Lo yen si è mantenuto in un range ristretto vicino a 159,30 per dollaro USA negli scambi europei di giovedì, con USD/JPY in fase di consolidamento in vista dell’intervento di venerdì al Jackson Hole Symposium del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh. Il Dollar Index statunitense ha oscillato intorno a 99,15 dopo aver esteso i guadagni di mercoledì, sulla scia dei dati di luglio sulle spese per consumi personali (PCE) USA che hanno indicato un’inflazione ancora appiccicosa. Il PCE headline è salito al 3,7% su base annua contro un consenso del 3,6%, mentre il PCE core è risultato al 3,3% su base annua, in linea con le attese: una combinazione che ha coinciso con rendimenti dei Treasury USA più sostenuti e sostegno al dollaro.
In Giappone, l’attenzione si sta spostando oltre la riunione della Bank of Japan di settembre, dove i mercati si aspettano un rialzo dei tassi di 25 punti base all’1,25%. Un sondaggio Reuters condotto tra il 17 e il 24 agosto ha mostrato che il 57% degli economisti si attende un rialzo a settembre, contro il 5% di luglio. Sul fronte grafico, USD/JPY era a 159,34, frenato dalla media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni a 159,47, mentre l’RSI si attestava a 46,7 sotto la soglia di 50; le resistenze sono viste intorno a 159,47 e, con pochi supporti immediati mappati, l’attenzione si sposta sui minimi di swing precedenti in caso di ulteriore flessione del cross.
Volatilità di breve termine e posizionamento in vista del Jackson Hole Symposium
Con l’intervento di domani del presidente della Fed Kevin Warsh al Jackson Hole Symposium, raccomandiamo ai trader di derivati di focalizzarsi sulla volatilità di breve termine di USD/JPY. La volatilità implicita delle opzioni USD/JPY a una settimana in genere aumenta del 15%-20% in vista di questo symposium, rendendo particolarmente interessanti le strategie long straddle. Considerato che USD/JPY sta attualmente consolidando in modo stretto intorno a 159,30, è probabile un breakout netto una volta che la Fed chiarirà la propria posizione sull’inflazione PCE di luglio al 3,7%, ancora “sticky”.
Strategie di portafoglio in prossimità della riunione della Bank of Japan
Dobbiamo inoltre posizionare i portafogli in vista della riunione della Bank of Japan del 18 settembre, in cui il 57% degli economisti intervistati prevede ora un rialzo dei tassi all’1,25%. I recenti dati CFTC sul posizionamento mostrano che i fondi a leva hanno rapidamente ridotto le posizioni corte sul JPY, diminuendo i contratti net short di oltre 25.000 nelle ultime settimane. Per strategie di più lungo periodo, privilegiamo l’acquisto di opzioni call su JPY per beneficiare del restringimento del differenziale dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Giappone.
Sul piano grafico, consigliamo di monitorare con attenzione la media mobile esponenziale a 20 giorni a 159,47, che al momento sta agendo da tetto a qualsiasi tentativo di rialzo. Se USD/JPY non riuscisse a superare questo livello e l’Indice di Forza Relativa (RSI) rimanesse sotto 50, l’apertura di posizioni short su futures risulta altamente praticabile. I precedenti storici suggeriscono che, quando una resistenza tecnica si allinea a un orientamento più hawkish della BoJ, il cross può scendere rapidamente di 200-300 pip verso i minimi di swing precedenti.
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