Royal Bank of Canada ha valutato i nuovi dazi statunitensi della Sezione 338 sulle esportazioni canadesi, fissati al 50% e applicati a beni che rappresentano circa il 5% dell’export del Canada verso gli Stati Uniti. Le misure vengono presentate come concentrate sul Canada e inquadrate come una rinnovata escalation delle azioni tariffarie, con potenziali ricadute più ampie sulle relazioni commerciali nell’ambito del CUSMA. RBC segnala che il prelievo potrebbe rendere i beni canadesi interessati proibitivi sul mercato USA, creando al contempo margini affinché i flussi commerciali si riorientino all’interno del Nord America per ridurre i costi daziari.
La banca indica materie plastiche, macchinari elettrici, mobili e prodotti in legno come i principali settori esposti, con impatti attesi più concentrati in Québec, British Columbia e Ontario. RBC afferma che i venti contrari legati ai dazi sono circoscritti a un set ristretto di industrie e indica nella politica fiscale il canale più mirato per un sostegno, anche alla luce delle indiscrezioni secondo cui potrebbero seguire aiuti governativi dopo quest’ultimo round. Sul fronte della politica monetaria, si attende che lo shock non sia sufficiente a spingere la Bank of Canada a virare verso tagli dei tassi; aggiunge inoltre che la moderazione dell’inflazione di fondo al netto dell’energia aumenta la probabilità che la BoC non alzi i tassi quest’anno.
Implicazioni per valuta, tassi e mercato obbligazionario
Con gli Stati Uniti che impongono un dazio elevato del 50% sul 5% delle esportazioni canadesi, ci aspettiamo volatilità nel breve periodo per il dollaro canadese (CAD). Poiché questi dazi colpiscono circa 25 miliardi di dollari di beni scambiati, i trader di derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni call USD/CAD a breve scadenza per coprirsi da un indebolimento del CAD. La forte concentrazione del costo economico in Ontario, Québec e British Columbia probabilmente manterrà la valuta canadese sotto pressione nelle prossime settimane.
Riteniamo che la Bank of Canada sia altamente propensa a mantenere i tassi invariati anziché aumentarli, soprattutto ora che l’inflazione di fondo è scesa verso l’obiettivo del 2%. I trader di derivati possono posizionarsi per questa pausa negoziando futures sul Canadian Overnight Repo Rate Average (CORRA) o utilizzando swap receiver. Storicamente, nelle fasi di frizioni commerciali, i rendimenti obbligazionari canadesi tendono a scendere gradualmente, rendendo interessanti posizioni lunghe sui futures dei titoli di Stato decennali.
Impatto settoriale e opportunità di trading
Settori specifici come la filiera forestale, le materie plastiche e i macchinari elettrici stanno affrontando forti venti contrari, offrendo opportunità rilevanti per i trader di opzioni azionarie. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni put sui principali titoli industriali e forestali canadesi, poiché il dazio del 50% rende le esportazioni verso gli Stati Uniti proibitive. Storicamente, durante le dispute commerciali del 2017, gli esportatori canadesi colpiti hanno registrato cali dei corsi azionari a doppia cifra nel mese successivo agli annunci tariffari.
Per quanto dolorosi, questi dazi potrebbero essere rapidamente attenuati da attesi aiuti fiscali governativi a sostegno dei comparti interessati. I trader dovrebbero monitorare i credit default swap (CDS) corporate di queste società industriali colpite, poiché eventuali salvataggi pubblici in arrivo potrebbero comprimere gli spread di credito prima di quanto il mercato si aspetti. Tenere sotto osservazione la rapidità con cui questi flussi commerciali si riorientano all’interno del Nord America aiuterà a temporizzare le uscite dalle posizioni short sui titoli industriali.
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