Le aspettative di inflazione dei consumatori statunitensi a un anno, misurate dall’Università del Michigan (UoM), sono scese al 4% ad agosto, risultando inferiori alla stima del 4,3%. Il dato indica una traiettoria dell’inflazione nel breve più morbida di quanto scontato dai mercati, con uno scarto tra il valore atteso e quello previsto pari a 0,3 punti percentuali.
Il dato si aggiunge alla serie di indicatori in arrivo utilizzati per valutare le pressioni sui prezzi e la formazione delle aspettative. Essendo una misura basata su sondaggio, la serie UoM è attentamente monitorata per cogliere cambiamenti nel sentiment delle famiglie sull’inflazione nei prossimi dodici mesi, e la lettura di questo mese è risultata sotto il consenso.
Implicazioni per gli asset rischiosi e la politica della Fed
Riteniamo che la discesa delle aspettative di inflazione dei consumatori a 1 anno dell’Università del Michigan al 4,0% rispetto al 4,3% previsto sia un importante segnale positivo per gli asset rischiosi. Storicamente, quando le aspettative di inflazione scendono in modo significativo sotto le previsioni, l’S&P 500 ha registrato rialzi medi superiori al 2% nel mese successivo. Ci aspettiamo che questo dato più “soft” riduca immediatamente la pressione sulla Federal Reserve, aprendo la strada a un orientamento di politica monetaria più dovish nelle prossime settimane.
Strategie di mercato tra le diverse asset class
Sul mercato dei tassi, dovremmo spostarci verso posizionamenti rialzisti su derivati sui Treasury e futures sui tassi d’interesse. Con i rendimenti in calo in risposta al raffreddamento dei timori inflazionistici, l’acquisto di opzioni call su ETF obbligazionari di lunga durata come TLT offre un profilo rischio-rendimento particolarmente interessante. Prevediamo che il rendimento del Treasury a 2 anni, che segue da vicino le attese di politica monetaria, possa scendere ulteriormente man mano che i trader prezzano futuri tagli dei tassi.
Per i trader di derivati azionari, consigliamo l’acquisto di call spread sul Nasdaq 100 per sfruttare un rally di sollievo sui titoli growth. Aspettative di inflazione più basse tendono a sostenere le valutazioni del comparto tecnologico, che storicamente sovraperforma i settori difensivi di circa il 3% nelle settimane successive a pubblicazioni macro simili. Suggeriamo di puntare su opzioni call out-of-the-money con scadenza a fine settembre per intercettare questo slancio rialzista.
Ci aspettiamo inoltre che il Dollar Index subisca pressioni al ribasso, poiché il vantaggio in termini di rendimento dei tassi a favore del biglietto verde inizia a ridursi. Operare su opzioni call su EUR/USD o acquistare futures sullo yen appare particolarmente interessante mentre i flussi di capitale si spostano fuori dal dollaro “bene rifugio”. I dati storici relativi a spostamenti disinflazionistici analoghi suggeriscono che il Dollar Index potrebbe scendere fino al 2% prima della prossima riunione di una banca centrale.
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