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L’indice del dollaro scivola sotto quota 99 nonostante i rendimenti dei Treasury in rialzo, tra timori sul deficit e aumento delle coperture (hedging)

by VT Markets
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Aug 22, 2026

L’Indice del Dollaro (DXY) si è mantenuto appena sotto 99,00, ai minimi da maggio, invariato nella giornata e in scambio in un range di 35 pip tra circa 98,50 e poco sotto 99,00. Questo arretramento è arrivato anche mentre i rendimenti statunitensi sulla parte lunga della curva recuperavano la flessione di mercoledì: i buyback del Tesoro sui titoli a lunga scadenza sono stati raddoppiati da 2 mld $ per operazione ad almeno 4 mld $, spingendo il rendimento del 30 anni in calo di 9 punti base e trascinando il DXY giù di quasi un punto in quella sessione. Giovedì il movimento si è invertito, con il 30 anni tornato sopra il 5,25% e il 10 anni sopra il 4,70%, ma la valuta non ha rimbalzato. I futures hanno riprezzato le probabilità di un rialzo a settembre a circa un terzo, da oltre l’80% di fine luglio, mentre il debito federale è stato indicato a 40.000 mld $ e il deficit viene descritto in traiettoria oltre 2.000 mld $.

I dati USA hanno fornito un segnale più forte: il PMI composito preliminare di agosto è salito a 56 da 54,5, i servizi hanno segnato 56,8 contro un consenso a 54 e il manifatturiero è uscito a 53,2 contro 53,9, con la produzione di beni ai minimi da 13 mesi; i servizi sono stati descritti come circa tre quarti dell’economia. L’oro è scambiato sopra 4.550 $ e Bitcoin è salito di oltre il 20% nella settimana. Il calendario prevede i prezzi PCE di luglio mercoledì alle 12:30 GMT, con il core atteso a 0,2% m/m contro 0,1% e 3,3% a/a invariato, oltre al PIL preliminare del 2° trimestre a 1,5%, la spesa personale a 0,2% e gli ordini di beni durevoli a 0,7%; la fiducia dei consumatori di agosto è attesa martedì alle 14:00 GMT. Il simposio di Jackson Hole si svolge dal 27 al 29 agosto e venerdì alle 14:00 GMT il presidente della Fed parlerà insieme a una revisione preliminare del benchmark dei nonfarm payrolls e al dato finale del sentiment Michigan di agosto, con attese d’inflazione a un anno al 4,3%; i livelli tecnici indicavano resistenze a 99,00, 99,50, 99,75 e 100,00, con supporti a 98,50, 98,00 e poco sopra 97,50, e invalidazione su una chiusura giornaliera sopra 99,75.

Rottura della tradizionale relazione dollaro-rendimenti

Dobbiamo riconoscere che la relazione tradizionale tra l’aumento dei rendimenti dei Treasury USA e il Dollar Index (DXY) si è incrinata. Pur con il rendimento del decennale oltre il 4,70% e il trentennale sopra il 5,25%, il DXY resta bloccato sotto 99,00, ai livelli più bassi da maggio. Questo disaccoppiamento suggerisce che il mercato stia prezzando un premio per il rischio di natura strutturale legato all’espansione del debito federale a 40.000 miliardi di dollari e a un deficit in rotta oltre 2.000 miliardi di dollari, più che i tradizionali differenziali di tasso.

Nelle prossime settimane, dovremmo privilegiare strategie in derivati con bias ribassista sul dollaro, puntando alla zona di supporto 98,50 e, successivamente, al livello 98,00. L’acquisto di opzioni put out-of-the-money sul DXY o l’acquisto di opzioni call sulle principali coppie valutarie come EUR/USD può sfruttare questa carenza di domanda di dollari. Dovremmo mantenere un’invalidazione stretta, chiudendo queste posizioni ribassiste sul dollaro se l’indice riuscisse a segnare una chiusura giornaliera sopra la EMA a 200 giorni in area 99,75.

Asset alternativi e strategie sulla volatilità

Con i capitali che si allontanano attivamente dal biglietto verde, dobbiamo valutare un’allocazione verso asset reali e riserve di valore alternative. Il rally storico dell’oro sopra 4.550 $ e l’improvvisa impennata settimanale del 20% di Bitcoin segnalano che il trade “anti-dollaro” sta guadagnando forte slancio, mentre crescono le preoccupazioni per la svalutazione delle valute fiat. L’utilizzo di opzioni call long sui futures dell’oro o il posizionamento su derivati crypto liquidi consente di accompagnare questa ondata di riallocazione dei capitali.

Il prossimo simposio di Jackson Hole (27–29 agosto) e i dati sull’inflazione PCE di luglio di mercoledì offrono opportunità rilevanti per strategie basate sulla volatilità. Poiché il mercato sta attualmente ignorando la forza dei dati domestici—come il recente PMI composito a 56—ci aspettiamo che eventuali commenti “hawkish” della Fed possano far salire i rendimenti senza però sostenere realmente il dollaro. Possiamo sfruttare questo comportamento anomalo di mercato acquistando straddle sulle principali coppie in dollari, per catturare la volatilità inevitabile in concomitanza con la pubblicazione di questi dati chiave.

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