Il Brent è arretrato dopo aver testato la resistenza a 95 dollari, un livello associato a un precedente gap ribassista e a una trendline discendente da aprile. Il ritracciamento lascia il benchmark orientato al ribasso nel breve termine, con l’azione dei prezzi descritta come in allontanamento da quell’ostacolo.
Il contratto sta scivolando verso l’area 84/83 dollari dove convergono la media mobile a 50 giorni (50-DMA) e quella a 200 giorni (200-DMA), zona considerata un potenziale supporto. Un rimbalzo di breve resta possibile, ma per convalidare un trend rialzista più ampio sarebbe necessario un ritorno sopra 95 dollari, mentre l’incapacità di mantenersi sopra 84/83 aumenterebbe il rischio di un calo più profondo.
Livelli di resistenza e supporto del Brent
Stiamo monitorando con attenzione il Brent, che arretra dopo non essere riuscito a superare la resistenza chiave a 95 dollari. Questa bocciatura sulla trendline discendente suggerisce che la recente spinta rialzista si stia esaurendo, spingendo i prezzi verso il basso. In quanto operatori sui derivati, dovremmo prepararci a una volatilità elevata nelle prossime settimane, mentre il mercato cerca una direzione chiara.
I prezzi stanno ora scivolando verso una zona di supporto cruciale tra 83 e 84 dollari, dove convergono le medie mobili a 50 e 200 giorni. Se il Brent dovesse stabilizzarsi in quest’area, potremmo valutare l’acquisto di opzioni call di breve termine per intercettare un possibile rimbalzo tecnico. Tuttavia, è necessario muoversi con cautela, poiché i dati più recenti indicano che le posizioni speculative nette long sono scese di quasi il 12%, segnalando un arretramento dei principali operatori.
Gestione del rischio e strategie operative
Se il Brent non riuscisse a mantenere il supporto a 83 dollari, aumenterebbe in modo significativo il rischio di una correzione molto più profonda. Storicamente, quando il Brent scende sotto le medie mobili a 50 e 200 giorni in convergenza, spesso si innesca un calo medio del 6%-8% nel mese successivo. Per coprirsi da un’eventuale rottura, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put out-of-the-money per proteggersi da una discesa verso l’area dei 75 dollari.
Dovremmo evitare strategie rialziste aggressive di lungo periodo finché il Brent non riuscirà a superare in modo convincente la resistenza a 95 dollari. Nel frattempo, con l’indice di volatilità del petrolio in area 25% e relativamente stabile, strategie di vendita di premio come gli iron condor risultano particolarmente interessanti finché i prezzi restano in trading range. Continueremo a seguire con attenzione i prossimi dati sulle scorte, soprattutto dopo l’inaspettato aumento delle scorte di greggio USA di 2,1 milioni di barili, per verificare se le pressioni dal lato dell’offerta continueranno a pesare sui prezzi.
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