Lo yen giapponese era marginalmente più debole contro il dollaro USA, in calo di circa lo 0,1%, con USD/JPY confinato in un intervallo ristretto. Il cambio scambiava con un supporto in area 158,00 e una resistenza nella parte alta dei 159, mentre lo yen si collocava a metà del paniere G10 all’avvio della sessione nordamericana.
L’attenzione si è spostata dalle precedenti ipotesi di intervento ufficiale verso i fondamentali, in vista della riunione della Bank of Japan del 18 settembre. I mercati prezzano circa 20 pb di inasprimento, elemento che potrebbe offrire un sostegno di breve periodo allo yen. Oltre alla decisione in sé, il focus è sulle indicazioni prospettiche (guidance) della BoJ, con i policymaker chiamati a orientare le aspettative sul percorso del tasso ufficiale fino a fine anno e fino all’inizio del 2027.
Posizionamento per un rafforzamento dello yen in vista della riunione della Bank of Japan
Con l’avvicinarsi della cruciale riunione della Bank of Japan del 18 settembre, riteniamo che i trader sui derivati debbano prepararsi a un potenziale rafforzamento dello yen giapponese. Al momento, USD/JPY si mantiene stabile in un range stretto tra 158,00 e la parte alta dei 159. Con il mercato che attualmente sconta circa 20 punti base di tightening, vediamo una finestra favorevole per posizionarsi in vista di una rottura al ribasso del cross.
Considerata la recente azione dei prezzi relativamente contenuta, la volatilità implicita resta a nostro avviso sottovalutata, rendendo particolarmente interessanti le opzioni put lunghe su USD/JPY. Raccomandiamo l’acquisto di put su USD/JPY a breve scadenza con strike in area 156,00, per intercettare un’improvvisa rivalutazione dello yen. Questa strategia consente di sfruttare il probabile passaggio dalle narrazioni estive legate agli interventi a un contesto più guidato dai rialzi dei tassi.
Precedenti storici e importanza della forward guidance
Per comprendere la potenziale ampiezza del movimento, si può guardare al maxi-intervento del Giappone da 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) a metà 2024, che ha costituito un precedente significativo nella difesa di questi livelli chiave. Quando la banca centrale ha poi alzato i tassi nel luglio dello stesso anno, USD/JPY è sceso rapidamente da oltre 161 fino a metà area 140 nel giro di poche settimane. Se il prossimo rialzo da 20 punti base dovesse materializzarsi, lo yen potrebbe registrare un rally altrettanto esplosivo, con lo smontaggio di carry trade affollati.
I trader dovrebbero inoltre monitorare con attenzione la forward guidance della Bank of Japan per la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Eventuali segnali hawkish da parte dei policymaker in merito a un’ulteriore normalizzazione dei tassi probabilmente accelererebbero i guadagni del JPY. Per i portafogli in derivati, mantenere un’esposizione net-long sul JPY tramite risk reversal può aiutare a catturare questo upside asimmetrico limitando al contempo l’erosione del premio nel tempo.
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