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EUR/USD scende sotto 1,1600 mentre aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi della Fed e i dazi commerciali scuotono i mercati

by VT Markets
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Aug 29, 2026

Sviluppi di mercato e quadro tecnico EUR/USD

L’EUR/USD si è indebolito nell’ultima settimana completa di agosto, chiudendo pochi pip sotto 1,1600 dopo il ripiegamento da 1,1710, pur rimanendo ben al di sopra del minimo mensile a 1,1350. Il Dollaro USA ha recuperato dopo un mese di cali, accentuati dall’annuncio del Tesoro USA del 19 agosto relativo all’aumento dei buyback sui Treasury a lunga scadenza. La precedente forza del biglietto verde tra marzo e luglio era stata collegata alla guerra in Medio Oriente, che aveva spinto al rialzo i prezzi dell’energia e alimentato i timori inflazionistici, ma l’appeal da bene rifugio della valuta si è attenuato con l’affievolirsi delle aspettative di rialzi dei tassi. Le dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole hanno contribuito a riaccendere il repricing in senso hawkish, con la probabilità implicita (CME FedWatch) di un rialzo a settembre salita al 45,7% da circa il 35%.

Le tensioni commerciali hanno aggiunto incertezza dopo che il presidente Donald Trump ha interrotto i colloqui con il Canada e imposto dazi per circa 20 miliardi di dollari, a cui sono seguite tariffe di ritorsione di pari entità. I dati USA sono stati nel complesso in linea: la crescita del PIL del 2° trimestre è stata confermata all’1,5%, l’inflazione PCE di luglio è rimasta al 3,7% a/a contro attese al 3,6% e il PCE core è rimasto al 3,3%; le buste paga (payrolls) dei 12 mesi fino a marzo 2026 sono state riviste al ribasso di 79.000 unità, pari a -0,1%. In Europa, l’HICP di agosto è atteso al 3,2% dopo il 2,9%, con l’HICP core visto stabile al 2,5%. Sul piano tecnico, l’EUR/USD oscilla in area delle medie mobili a 20 e 100 giorni a 1,1591 e 1,1573, con un “tetto” rappresentato dalla SMA a 200 giorni a 1,1633; tra i supporti settimanali figura la SMA a 20 settimane a 1,1571, con medie di più lungo periodo a 1,1330 e 1,1067. La resistenza è a 1,1710; una rottura potrebbe puntare a 1,1800. Gli RSI si attestano intorno a 54 sul daily e 51 sul weekly.

Strategie in opzioni per volatilità elevata

Stiamo osservando un improvviso cambio di sentiment in vista di settembre 2026, con l’EUR/USD in ritracciamento sotto area 1,1600. Il tono più hawkish della Federal Reserve a Jackson Hole ha innalzato al 45,7% le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre, sostenendo il dollaro USA. Gli operatori sui derivati devono adattarsi rapidamente a questa rinnovata forza del biglietto verde e prepararsi a un possibile scivolamento di medio periodo.

Per sfruttare questo scenario, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put EUR/USD di breve scadenza con strike vicino a 1,1550. La strategia consente di beneficiare di un eventuale break sotto i principali livelli di supporto rappresentati dalle medie mobili a 20 e 100 giorni a 1,1591 e 1,1573. Storicamente, settembre è stato il mese stagionalmente più debole per l’euro, con un calo medio dell’1,2% contro il dollaro USA nell’ultimo decennio durante fasi di divergenza di politica monetaria transatlantica.

Tattiche per trader su futures in un contesto di rischi macro

Con la pubblicazione nei prossimi giorni di indicatori chiave come l’HICP dell’UE e i Nonfarm Payrolls USA, la volatilità implicita è destinata ad aumentare. Potremmo valutare l’impiego di strategie in opzioni long straddle o strangle per catturare profitti da ampi movimenti di prezzo, indipendentemente dalla direzione finale. Il previsto rialzo dell’inflazione UE al 3,2% e l’attesa di 45.000 nuovi posti di lavoro negli USA potrebbero innescare reazioni di mercato marcate.

Per chi opera sui futures, suggeriamo di aprire posizioni short se la chiusura giornaliera dell’EUR/USD scende sotto il livello critico di 1,1570. Una rottura netta potrebbe trascinare rapidamente il cambio verso il minimo mensile a 1,1350, soprattutto in caso di un’escalation delle tensioni commerciali con il Canada. Per una gestione efficace del rischio, è opportuno posizionare stop-loss stretti appena sopra la media mobile a 200 giorni a 1,1633.

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