L’US Dollar Index (DXY) è rimasto appena sopra 99,00 giovedì, invariato e confinato in un intervallo inferiore a un quinto di punto. Resta circa il 2,6% sotto il picco di giugno, poco sotto 102,00, mentre scambia al di sotto di una media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni in area 100,00 e di una 200 giorni piatta vicino a 99,75. Tre interventi da Jackson Hole sono arrivati prima dell’apertura di New York, inclusi due di taglio hawkish, ma il paniere non ha reagito. L’attenzione si sposta al keynote del presidente della Fed di venerdì alle 14:00 GMT, letto da testo preparato senza domande, insieme ai dati pubblicati nello stesso minuto.
La performance del dollaro diverge dai segnali di policy
L’azione dei prezzi si è discostata dall’“ottica” di politica monetaria. Dopo la decisione del 29 luglio—cinque riunioni consecutive senza variazioni, votata 9–3 con i primi dissensi che chiedevano un intervento immediato di un quarto di punto—il DXY è sceso di circa 1,7 punti da poco sotto 101,50 a circa 99,75 e non ha recuperato. Dopo il 19 agosto, quando il Tesoro ha raddoppiato le operazioni di buyback sulla parte lunga della curva, il rendimento del trentennale è sceso di oltre nove punti base e il DXY ha rotto al ribasso fino a poco sopra 98,50. I rendimenti reali dominano il movimento sulla parte lunga: dei 67 punti base aggiunti dal trentennale da fine febbraio a metà agosto, 63 erano reali e quattro di breakeven; a giugno le detenzioni estere di Treasury sono scese di 72,1 miliardi di dollari, con il Giappone in calo di 26,4 miliardi e la Cina di 25,9 miliardi.
Fattori chiave e prossime pubblicazioni di dati
L’euro pesa quasi il 58% del DXY; il PMI composito dell’area euro è stato 52,1 in agosto e il tasso sui depositi della BCE è al 2,25%. Lo yen pesa circa il 14% e gli swap implicano una probabilità intorno all’80% di un rialzo BoJ il 18 settembre. Venerdì arrivano anche la benchmark revision, dopo che i round precedenti hanno ridotto le buste paga di 818 mila e 911 mila unità, oltre al Chicago PMI alle 13:45 GMT (consensus 57 contro 57,6 precedente) e al Michigan finale alle 14:00 (sentiment 51, aspettative 50,6). Le quotazioni ricavate dal web indicano una probabilità di rialzo a settembre di circa una su tre.
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