Il WTI cala per prese di profitto mentre gli USA si preparano a sanzioni più severe contro l’Iran e i rischi per l’offerta restano elevati

by VT Markets
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Aug 24, 2026

Il WTI ha rallentato dopo due sedute di rialzi, scambiando intorno a 84,80 dollari al barile nelle ore asiatiche di lunedì, mentre gli operatori hanno preso profitto in vista di un atteso intervento degli Stati Uniti per inasprire le sanzioni contro l’Iran. Il Segretario al Tesoro USA ha affermato che Washington sta preparando quelle che ha definito le “più dure” sanzioni della storia, una linea che potrebbe restringere ulteriormente l’offerta globale se le spedizioni iraniane venissero interrotte, mentre le offerte ai compratori cinesi si sono affievolite durante un blocco navale statunitense. Teheran ha respinto le misure in arrivo e persistono le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz, con il traffico di navi lungo la rotta ancora ben al di sotto delle medie storiche.

L’attenzione del mercato si sta inoltre spostando sulle scorte, con gli stock di diesel descritti come particolarmente tesi, condizione che sostiene il Brent. Sul fronte grafico, il WTI resta sopra le medie mobili esponenziali (EMA) a nove e 50 periodi, mentre l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 14 giorni è a 56,06, segnalando un momentum da neutrale a positivo. Il supporto immediato si colloca sull’EMA a nove periodi a 83,91 dollari, e poi sull’EMA a 50 periodi in area 81,62 dollari, livelli che i trader monitorano in caso di ritracciamento correttivo.

Sanzioni e rischi regionali per l’offerta

Ci aspettiamo che il greggio WTI affronti una volatilità più elevata nelle prossime settimane, man mano che i mercati prezzano le sanzioni USA più severe finora sull’export di petrolio iraniano. Se il breve scivolone sotto 85,00 dollari al barile riflette prese di profitto di breve periodo, il quadro dell’offerta complessiva resta estremamente teso. I trader sui derivati potrebbero valutare acquisti sui ribassi, utilizzando i principali livelli tecnici di supporto per posizionarsi in vista di una possibile stretta dell’offerta.

Storicamente, le tensioni navali e le sanzioni in Medio Oriente hanno generato premi marcati, analoghi agli shock di offerta di fine 2019, quando i prezzi balzarono rapidamente. Attualmente, i dati sullo shipping indicano che il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuito di oltre il 20% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Con il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent che spinge per un isolamento economico totale dell’Iran, questo collo di bottiglia critico potrebbe vedere ancora meno petroliere, mettendo un “pavimento” elevato sotto i prezzi globali.

Tensione delle scorte e strategie di trading

Suggeriamo di monitorare con attenzione i report settimanali sulle scorte di distillati e diesel, poiché questi prodotti stanno già scambiando su livelli critici. Anzi, i recenti dati energetici mostrano che le scorte globali di diesel sono quasi il 7% sotto la media stagionale a cinque anni, lasciando un margine molto ridotto in caso di disservizi nelle raffinerie. I trader potrebbero utilizzare strategie in opzioni, come i bull call spread, per catturare il potenziale rialzo proteggendosi al contempo da improvvisi cambiamenti regolatori o geopolitici.

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