Il greggio Brent ha ritracciato oltre metà di un recente rialzo del 13% dopo che le notizie di de-escalation sull’Iran hanno pesato sui mercati energetici. Nelle ultime 24 ore, il sentiment di rischio è migliorato in seguito a indiscrezioni che indicano una possibile tempistica per un cessate il fuoco, lasciando il petrolio avviato verso la maggiore flessione settimanale da giugno. Il Brent è in calo dell’8,6% da venerdì, mentre il movimento più ampio si è riflesso anche in ribassi del gas naturale europeo e ha offerto un contesto più favorevole per obbligazioni e azioni globali.
A guidare il cambio di tono è stato un insieme di notizie, tra cui ricostruzioni secondo cui Washington non si aspetta una ripresa di un conflitto su larga scala, insieme a separate anticipazioni su preparativi per riportare i diplomatici USA nella regione e messaggi agli alleati secondo cui non si starebbero cercando nuovi attacchi. Ulteriori colloqui tra Iran e Oman si sono concentrati su un “quadro provvisorio” per un corridoio marittimo congiunto temporaneo attraverso lo Stretto di Hormuz, includendo cooperazione per la bonifica di mine, e i media statali russi hanno riferito che nei prossimi giorni è atteso l’annuncio di un nuovo cessate il fuoco con garanzie sulla navigazione. Il Brent ha chiuso la seduta in calo del 3,89% ed era ulteriormente in flessione del 2,60% a poco sopra 86 dollari al barile nelle prime ore di questa mattina.
Calano i prezzi del petrolio e strategie sulla volatilità
Stiamo osservando un marcato cambio di passo sui mercati energetici, con il Brent che questa settimana crolla di oltre l’8% a poco sopra 86 dollari al barile, cancellando più di metà del recente rally. Questa rapida discesa è alimentata dalle crescenti speranze di un cessate il fuoco USA-Iran e da un corridoio marittimo congiunto per riaprire lo Stretto di Hormuz. Gli operatori sui derivati devono adeguare rapidamente il posizionamento per prepararsi a un improvviso calo dei premi per il rischio geopolitico.
Con l’attenuarsi della minaccia immediata di interruzioni dell’offerta, ci aspettiamo che il Crude Oil Volatility Index (OVX) scenda bruscamente dai recenti massimi. In questo contesto, strategie short-volatility, come la vendita di call out-of-the-money o l’esecuzione di bear call spread, risultano particolarmente interessanti per le prossime settimane. Storicamente, quando le tensioni geopolitiche si allentano, la volatilità implicita si comprime rapidamente, favorendo in modo marcato i venditori di opzioni.
Implicazioni del cessate il fuoco e opportunità di mercato
Se il cessate il fuoco oggetto di rumors venisse confermato ufficialmente, il Brent potrebbe testare rapidamente il successivo importante livello di supporto tra 75 e 80 dollari al barile. Questa fascia ha storicamente agito da solida base per i prezzi del petrolio quando le paure sull’offerta si riducono e l’attenzione torna su una domanda globale più debole. Per intercettare questo potenziale ribasso, raccomandiamo l’utilizzo di put ratio spread o l’acquisto di put near-the-money in scadenza a fine settembre.
Oltre all’energia, un petrolio più economico rappresenta un forte sollievo per l’inflazione globale, e dovrebbe fornire un solido vento in poppa a obbligazioni e azioni. Suggeriamo di valutare opzioni sui tassi d’interesse con impostazione rialzista e opzioni call sui principali indici azionari per cavalcare questo più ampio rally di sollievo. Con l’allentarsi delle pressioni energetiche, il quadro macroeconomico sta diventando nettamente favorevole per gli asset risk-on.
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