L’indice dei prezzi al consumo core-core di Tokyo, che esclude sia gli alimentari sia l’energia, è aumentato del 2% su base annua ad agosto. Il dato offre una misura delle pressioni inflazionistiche di fondo nella capitale, depurando due delle componenti più volatili.
Al 2%, l’ultimo tasso annuo indica che l’inflazione, secondo questa metrica, resta sopra lo zero e fornisce un’informazione tempestiva in vista delle più ampie pubblicazioni a livello nazionale. La serie è comunemente monitorata per individuare segnali di inflazione alimentata dalla domanda interna, poiché elimina gli effetti delle oscillazioni dei prezzi dei generi alimentari freschi e dell’energia.
Implicazioni per la politica monetaria e i tassi di interesse
Il dato odierno del CPI core-core di Tokyo al 2,0% per agosto mostra che l’inflazione di fondo in Giappone si mantiene stabile esattamente in linea con l’obiettivo della Bank of Japan. Questo indicatore chiave, che esclude alimentari freschi ed energia, suggerisce che le pressioni sui prezzi domestici restano resilienti. Riteniamo che una lettura solida come questa mantenga la pressione sulla Bank of Japan affinché valuti ulteriori rialzi dei tassi nelle prossime riunioni autunnali.
Per i trader di derivati sul reddito fisso, raccomandiamo di assumere posizioni corte sui future dei Japanese Government Bond (JGB) nelle prossime settimane. Con l’inflazione che rimane sulla soglia del 2%, le aspettative di mercato per un nuovo rialzo dei tassi aumenteranno, spingendo i rendimenti dei JGB al rialzo e i prezzi delle obbligazioni al ribasso. Storicamente, i rendimenti dei JGB decennali hanno testato il livello dell’1% quando cresce la pressione “hawkish”, e questo dato potrebbe spingerli ancora più in alto.
Strategie di trading e copertura nei mercati valutari e azionari
Nel mercato dei derivati valutari, dovremmo prepararci a uno Yen giapponese più forte acquistando opzioni call su JPY o andando short sui future USD/JPY. La riduzione del differenziale dei tassi tra Federal Reserve e Bank of Japan probabilmente riporterà capitali sullo Yen. I recenti dati CFTC mostrano che gli operatori speculativi hanno già iniziato a ridurre le posizioni nette corte sullo Yen, un trend che ci aspettiamo acceleri dopo il report odierno sull’inflazione.
Dovremmo inoltre valutare la copertura dell’esposizione alle azioni giapponesi tramite opzioni sull’indice Nikkei 225, poiché uno Yen più forte tende tipicamente a penalizzare i titoli giapponesi a forte vocazione export. Storicamente, improvvisi apprezzamenti dello Yen hanno innescato rapide vendite sui principali esportatori come Toyota e Sony. L’acquisto di opzioni put “near-the-money” sul Nikkei 225 contribuirà a proteggere i portafogli da eventuali brusche correzioni nel corso del prossimo mese.
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