Il momentum dell’inflazione destagionalizzata in Turchia viaggia sopra il 2% m/m, con la stessa stima della CBRT per luglio che colloca l’IPC headline al 2,3% m/m e l’inflazione dei servizi al 2,9% m/m. Le aspettative di IPC a fine anno nell’ultima indagine CBRT sui partecipanti al mercato sono state alzate al 29,5% a/a, superando la previsione della CBRT del 28%: un segnale di persistente divergenza tra le proiezioni ufficiali e le ipotesi di prezzo del settore privato.
Il quadro che emerge dai dati è quello di una CBRT che rivede al rialzo le proprie proiezioni man mano che l’anno avanza, invece di ancorare le aspettative fin dall’inizio. In questo contesto, la lira turca ha superato quota 48,10 per dollaro USA e resta sotto pressione, con l’attuale ritmo degli aumenti mensili dei prezzi ancora incoerente con gli obiettivi di disinflazione di medio periodo.
Pressione valutaria e aspettative d’inflazione
Stiamo osservando la lira turca superare il livello critico di 48,10 contro il dollaro USA, spinta da un’inflazione mensile persistente oltre il 2%. Con le aspettative di mercato sull’inflazione di fine anno in salita al 29,5%—ben al di sopra della proiezione del 28% della banca centrale—la pressione ribassista sulla valuta sta accelerando. Storicamente, quando la banca centrale non riesce ad ancorare tali aspettative, la lira entra in fasi di rapida svalutazione.
Strategie su derivati e outlook di mercato
Nelle prossime settimane, suggeriamo ai trader di derivati di utilizzare opzioni call long su USD/TRY per posizionarsi su un possibile movimento verso la soglia psicologica di 50,00. Per compensare premi elevati, si possono impiegare bull call spread o opzioni barrier knock-out. Restare short sulla valuta tramite NDF (non-deliverable forward) offshore rimane inoltre una strategia molto liquida per sfruttare questo gap di credibilità.
Inoltre, è opportuno monitorare gli swap cross-currency, poiché i rendimenti impliciti in lira sono destinati a impennarsi finché le aspettative d’inflazione resteranno disancorate. Il tasso di policy della Turchia, che storicamente ha faticato a rimanere davanti all’inflazione reale, probabilmente manterrà volatili i costi di funding offshore. Entrare in queste posizioni in derivati durante brevi fasi di recupero della lira indotte dalla banca centrale offrirà il miglior rapporto rischio/rendimento.
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