USD/JPY si è mosso in un range ristretto sotto 160 giovedì, scambiando intorno a 159,30, mentre il Dollaro USA faticava a consolidare il rimbalzo di mercoledì e lo Yen giapponese restava debole. Il contesto di tassi bassi in Giappone e le preoccupazioni fiscali hanno continuato a pesare sulla valuta, e le attese di un rialzo dei tassi della Bank of Japan già a settembre non hanno ancora innescato un movimento sostenuto. Il cross è rimasto ingabbiato tra la resistenza a 160 e il supporto rappresentato dalla media mobile a 200 giorni a 158,40, con i segnali di politica monetaria della BoJ ancora sotto i riflettori. I mercati sono rimasti inoltre cauti su un eventuale superamento di 160 dopo l’azione coordinata di fine luglio tra Giappone e Stati Uniti, seguita a una salita verso un massimo di 40 anni vicino a 164.
Negli Stati Uniti, l’indice dei prezzi PCE (Personal Consumption Expenditures) ha mantenuto l’inflazione sopra il target del 2% della Federal Reserve, e l’aumento dei prezzi del petrolio legato alle tensioni in Medio Oriente ha aggiunto rischi al rialzo. Ciononostante, il CME FedWatch Tool indicava una probabilità di circa il 62% che i costi di finanziamento restino invariati alla riunione di settembre. L’attenzione si sposta a venerdì, con l’intervento del presidente della Fed Kevin Warsh al Simposio di Jackson Hole insieme ai dati del CPI di Tokyo; anche il mandato sui prezzi della BoJ rimane ancorato intorno al 2%, dopo l’uscita dalle impostazioni ultra-accomodanti con il rialzo dei tassi di marzo 2024.
Strategie di trading range-bound per USD/JPY
Raccomandiamo ai trader di derivati di concentrarsi su strategie range-bound, dato che USD/JPY resta fortemente compresso tra il supporto a 158,40 e la resistenza a 160. Iron condor di breve termine o strategie sui limiti del range potrebbero essere particolarmente efficaci in questa fase, considerato che nessuna delle due direzioni mostra lo slancio necessario per rompere questo corridoio stretto. Questo approccio prudente è necessario perché, storicamente, il cambio ha faticato a sostenere breakout puliti in prossimità di questi livelli senza innescare una forte reazione contraria.
Gestione del rischio e copertura rispetto a cambiamenti di politica monetaria
Dobbiamo prepararci a improvvisi rischi al ribasso, perché il governo giapponese ha un comprovato storico di interventi aggressivi sul mercato quando lo Yen si indebolisce oltre la soglia di 160. Per contestualizzare, i dati storici mostrano che il Giappone ha speso un record di 9,8 trilioni di Yen (circa 62 miliardi di dollari) negli interventi di metà 2024 per difendere la valuta, seguiti da ulteriori azioni per diversi miliardi di dollari più avanti nello stesso anno. L’acquisto di put protettive o l’impostazione di stop-loss stretti sulle posizioni lunghe in USD/JPY è essenziale per evitare di trovarsi dalla parte sbagliata di un improvviso rafforzamento dello Yen indotto dal governo.
Allo stesso tempo, dovremmo utilizzare futures sui tassi d’interesse per coprirci da un cambiamento delle aspettative di politica monetaria sia della Federal Reserve sia della Bank of Japan. Il sentiment di mercato attuale evidenzia un’elevata incertezza, con i trader che prezzano probabilità divise di variazioni dei tassi in un contesto di inflazione globale persistente e prezzi energetici volatili. Dobbiamo monitorare attentamente i prossimi dati sull’inflazione di Tokyo e gli interventi delle banche centrali per adeguare rapidamente le nostre strategie in opzioni prima che una nuova ondata di volatilità colpisca il mercato.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.