I dati sui flussi di BNY mostrano che le azioni EM dell’area EMEA stanno guidando la performance, anche mentre valute e obbligazioni regionali risultano più deboli. Nell’ultima settimana, che ha incluso l’annuncio del buyback del Tesoro USA, Polonia, Sudafrica e Turchia si sono collocati tra i primi cinque mercati azionari più acquistati; la stessa regione registra acquisti sostenuti già da poco prima della riunione Fed di luglio. La banca interpreta i flussi come guidati da dinamiche di Paese e di settore, più che da un unico trade macro legato alla diversificazione dall’azionario USA.
La nota sostiene che, se i bassi tassi reali in USD — o più in generale la debolezza dei tassi reali globali — stanno influenzando le allocazioni, mercati come Polonia, Sudafrica e Turchia possono offrire un “duration lift” insieme a dividend yield. Vengono inoltre evidenziati i limiti a un’ulteriore accumulazione transfrontaliera di azioni statunitensi, il che implicherebbe solo uno spazio marginale e selettivo per flussi aggiuntivi. Viene respinto un tema uniforme di “debasement” degli Stati Uniti: in tale scenario, i beneficiari logici sarebbero gli EM delle Americhe, data la maggiore esposizione alle commodity; questo pattern si è visto nel Q1 in Brasile e Perù, insieme a un’impennata dei prezzi dell’argento.
Opportunità specifiche per Paese nei derivati dei mercati emergenti
Suggeriamo ai trader di derivati di evitare le opzioni su indici ampi dei Mercati Emergenti (EM) e di puntare invece su derivati country-specific nelle prossime settimane. I trade di beta EM “broad” non sono più efficaci come scommessa uniforme contro il dollaro USA. Stiamo invece osservando movimenti isolati ma potenti in mercati specifici come Polonia, Sudafrica e Turchia, che richiedono strategie opzionali mirate.
Ad esempio, il mercato sudafricano ha visto un rinnovato interesse estero dopo riforme politiche, con il FTSE/JSE Africa All Share Index in area massimi storici oltre 84.000 punti. Nel frattempo, la crescita economica della Polonia sta superando gran parte dell’Eurozona, con il PIL atteso al 3,5% quest’anno, rendendo particolarmente interessanti call spread rialzisti sull’azionario polacco. Raccomandiamo l’uso di opzioni strutturate per catturare queste storie di crescita regionali distinte, invece di fare affidamento su ETF azionari EM a larga base.
La Turchia presenta inoltre un caso peculiare: una politica monetaria aggressiva ha mantenuto il tasso di riferimento elevato al 50%, offrendo notevoli opportunità di carry. Per i trader che cercano coperture dalla volatilità del dollaro USA, privilegiamo CDS sovrani high-yield degli EM e interest rate swap rispetto alla semplice esposizione azionaria. Questi derivati obbligazionari consentono di catturare carry elevati, isolando al contempo i portafogli da improvvisi cambiamenti di sentiment sull’azionario globale.
Trading sulla volatilità e approccio selettivo
In assenza di un tema globale uniforme, la volatilità implicita sugli asset EM rimane altamente frammentata. Consigliamo l’esecuzione di strategie di volatilità in relative value, ad esempio acquistando opzioni su asset EMEA che stanno sovraperformando e vendendo volatilità su indici latinoamericani in ritardo e più esposti alle commodity. Questo approccio selettivo consente di sfruttare premi opzionali mal prezzati mentre i fattori specifici per Paese continuano a dominare il mercato.
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