha avvertito che l’inflazione resta la battaglia principale della banca centrale. Con Goolsbee allineato al presidente della Fed Kevin Warsh sulla persistenza dell’inflazione trainata dalla domanda, la speranza di tagli rapidi dei tassi sta rapidamente svanendo. Per i trader sui derivati, questo significa prepararsi a un contesto di tassi “più alti più a lungo” nelle prossime settimane.
Storicamente, quando la Fed combatte un’inflazione da domanda ostinata, simile alle letture “appiccicose” dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) che abbiamo visto mantenersi sopra la soglia del 3%, i cicli di allentamento procedono con estrema lentezza. Durante gli shock inflazionistici di fine anni ’70, tagli prematuri dei tassi non fecero che far ripartire l’inflazione, un errore che l’attuale Fed è determinata a evitare. Ci aspettiamo che questo approccio prudente mantenga elevati i rendimenti dei Treasury, il che significa che posizioni corte sui future Treasury a lunga duration potrebbero offrire risultati interessanti.
Strategie sui derivati e forza del dollaro
Sul mercato delle opzioni, dovremmo valutare coperture per i portafogli azionari, poiché tassi elevati più a lungo mettono sotto pressione le valutazioni societarie. La volatilità implicita sui Fed Funds futures è probabilmente destinata a impennarsi mentre il mercato ricalibra la probabilità di mantenimenti dei tassi rispetto ai tagli nelle prossime riunioni. L’acquisto di put protettive sui principali ETF indicizzati o l’operatività sui future sui tassi a breve termine (STIR) per catturare la volatilità dei rendimenti saranno per noi mosse difensive chiave.
Inoltre, tassi elevati sostenuti tendono tipicamente a rafforzare il dollaro USA, che storicamente ha esercitato pressione sulle materie prime denominate in dollari. Ad esempio, l’indice del dollaro USA (DXY) ha mostrato un solido supporto nell’area 104-105 durante le fasi di pausa “hawkish” della Fed. Dovremmo considerare un posizionamento per una forza del dollaro ancora in corso tramite opzioni valutarie, mantenendo al contempo cautela sui metalli preziosi nel breve termine.
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