Le azioni globali hanno chiuso venerdì in rialzo, anche se diversi mercati hanno terminato la settimana in territorio negativo, con gli Stati Uniti più deboli mentre i Paesi nordici si sono collocati tra le aree più forti. La direzione dei mercati è stata plas mata da quattro temi: i rischi legati ai flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, la tenuta del ciclo di investimenti (capex) sull’AI, il ritorno delle preoccupazioni per una possibile svalutazione del dollaro e dati macro eccezionalmente solidi. L’impulso macro è rimasto il principale sostegno, rafforzato dalle letture PMI di venerdì, insieme a utili societari robusti.
La performance settoriale ha indicato il perdurare di una leadership ciclica più che un passaggio ai difensivi. I materiali hanno guidato i rialzi settimanali, mentre le utility hanno sottoperformato, segnalando l’assenza di una rotazione difensiva nonostante le elevate narrative geopolitiche e di policy. La volatilità è rimasta contenuta, con il VIX intorno a 15,5 per tutta la settimana e in chiusura sostanzialmente invariato. In apertura, le azioni asiatiche erano per lo più in calo e la Corea del Sud ha mostrato le oscillazioni più ampie, mentre i future azionari USA ed europei trattavano in prossimità dei livelli di chiusura di venerdì.
Posizionamento sui derivati in un contesto macro resiliente
Con i mercati globali che mostrano una notevole resilienza sostenuta da PMI manifatturieri e dei servizi solidi, riteniamo che gli operatori in derivati dovrebbero evitare un posizionamento eccessivamente difensivo nelle prossime settimane. Il VIX oscilla attualmente intorno a 15,5, indicando che l’avversione al rischio resta contenuta nonostante alcuni ritracciamenti settimanali localizzati. In questo contesto di bassa volatilità, raccomandiamo strategie di vendita di opzioni put su indici ampi per incassare premio finché le basi macroeconomiche rimangono solide.
Osserviamo una chiara leadership ciclica, con i materiali che sovraperformano le utility, a conferma che non è in corso una rotazione verso i difensivi. Per i trader di opzioni, questo significa privilegiare call spread rialzisti su ETF industriali e dei materiali, piuttosto che rifugiarsi nei tradizionali settori difensivi. Storicamente, quando i settori ciclici guidano in fasi di PMI forti, le strategie opzionali basate sul momentum offrono i migliori rendimenti corretti per il rischio.
Opportunità strategiche tra settori e regioni
Il proseguimento della costruzione dell’infrastruttura per l’AI e le pressioni geopolitiche sull’offerta di petrolio continuano ad agire come principali driver di mercato. Dati recenti di settore indicano che la spesa globale in conto capitale della tecnologia è attesa crescere di oltre il 15% nel 2026, rendendo le opzioni a focus tech particolarmente interessanti su piccoli ritracciamenti. I trader possono utilizzare calendar spread long su call su ETF dei settori energia e tecnologia per sfruttare questi trend senza pagare troppo la volatilità implicita delle scadenze più ravvicinate.
Sebbene i mercati statunitensi abbiano registrato lievi correzioni la scorsa settimana, le azioni europee e nordiche stanno mostrando una sorprendente forza relativa. Suggeriamo di considerare strategie opzionali di forza relativa, come l’acquisto di call su opzioni su indici europei, coprendosi al contempo con posizioni short su indici asiatici più volatili. Questo approccio bilanciato protegge il capitale dalla volatilità globale di breve periodo, restando al contempo allineato alla resilienza macro complessiva.
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