Il dollaro australiano è salito dello 0,2% a circa 0,7180 contro il dollaro USA nelle prime contrattazioni europee, sostenuto da dati sull’inflazione più robusti del previsto che hanno alimentato le aspettative di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia (RBA) entro l’anno. Il CPI australiano è aumentato dell’1% su base mensile a luglio, contro attese dello 0,8%, dopo un calo dello 0,1% a giugno. Su base annua, il CPI si è attestato al 3,5%, sopra la stima del 3,2% ma sotto il precedente 3,8%; nel frattempo, le aspettative di mercato si sono spostate verso un quarto rialzo RBA a settembre, con la probabilità implicita salita al 36% dal 17%; un intervento entro febbraio è prezzato al 94%. I verbali della riunione di luglio hanno indicato che diversi membri del board ritengono un rialzo “abbastanza possibile” qualora emergano rischi al rialzo per l’inflazione.
L’attenzione si sposta ora sui dati USA del PCE di luglio, in uscita alle 12:30 GMT. L’inflazione core PCE è attesa al 3,3% su base annua, con la dinamica mensile vista allo 0,2% rispetto allo 0,1% precedente. Sul fronte grafico, AUD/USD era a 0,7178, sopra l’EMA a 20 periodi a 0,7092, mentre l’RSI a 14 giorni si attestava a 68,36; la resistenza è a 0,7201 e 0,7278, con supporto in area 0,7178 e 0,7092.
Strategia di trading per un proseguimento del momentum su AUD/USD
Raccomandiamo ai trader su derivati di posizionarsi per un ulteriore slancio rialzista del cambio AUD/USD nelle prossime settimane, puntando a una rottura oltre la resistenza chiave a 0,7201. In vista della riunione di politica monetaria della Reserve Bank of Australia, opzioni call con strike in area 0,7250 offrono un profilo rischio-rendimento interessante per intercettare un potenziale allungo. Storicamente, quando l’inflazione australiana sorprende al rialzo, la valuta tende a mantenere i guadagni per più settimane, come durante il ciclo di irrigidimento di fine 2022, quando l’AUD è salito di oltre il 5% in un mese.
Gestione del rischio e considerazioni sulla volatilità
Per gestire il rischio, suggeriamo di impostare opzioni put protettive o stop-loss stretti appena sotto la media mobile esponenziale a 20 periodi, a 0,7092. Poiché l’Indice di Forza Relativa è vicino alla zona di ipercomprato a 68,36, i trader dovrebbero mettere in conto correzioni di breve prima che il trend rialzista più ampio riprenda. Anche l’utilizzo di opzioni barrier knock-out può risultare particolarmente efficace per ridurre il costo del premio, proteggendosi al contempo da improvvise e marcate accelerazioni al ribasso.
Inoltre, sarà cruciale monitorare da vicino i prossimi dati PCE statunitensi: un’inflazione USA più “fredda” del previsto probabilmente accelererebbe il rally di AUD/USD. Guardando alle reazioni storiche dei fed fund futures e del mercato valutario, una combinazione di bias hawkish della RBA e prospettive dovish della Federal Reserve ha innescato con regolarità trend robusti su più settimane. L’impiego di opzioni a doppia valuta o strategie di straddle in vista della pubblicazione dell’inflazione USA può aiutare a capitalizzare la volatilità attesa.
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