L’oro è arretrato dall’area dei 4.700 dollari durante la sessione nordamericana, con XAU/USD a 4.641 dollari, in calo dello 0,2%, poiché i compratori non sono riusciti a riconquistare la soglia psicologica. L’azione dei prezzi si è stabilizzata ma lo slancio si è raffreddato, con l’Indice di Forza Relativa (RSI) segnalato in ipercomprato. Si è attenuato anche il supporto geopolitico dopo che due funzionari USA hanno confermato, secondo Axios, le notizie secondo cui la Marina statunitense ha liberato lo schema di separazione del traffico nello Stretto di Hormuz, smorzando la domanda di beni rifugio.
I dati USA sono stati contrastati. La media a quattro settimane dell’ADP Employment Change è salita a 11,75 mila da 9,5 mila, mentre i Permessi di Costruzione sono aumentati del 4,3% a luglio a 1,433 milioni dopo il -2,6% di giugno, in controtendenza rispetto alle stime per il 5%. La fiducia dei consumatori del Conference Board si è attestata a 90,2 contro attese di 90,2. Il pricing sui tassi indicava una probabilità del 43% di un rialzo della Federal Reserve di 25 punti base a settembre e del 57% di nessuna variazione, secondo Prime Terminal, in vista di Core PCE, ordini di beni durevoli, PIL e richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, oltre a un intervento a Jackson Hole del presidente della Fed Kevin Warsh. Sul fronte grafico, il supporto si colloca a 4.600 dollari, poi la SMA a 200 giorni a 4.519 e 4.500, con la SMA a 100 giorni a 4.379; la resistenza resta a 4.700, quindi 4.764, 4.800 e 5.000.
Contesto tecnico e geopolitico
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una correzione di breve periodo dell’oro, mentre l’asset ripiega dal “tetto” dei 4.700 dollari verso 4.641. Con l’allentamento delle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz e l’RSI giornaliero in rientro dalla zona di ipercomprato sopra 70, al momento il percorso di minore resistenza è verso il basso. Storicamente, quando l’RSI dell’oro scende nuovamente sotto la soglia di 70 dopo un forte rally, il metallo prezioso spesso registra una rapida mean reversion del 3%-5%.
Per sfruttare questo momentum ribassista di breve, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put out-of-the-money con target sul supporto chiave a 4.600 dollari. In alternativa, i trader possono impostare bear call spread con strike superiore appena sopra 4.700 per incassare premio in modo prudente. Se il “pavimento” dei 4.600 dovesse cedere, ci attendiamo una discesa rapida verso la Media Mobile Semplice (SMA) a 200 giorni, attualmente a 4.519.
Strategie operative e gestione del rischio
Occorre anche prepararsi a un possibile picco di volatilità in vista della pubblicazione del dato Core PCE e del discorso d’esordio a Jackson Hole del presidente della Fed Kevin Warsh. I mercati dei derivati prezzano attualmente una probabilità del 57% che i tassi restino invariati a settembre, lasciando un significativo 43% di rischio di sorpresa hawkish. Questo pricing “tirato” rende molto interessanti le strategie long volatility, come l’acquisto di straddle a breve scadenza.
Per i trader sui futures, consigliamo di mantenere posizioni short tattiche con stop-loss stretti appena sopra 4.710. Dati recenti di borsa mostrano che l’open interest complessivo sui futures sull’oro è aumentato di quasi l’8% nell’ultimo mese, segnalando un mercato fortemente a leva e vulnerabile a liquidazioni improvvise. Finché l’oro non riuscirà a recuperare con decisione il livello di 4.700 in chiusura giornaliera, riteniamo che vendere i rimbalzi sia la scelta più sensata nelle prossime settimane.
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