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I mercati guardano ai verbali della RBA, al PCE core e al PIL USA mentre il petrolio cala e l’oro rimbalza

by VT Markets
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Aug 24, 2026

L’agenda della settimana ruota attorno ai verbali della riunione della RBA alle 01:30 GMT di martedì, prima del PCE core USA alle 12:30 GMT di mercoledì, atteso a +0,1% m/m per luglio. Nella stessa giornata, la seconda stima del PIL USA del 2° trimestre 2026 è prevista in rallentamento all’1,5% dal 2,1%. Venerdì è in arrivo il PIL canadese del 2° trimestre alle 13:30 GMT, con il dato annuo visto in miglioramento da -0,1% a +3,4% e la misura trimestrale in salita da 0,0% a 0,8%; a seguire, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh parlerà a Jackson Hole alle 14:00 GMT.

USOIL è sceso dopo due settimane di rialzi, pur restando in aumento di oltre il 50% da inizio anno, con l’attenzione su un piano USA per isolare economicamente l’Iran e sui rischi di ulteriori interruzioni lungo lo Stretto di Hormuz, Bab el-Mandeb e le rotte del Mar Nero. Pressioni sulla domanda sono state segnalate da Sinopec, che cita un calo di quasi l’8% dei consumi di benzina nel primo semestre e una flessione del 12% nell’uso di diesel. Sul piano tecnico, il petrolio è sopra le medie mobili semplici a 50 e 100 giorni, testa il 23,6% di Fibonacci in area 85 dollari, con segnali Stocastici di ipercomprato e la banda superiore di Bollinger attorno a 88 dollari; i livelli in osservazione includono 88–90 dollari, con supporti in area 82 e 79. XAUUSD è salito a un massimo oltre tre mesi sopra 4.650 $/oncia, dopo l’intervento del Tesoro USA che ha spinto al ribasso rendimenti e dollaro, mentre gli ETF supportati da oro hanno registrato i maggiori afflussi settimanali da gennaio e Dalio ha citato un’esposizione fino al 15% in oro; il prezzo ha superato il 38,2% di Fibonacci a 4.488 $, sta testando il 50% in area 4.649 e potrebbe estendersi verso 4.810 o ripiegare verso 4.490.

Aggiornamenti delle Banche Centrali e driver macro di mercato

Entriamo in una settimana potenzialmente molto volatile per i mercati globali, con aggiornamenti chiave delle banche centrali e dati sulla crescita economica pronti a mettere alla prova le valutazioni correnti degli asset. Mercoledì, l’indice PCE core USA e la seconda stima del PIL del 2° trimestre—attesa in rallentamento all’1,5% dal 2,1%—probabilmente determineranno la direzione di breve periodo del dollaro USA. Va inoltre messa in conto un’elevata volatilità venerdì, quando il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh interverrà al simposio di Jackson Hole, evento che storicamente innesca movimenti bruschi sugli asset sensibili ai rendimenti.

Guardando ai cicli storici dei tassi, un PIL in rallentamento abbinato a letture di inflazione in raffreddamento tende a spingere le banche centrali verso un orientamento di politica monetaria più accomodante. I dati recenti mostrano che i rendimenti dei Treasury hanno già iniziato a scendere dopo gli interventi governativi sul mercato obbligazionario, sostenendo gli asset privi di rendimento. Se l’inflazione PCE di questa settimana dovesse confermare il +0,1% m/m atteso, ci aspettiamo ulteriori pressioni ribassiste sul biglietto verde, creando un contesto favorevole per operazioni “contro dollaro”.

Prospettive tecniche su commodity e valute

Nei mercati energetici, monitoriamo da vicino USOIL poiché le tensioni geopolitiche legate al conflitto USA-Iran mantengono fortemente vincolate le linee di approvvigionamento globali. Nonostante un rialzo di circa il 50% da inizio anno alimentato dai colli di bottiglia nelle spedizioni nello Stretto di Hormuz, la domanda di greggio mostra segnali di indebolimento, con la cinese Sinopec che riporta un forte calo del 12% nell’utilizzo di diesel. Tecnicamente, il petrolio sta testando il ritracciamento di Fibonacci al 23,6% in area 85 dollari, ma con indicatori di momentum in ipercomprato è opportuno considerare un possibile pullback verso 82 dollari prima di tentare di acquistare un eventuale breakout in direzione 90 dollari.

L’oro è balzato oltre 4.650 dollari l’oncia, sostenuto da consistenti afflussi negli ETF garantiti da oro e dal crescente timore di svalutazione delle valute. Mentre investitori di primo piano suggeriscono un’allocazione fino al 15% in oro come copertura contro i rischi sul debito sovrano, il metallo scambia attualmente in una zona tecnica marcatamente ipercomprata. Suggeriamo di monitorare la resistenza chiave a 4.649 dollari: una rottura netta sopra tale livello potrebbe aprire spazio verso 4.810, mentre un rifiuto renderebbe molto probabile una correzione temporanea verso 4.490.

Rileviamo anche una potenziale opportunità di trading di breve periodo sul dollaro canadese in vista della pubblicazione di venerdì del PIL del 2° trimestre, atteso in forte rimbalzo al +3,4% su base annua da una precedente contrazione del -0,1%. Un dato macro solido potrebbe rafforzare rapidamente il “Loonie”, soprattutto in abbinamento a un dollaro USA in indebolimento. Inoltre, va monitorata a inizio settimana la pubblicazione dei verbali della Reserve Bank of Australia per valutare possibili picchi di volatilità sulle coppie in AUD.

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