Le azioni statunitensi hanno messo a segno un rally “risk-on” guidato dalla tecnologia, con il Nasdaq in recupero in vista dei risultati di Nvidia. Nvidia è salita dell’1,8% ed è tornata sopra i 210 dollari dopo la più lunga serie negativa degli ultimi quattro anni, con sette sedute consecutive in calo, pur essendo attesa a riportare oltre 92 miliardi di dollari di ricavi nell’ultimo trimestre. Il rialzo più ampio è stato però ristretto: il Dow ha sottoperformato, mentre cinque settori dell’S&P 500 hanno chiuso in rosso e i beni di prima necessità (consumer staples) sono scesi di oltre l’1%, mantenendo sotto pressione i titoli legati ai consumi nonostante rendimenti in calo e petrolio più debole.
Il petrolio è scivolato dopo che Iran e Oman hanno delineato un quadro graduale per la riapertura dello Stretto di Hormuz, con Brent e WTI in calo ciascuno di oltre il 3%; il Brent è scambiato poco sopra 87 dollari al barile ed è in ribasso del 4,6% nella settimana. I rendimenti obbligazionari sono scesi in avvicinamento a Jackson Hole, con il Treasury USA decennale in calo di 5 punti base e il Gilt britannico decennale di 7 punti base. Altrove, il dollaro è rimasto sottotono mentre Stati Uniti e Canada si scambiavano dazi, mentre i metalli preziosi hanno corretto: il platino ha perso oltre l’1% e l’oro è arretrato dopo aver toccato un massimo a tre mesi; l’attenzione si è inoltre spostata sulla “cassa di guerra” del Tesoro da 1.000 miliardi di dollari e sul core PCE di luglio in uscita domani.
Strategie sulla volatilità e coperture settoriali
Dovremmo prepararci a un aumento della volatilità di mercato nelle prossime settimane, mentre i trader di derivati si muovono all’interno di un rally altamente frammentato. Mentre la tecnologia rimbalza in vista della molto attesa trimestrale di Nvidia, il mercato più ampio resta fragile, con il comparto dei consumer staples che mostra segnali chiari di stress. Per coprire questo rischio, possiamo valutare l’acquisto di opzioni put quasi at-the-money su ETF dei consumi discrezionali e del retail, come XLY o XRT, per beneficiare dell’allargarsi delle crepe nella spesa dei consumatori statunitensi.
Il brusco calo dei prezzi energetici globali offre un altro punto d’ingresso strategico per i trader di opzioni. Il Brent è sceso sotto 87 dollari al barile dopo segnali diplomatici positivi sullo Stretto di Hormuz, dinamica che ha trascinato al ribasso anche i rendimenti dei Treasury. Possiamo cercare di sfruttare questo trend puntando su opzioni call a breve durata su TLT (iShares 20+ Year Treasury Bond ETF), mentre i rendimenti continuano ad ammorbidire in vista del simposio di Jackson Hole.
Valute, metalli preziosi e posizionamento difensivo
Inoltre, dovremmo monitorare con attenzione i mercati valutari e dei metalli preziosi, poiché il dollaro USA resta debole a causa dell’escalation delle tensioni commerciali con il Canada. Storicamente, quando aumentano i dazi, le catene di approvvigionamento subiscono interruzioni, il che può mantenere pressione sul biglietto verde. Considerato che l’oro ha recentemente ripiegato dai massimi a tre mesi in area 2.500 dollari l’oncia, vediamo un’opportunità per accumulare opzioni call a più lunga scadenza sui futures dell’oro (GC), in preparazione di un possibile spostamento verso un assetto più difensivo qualora i dati sui consumi continuassero a deteriorarsi.
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